Archive for the ‘rivoluzione’ Category

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In branco

5 ottobre 2013

Questa mattina ho trovato nella casella di posta elettronica una mail in francese che mi invitava a presentare un curriculum per andare a lavorare nel Québec.

Che ci ho sorriso perchè sono circa vent’anni che penso di emigrare da questa terra dove non esiste nè Stato nè Popolo. Ma alla mia età ricominciare dall’altra parte del mondo comporterebbe energie e salute che non ho più…

Così continuo a macerarmi e a chiedermi come sia possibile questo sfacelo, ma la risposta non arriva mai. La scorsa settimana il film  Reality di Garrone mi ha come aperto uno spiraglio in questo muro di perchè.

Un film meraviglioso e comovente. In una Napoli decadente, abbandonata e dimenticata, meravigliosa nei sui particolari e nella sua luce, una famiglia semplice e e ai limiti dell’onestà viene travolta dal sogno del protagonista che si illude di poter partecipare al “Grande Fratello”. Perderà tutto e…

E’ stato come spalancare la finestra sull’abisso della mente di coloro che in Italia per 20anni di B. e per 30anni di TV generalista hanno finito per pensare che i sogni e le illusioni si possono realizzare se… se ti affidi a… l’amico che ti aiuta, se corrompi, se ti affidi al potente di turno. Non sono tanto i soldi, la ricchezza, ma esserci, diventare importante, famoso, essere “amato”.

Perchè è di questo che è fatto l’uomo, “Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni” dice Shakespeare.

Gli italiani lo hanno nel loro DNA, da Augusto imperatore in poi…

Dai loro qualcosa su cui fermare l’attenzione, che sia un pallone o un telefonino e finiranno per pensare che sono felici. Dai loro un sogno, che sia quello di partecipare e di essere “amati”, e istericamente si riuniranno in oceani di cori e canti. Francesco docet. 

Sono disposti per questo a rinunciare anche ai loro diritti, alla libertà di scegliere. Infantili? Infantili.

Quando i sogni non si realizzano (non si possono realizzare senza superare le difficoltà), allora si arrabbiano. Si sentono traditi, indifesi, si sentono impotenti.

Il passo successivo alla rabbia è prendersela con il potente di turno. Uno a caso, oppure uno che qualcuno ti addita (“dagli all’untore” di manzoniana memoria). Responsabilità personale zero.

Così abbiamo vissuto in questi anni: in balia di una maggioranza che come pecore erano soddisfatte dell’erba e dell’acqua e di essere munte due volte al dì, che si affidavano al pastore che gli indicava il pascolo. Avoglia a dirgli “guarda che..”

Poi si è scoperto che il pastore si vendeva gli agnelli di nascosto, che uccideva le pecore più deboli e queste si sono arrabbiate.

E’ solo allora che è arrivato un Grillo parlante. Uno capace di dar voce alle loro frustrazioni, alle loro rabbie, alle loro delusioni.

Si sono sentite diverse e migliori, ma hanno finito per restare intrappolate da un nuovo “capobranco”.

Ecco gli italiani sono così. Per metà sognatori infantili, che quando si svegliano si arrabbiano, l’altra metà, con tristezza deve sempre essere responsabile e tentare di far ragionare almeno il capofila… 

A  loro, a noi, non è permesso di sognare. Ma solo di agire con responsabilità. A volte la responsabilità e i sogni si alleano e allora c’è la Rivoluzione.

In questi giorni in cui “il pifferaio magico” sta perdendo il suo fascino illusorio, è facile dare la colpa solo a lui. Si ha ragione il giornalista che ieri in TV diceva: Berlusconi è finito ma non è finito il berlusconismo.

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7 agosto 2013

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra..

Non so quante volte in questo spazio ho scritto che avevamo raggiunto la parte più infima del vuoto politico in cui siamo immersi  da vent’anni.

Mi giro e mi rigiro nelle parole di chi cerca di spiegare come sia stato possibile cadere in ostaggio di un uomo che senza ritegno usa e abusa dello Stato italiano. Vivo l’incubo di morire soffocata da questo boa conscrictor senza vedere l’uscita, il risveglio.

Per anni ci hanno ammorbato l’aria con “è innocente fino  il terzo grado di giudizio” ; e ora che il terzo grado è arrivato ne vorrebbero un quarto (Napolitano) o un quinto…

Giornalisti che continuano a chiedere “cosa succederà”, politici (?) che senza ritegno continuano a sostenere che c’è stato “un colpo di stato”, e milioni di italiani che guardano il dito e non la luna della corruzione, delle ruberie, della compravendita di qualsiasi corpo, anima, parola.

Chi dovrebbe agire (i giovani?) per sovvertire questo marcio e riportarci ad uno stato di diritto, sono impegnati nell’aperitivo serale e nelle vacanze (toglietemi tutto… ma non l’aperitivo…), e mi chiedo cosa resterà nei libri di Storia di questo periodo horror della nostra libertà.

Non certo la bellezza di un discorso Pro Murena . .. né difensori della Repubblica come Cicerone.

Noi abbiamo Epifani e Napolitano

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Vamos

20 marzo 2013

E’ un periodo che tutto sembra procedere per il meglio, tanto che non vorrei nemmeno fermare con parole, questo momento, per paura che mi si sgonfi tra le mani, come un palloncino colorato che mi fu regalato da bambina da mia nonna, e che per cause ancora da scoprire mi scoppiò tra le mani, forse urtato da un diavolo dispettoso.

E quindi con cautela che mi avvicino a queste sillabe: Francesco ed Ernesto.

Nella mia biblioteca alcuni ripiani sono riempiti da volumi che parlano di questi due grandi uomini.
Uomini veri eh?!
Non quelli dell’utopia, di quelli che è difficile, quelli che… non si può…
No, no. Loro lo hanno voluto e lo hanno fatto.
Mollato tutto: famiglia, ricchezza, amici, lavoro, e hanno fatto la rivoluzione.

Sembrano in contraddizione tra loro queste due rivoluzioni? Forse.

Ma un Papa, cavolo dicesi un Papa… nel giorno del suo insediamento le ha unite .

Nessuno che non sappia un pò di sogni e di rivoluzioni, non può non sapere che ciò che ha detto il PapaFrancesco è il motto del grande rivoluzionario argentino : “Essere duri senza perdere la tenerezza”.

Possiamo ancora sperare di andare verso un mondo migliore se Francesco non ha paura di citare nella sua omelia Che Guevara.

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Inno

16 gennaio 2013

Ho delle difficoltà ad entrare in WP. Un casino. Sarà Casini che mi boicotta 🙂

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Dieci buoni propositi per il 2013

30 dicembre 2012

1° Andare a Marrakech

2° Leggere tutti i libri che comprerò entro l’anno

3° Non parlare di politica con chi attacca la sinistra (fosse pure la destra della sinistra)

4° Essere più paziente con i miei alunni e i colleghi

5° Comprarmi un Iphone

6° Fare una coperta all’uncinetto

7° Uscire di più, non rifiutare gli inviti degli amici

8° Rifarmi l’abbonamento al teatro lirico

9° Non arrabbiarmi con gli ipocriti, i leccaculo e gli indifferenti

10° Comprarmi un materasso memory

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I sogni son desideri

27 dicembre 2012

   

A lle elezioni nel prossimo anno vincerà la sinistra e farà un Governo la cui maggioranza dei componenti sarà
donna. Il Presidente della Repubblica sarà ugualmente una donna che si occuperà in prima persona della cultura della parità dei sessi a cominciare dalla scuola.
Cioè non si impegnerà tanto in bandiere inni e anniversari ma nell’applicazione della Costituzione.
Nei primi cento giorni del nuovo Governo si farà la legge sul conflitto d’interessi e sulla corruzione: nessun rinviato a giudizio potrà essere candidato nemmeno a spazzino (oops: operatore ecologico), i condannati quindi resteranno nei gironi dei condannati, e non in Parlamento.
Sarà modificata la riforma Fornero e si potrà andare in pensione quando ci va. E’ ovvio che sei hai versato vent’anni di contributi e vuoi andare in pensione a 50anni ti attacchi al tram di 100 euro al mese.
Verrà eliminata l’Agenda Monti dal vocabolario italiano e sostituita da “i problemi degli italiani”. Non ci saranno pensioni d’oro né benefit per la casta. E le scorte i narcisi se le pagheranno da se, così come le multe e le auto per andare da un convegno ad un altro. E quindi non pagheremo più le multe a Fioroni, anzi Fioroni non esisterà più… perché non sarà rieletto nemmeno con i voti dei preti.
I preti, si… non daranno indicazioni di voto, si faranno i cazzi loro in Vaticano, e Vendola sarà incaricato di rivedere il Concordato e tutti (TUTTI) gli immobili della Chiesa pagheranno l’IMU, anche le parrocchie. Più la Chiesa è grande più l’Imu da pagare sarà a carico dei “fedeli”. Che ci vuole a versare un euro a messa…
La Scuola sarà il primo degli interventi effettuato. Non riforme ma fondi e fondi e fondi… E se le private vorranno i soldi, dovranno diventare pubbliche.
La sanità il secondo intervento. Fuori i politici dalla gestione della Sanità, i vari Angelucci e don Verzè, non potranno più usufruire dei soldi pubblici, e se vorranno usufruirne le strutture devono diventare pubblici.
Torneranno pubbliche le Autostrade, le Ferrovie e le Spiagge.
Non si compreranno più gli F15 e si ritireranno i militari da ogni parte del mondo. Solo Difesa Nazionale.
Per l’esercito internazionale ci penserà l’Europa.
L’Eni non andrà in giro per il mondo a corrompere gli ecologisti e si riconvertirà all’energia pulita.
Poi tutti andranno in ferie . Anche gli anziani e i bambini più poveri. Basterà una settimana di mare o montagna per tutti, coccolati e curati.
E infine comincerà un lavoro lungo prolungato approfondito e mirato, regione per regione per difendere cultura e bellezza, territorio e tradizione.

BUON 2013

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Uragani

30 ottobre 2012

 28 ottobre a New York aspettando Sandy

Elezioni Regionali Sicilia 2012 - Affluenza ore 1928 ottobre a Palermo aspettando i risultati

 

Non c’è niente da fare… agli italiani piace l’uomo solo al comando. Possibilmente con caratteristiche da attor comico. E andiamo avanti così…

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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