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7 agosto 2013

Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra..

Non so quante volte in questo spazio ho scritto che avevamo raggiunto la parte più infima del vuoto politico in cui siamo immersi  da vent’anni.

Mi giro e mi rigiro nelle parole di chi cerca di spiegare come sia stato possibile cadere in ostaggio di un uomo che senza ritegno usa e abusa dello Stato italiano. Vivo l’incubo di morire soffocata da questo boa conscrictor senza vedere l’uscita, il risveglio.

Per anni ci hanno ammorbato l’aria con “è innocente fino  il terzo grado di giudizio” ; e ora che il terzo grado è arrivato ne vorrebbero un quarto (Napolitano) o un quinto…

Giornalisti che continuano a chiedere “cosa succederà”, politici (?) che senza ritegno continuano a sostenere che c’è stato “un colpo di stato”, e milioni di italiani che guardano il dito e non la luna della corruzione, delle ruberie, della compravendita di qualsiasi corpo, anima, parola.

Chi dovrebbe agire (i giovani?) per sovvertire questo marcio e riportarci ad uno stato di diritto, sono impegnati nell’aperitivo serale e nelle vacanze (toglietemi tutto… ma non l’aperitivo…), e mi chiedo cosa resterà nei libri di Storia di questo periodo horror della nostra libertà.

Non certo la bellezza di un discorso Pro Murena . .. né difensori della Repubblica come Cicerone.

Noi abbiamo Epifani e Napolitano

9 commenti

  1. Mi è piaciuto il commento di Andrea Scanzi…

    Dalle interviste di D’Alema a L’Unità e di Epifani al Corriere della Sera, si evince che persino i piani alti del Pd hanno capito che qualsiasi cosa è meglio del governicchio Letta. Anche andare al voto a settembre. Persino con questa stessa legge elettorale (che fa schifo, ma Pd & Pdl non vogliono cambiare). Ci hanno messo più di tre mesi, ma il Pd ha notoriamente tempi biblici per (non) comprendere i propri errori.
    E’ del tutto ovvio che qualsiasi partito minimamente decente non dovrebbe stare neanche un giorno al governo con il pregiudicato: non poteva starci prima, non può starci ora che è condannato in via definitiva per un reato gravissimo (anzitutto per chi fa politica) come la frode fiscale. Parole come “responsabilità” o panegirici tipo “non esistono alternative” sono bischerate titaniche, usate unicamente per far ingoiare i rospi all’elettorato.
    Mentre D’Alema ha sciorinato le solite supercazzole da finto-statista, dicendo tutto ma più che altro nulla, Epifani ha garantito che non verranno fatti sconti a Berlusconi (come no) e che se il pregiudicato non fa un passo indietro (e lui non lo fa) tanto vale andare subito al voto.
    Il Pd non mantiene quasi mai la parola data, come assai noto a chi ha ancora un minimo di onestà intellettuale. Quindi potrebbe benissimo non accadere nulla da qui a dicembre. E le parole di Epifani e D’Alema servono anzitutto a preservare i gerarchi perdenti e disinnescare Renzi (che continua a dormire il sonno dei grulli) e Civati (va be’), togliendo a entrambi l’arma dell’antiberlusconismo (arma, peraltro, che né Renzi né il Pd hanno mai usato). Per quanto sembri folle, nel Pd sono davvero convinti che uno come Letta potrebbe vincere le prossime elezioni, e un gesto forte (far cadere il governo per “orgoglio e dignità”) lo aiuterebbe a recuperare consenso.
    Sono comunque parole che sembrano avvicinare le oltremodo auspicabili elezioni, con annessa fine del governicchio inutile.
    Sarà un autunno divertente.Durissimo, ma per certi versi divertente.


  2. mentre te finalmente ti sei accorta che ti toccherà morir democristiana gli altri o perchè interessati o perchè solo duri de comprendonio debbono far finta di non accorgersi che gli hanno espropriato il partito per il grande amore che portano al valoroso, favoloso, ma immaginifico, bobbolo tajano


    • Fracatz mio, non vorrei darti ragione, ma forse… davvero il popolo tajano più di democrastiani non riescono ad essere 😦


  3. Sempre Scanzi…

    Pdl e Pdl si stanno scervellando su come salvare politicamente il pregiudicato di Arcore. La grazia sarebbe stata perfetta, ma nemmeno Napolitano pare poter arrivare a tanto.
    La strada migliore sarebbe l’amnistia, ma servono i 2/3 del Parlamento e i tempi sono lunghi. Troppo lunghi per non far decadere il plurievasore condannato in via definitiva.
    Come ricorda anche Alessandro Gilioli su L’Espresso, c’è allora il cosiddetto Lodo Giovanardi. E già qui uno pensa subito al suicidio, perché se l’ago della bilancia diventa Giovanardi vuol dire che il paese è ampiamente oltre la canna del gas.
    Problema (per la Casta): la legge Severino reputa ineleggibile chi ha una condanna definitiva di più di due anni. Tipo Berlusconi (pensate al paradosso: pur avendo approvato una legge debolissima, Pd&Pdl sono riusciti comunque a farsi autogol da sola, varando una legge che in via teorica disarciona il pregiudicato).
    Giovanardi, o chi per lui, propone quindi due interpretazioni farlocche. a) La legge è del 2012, il pregiudicato di Arcore ha commesso il reato prima, dunque non si applica perché legge non retroattiva (chi lo dice? Nessuno. Tranne Giovanardi. Cioè nessuno, appunto). b) L’indulto del 2006, voluto dal centrosinistra, ha tolto 3 dei 4 anni di condanna per frode fiscale. Quindi la condanna passa da 4 anni a 1 anno, e il pregiudicato di Arcore può continuare a fare polemica.
    La giunta che dovrà decidere tutto, al Senato, comincerà a lavorarci da domani. E’ composta da 23 senatori: nove Pd, sette Pdl, quattro M5S, uno Scelta civica, Lega e Sel.
    Si vota segretamente. Il ruolo chiave lo avrà il Pd. Vamos.


  4. Si, Scanzi mi piace, scrive bene ed è acido quanto basta per non metterlo nel mazzo dei “venduti”. A volte è poco obiettivo (la legge di ineleggibilità per i condannati è debole? Perchè l’hanno votata i partiti? ), ma sempre meglio lui che Sallusti and co.
    E poi è bello.

    Credo fermamente che tutto sto rinviare a sett/ott sia legato alle elezioni in Germania. Se rivince la Merkel Letta è in una botte di ferro, se invece la signora prende il treno per un buon riposo, si va alle elezioni.

    Per quanto riguarda B. non so proprio. Secondo me se la sta facendo addosso e non sa che pesci prendere, attende un miracolo, ma ha davvero paura che senza l’immunità che gli deriva dalla carica di senatore, qualsiasi giudice potrebbe chiedere la carcerazione preventiva per inquinamento. In effetti puzza. Di stantio e di cipria… un saltimbanco.

    Dovrei lavorare per Limes 🙂


    • Scanzi mi piace troppo…è equidistante da tutti…è quel genere di giornalista che, non avendo casacca, può parlare male o bene di tutti, tanto lo detestano tutti…

      Hai ragione sulla Merkel e su Letta se regge. Ma sono preoccupato su B. Sto vedendo il depistaggio che il PDL sta facendo sul giudice Esposito. Ormai, vogliono spostare l’attenzione dalla sentenza e dal condannato sulla credibilità di chi l’ha scritta. Così mandano tutto in vacca.

      L’ultima chicca di Scanzi di oggi…

      È da un po’ che non attacco il Pd, un po’ per umana misericordia e un po’ perché sulla decadenza da senatore di Berlusconi sembrano avere le idee chiare. Certo, avrebbero potuto e dovuto votare l’urgenza della legge sulla incandidabilità dei condannati, come proposto al Senato da M5S e appoggiato da Sel, ma dalle Finocchiaro non ci si può aspettare molto.
      L’intervista al Corriere della Sera di Epifani era apprezzabile e stavolta sembra (sembra) che non salveranno ancora Berlusconi.

      Vedremo.

      Poi però il Pd torna a crogiolarsi nel masochismo. Un giorno intero a confrontarsi, ieri, e alla fine nessuno (neanche loro) ha compreso quando si faranno le primarie. Il 24 novembre? Prima, dopo, mai? E con quali regole?

      La scenetta di ieri sera, con Civati e gli altri che uscivano dalla riunione senza aver capito nulla delle decisioni finali, era surreale. Comica. Ma più che altro emblematica.

      Come son bravi a perdere da soli.


      • In un recente forum del Corriere della Sera, mi hanno colpito queste righe pubblicate in un post:

        «Ci sentiamo soli anche quando siamo in molti a condividere il destino, … Siamo indifferenti (…) non ce ne importa più niente delle loro manovre e manovrine, ci hanno spento ogni passione insieme alle speranze ….Maledetti loro, maledetti noi che non abbiamo più un briciolo di forza per reagire, subiamo, abbozziamo, imprechiamo un po’ e via andare (…). Non siamo più capaci di fare massa, abbiamo visto tutto quello che c’era da vedere e abbiamo capito che c’è poco o niente da fare. (…)».

        Sempre sullo stesso giornale, ma in un altro forum, uno dei partecipanti alla discussione dice di sentirsi in uno stato di «disperazione che diventa resa».

        Il nesso tra la “prevalenza ideologica” e pratica del “non ci sono alternative allo stato di cose presente” e la «disperazione che diventa resa» è molto diffuso nel “popolo della sinistra” (se esiste ancora un popolo della sinistra).

        Il problema ora è vedere se il Pd nel suo prossimo Congresso nazionale è o sarà attento a questa “disperazione”, delusione che esiste nel suo elettorato…

        Alfredo Reichlin in un recente intervento ha fatto riferimento ad «un grande bagaglio di valori, di bisogni, e di passioni che ancora esiste» e che dovrebbe trovare, proprio nel suo partito, risposte adeguate (l’Unità, 9 luglio).

        In verità, Reichlin non sembra molto ottimista sul fatto che il Pd sia in grado di elaborare una riflessione politica al livello delle domande poste dalla disperazione sociale. Egli sottolinea la «pochezza del (…) dibattito congressuale», pochezza che attiene alla mancanza di «autonomia culturale» del partito, che indica in questi termini: convinzione prevalente «che il mondo non presenta scelte diverse». Nonostante il profondo ed assai ragionevole pessimismo, egli spera in una «vera svolta» al congresso» del Pd, perché è di una vera svolta che c’è «bisogno».

        Purtroppo nella storia non c’è alcun rapporto determinato tra bisogni e svolte nella direzione indicata da quei bisogni. In particolare nella storia dei subalterni, di coloro la cui disperazione tante volte si è conclusa in una resa.

        Una «svolta» in cui, con diverse gradazioni nell’oscillazione tra ottimismo e pessimismo, confidano anche molti di noi che si accaniscono in lunghe discussioni sulla polita del nostro Paese.

        A proposito del dibattito precongressuale del Pd, molti sperano in una «Svolta» legata a quello che Asor Rosa ha chiamato «l’anello mancante», cioè il «progetto». Il progetto, appunto, non una generica carta d’intenti, bensì un insieme strutturato capace di coniugare una visione strategica centrata su «l’organizzazione democratica e partecipativa, la difesa degli interessi e del sociale, la rappresentanza del lavoro» e tutti i passaggi intermedi necessari e congruenti omogenei con la strategia. Un progetto che il Pd non ha, dice ancora Asor Rosa, ma che, forse, a seconda degli sforzi e della convinzione di alcune delle forze in quel campo, potrebbe configurarsi come l’esito del congresso.

        L’alternativa è un Pd «perduto» e «se il Pd è perduto, dovremo lavorare, qualcun altro dovrà lavorare per decenni perché un nuovo processo abbia inizio» (il manifesto, 18 giugno).


  5. Altro forum. Altra opinione meno possibilista sulle speranze riposte nel prossimo Congresso del PD…

    La cosa che più rattrista è leggere ancora post di persone che scrivono del PD.

    Si effettua ancora una volta quello che in psichiatria si chiama “scotoma”, cioè avere le cose chiare sotto gli occhi ma non vederle, potremmo semplificare sintetizzando questo fenomeno chiamato scotoma con l’equivalente di scordarsi il figlio in macchina con 40º al sole….

    Mi domando in primis come ancora si possa avere il fegato di parlarne.

    PD uguale a PARTITO DEMOCRISTIANO.

    VEDETE COMPAGNI, cercare di far credere in un cambiamento ad ottobre in sede congressuale significa continuare a perpetrare uno stato depressivo politico, che come conseguenza ha un rapporto delinquenziale, illudersi e illudere i compagni con parole immobili in un’oramai situazione di stallo, negando privilegi, caste, speculazioni immobiliari, insomma rendersi complici di quel menefreghismo totale in mano al lusso di pochi andando a discapito di molti.

    Come si può pensare di fare un rivoluzione culturale dall’interno e allo stesso tempo pensare di far credere alle persone che questo avvenga?


  6. siamo troppo sfortunati



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