Archive for agosto 2008

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24 agosto 2008

La differenza

Non so come sia andata a finire il rapporto tra le medaglie d’oro vinte dagli uomini con quelle vinte dalle donne, so che in questi giorni olimpici non c’è stata differenza tra il valore delle donne e quella degli uomini, come invece avviene nella vita di tutti i giorni. L’equilibrio è stato rispettato sul podio. Come dovrebbe essere in politica, ai vertici delle aziende, nelle televisioni e sui giornali (finalmente un direttore di giornale donna, e speriamo non sia per normalizzare).  Sarebbe più bello vivere in un mondo dove le competenze valgono più delle raccomandazioni;  dove l’estro, l’intuizione, la passione, hanno il giusto riconoscimento. Non è così. Nella vita fuori dalle olimpiadi, le donne non hanno la possibilità di gareggiare in modo pulito. Non vince la migliore, la più dotata o prepaparata; non vince chi può contare su un lavoro duro e sui sacrifici, che se poi non vinci va bene lo stesso, perchè lo sai che chi ha vinto è più bravo di te; no, nella vita vera, vince che l’ha data al maiale di turno, o al politico che scambia il servizio per la società con il lunaparck del viagra. Alle olimpiadi se perdi, ricominci ad allenarti e speri e sogni e ti impegni perchè la prossima volta vada meglio, perchè sai che chi ha vinto è stato più bravo di te. Nella vita vera ti viene la depressione, perchè sai che vincono solo i furbi, quelli che hanno capito tutto e si adeguano ai potenti; vincono i mediocri che sanno dire sempre si, quelli che si umiliano, quelli che si vendono. Sarà per questo che le olimpiadi sono state quel cerchio, quei cinque cerchi magici, in cui ci siamo immersi per venti giorni, illusi che il mondo fosse davvero quello: il mondo del merito. Guardare Giuseppa vincere una medaglia a 44anni, e abbracciare i figli, che dicono che la loro mamma è un "mostro buono", ci ha fatto dimenticare come vengono trattate le donne nella nostra società, che se hai superato l’età della "bellezza dell’asino" e non sei palestrata e le rughe ti segnano il viso, perchè non ti passa per l’anticamera del cervello, andare a tirarti, o farti punturine gonfianti, che sei orgogliosa del tuo invecchiare; quando non sei  più oggetto del desiderio maschile (e invidia femminile), finisci  nell’ombra,  almeno che come donna tu non abbia  usato la tua "furbizia" ( parola meno volgare di quella vera, ma con dallo stesso contenuto), per raggiungere un posto di prestigio (che sia pure essere stata velina per poi essere pagata per farsi fotografare con il calciatore di turno); cosa rimane alle donne vere? Non rimane che illudersi per venti giorni che le olimpiadi rappresentino il mondo vero, e che non ci siano differenze tra uomini e donne, se non muscolari. E che il podio sia equamente diviso tra uomini e donne che hanno sacrificato, hanno talento, hanno volontà e si sono sottoposti a una prova, ad un esame. Poi le donne sono più abituate a soffrire, a impegnarsi, a investire tutto per poi non ricevere che briciole, sono abituate ad amare…per questo a Londra le donne vinceranno molte più medaglie degli uomini.

colonna sonora : We are the Champions; Queen

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h1

17 agosto 2008

messaggio in bottiglia 2

Attraversare tutto il mare

Cercare porti naturali

Che offrano quiete dopo tanto vento.

Andare con l’ansia

dell’inadeguatezza

issando vele di nostalgia

fuggire dalla turbinosa calma

dallo schianto del dubbio

dal freno della mente.

Perdersi

Nessuna rotta tracciata

Nessun faro e neanche una stella.

Tornare sempre qui

A naufragare tra le mie braccia

e insieme guardare il mare

che non volemmo più.

h1

11 agosto 2008

Immagine 075

 

 Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici. Si è vero lo siamo in modo diverso, siamo quelli disposti a dare la vita per quello in cui crediamo. (Che)

Colonna sonora: Hasta siempre; Buena Vista Social Club

 

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1 agosto 2008

 Ciao Manu

MANU

 

 E’ l’ultima foto che mi hai inviato. Il tuo sguardo guardava lontano, attenta a qualche particolare che a noi sfuggiva. Come sempre tu sapevi guardare oltre. Lontano.

E’ questo che condividevamo io e te: i particolari. Quelle piccole cose che sfuggono a tutti e che invece sono ciò che fanno bella la vita: scegliere un colore, una musica, una frase.

Avevi un pensiero per tutti e non chiedevi mai niente. Con te, insieme a te, vicino a te, ho conosciuto l’essenza dell’Amore: quel saper donare senza aspettarsi niente in cambio.

Cara Manu, sei riuscita a rendermi felice quel giorno all’Alvear, mi hai regalato istanti che tutte le donne dovrebbero provare nella vita: sentirsi "regine". Mi sento fortunata di averti incontrata e di esserci scambiate un arcangelo archibugiere senza spada. 

Mazzetta

Ce la possiamo fare

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L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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