Archive for the ‘Uncategorized’ Category

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A volte ritornano

28 ottobre 2014

Perché 140 caratteri non sono sufficienti in questo periodo.

Vorrei parlare della “Buona Scuola” che tanto buona non è, nemmeno nella mente del nostro Presidente del Consiglio.

Vorrei parlare del “Jobs Act” che cancella i diritti dei lavoratori prossimi venturi, ( costati lacrime e sangue), e che ci riporta agli inizi del secolo scorso.

Vorrei parlare dell’ “Italicum” che di democratico, nel senso di scelta dei propri rappresentanti da parte del popolo, non ha niente.

Vorrei…

sopratutto ammettere qui, che mi sono sbagliata a dare fiducia a questo bamboccio incapace e pieno di se.

Ora so quello che non voglio e quello che non sono.

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9 settembre 2013

E’ un mese che non scrivo in questo spazio. Il tempo se n’è scivolato via. Liquido. Occupando gli spazi con gli amici, sorelle, figlie, mariti, medici, e ora di nuovo riunioni e progetti. Mi scappa via tra le mani ‘sto tempo.

Forse perchè sono serena e tranquilla? Forse perchè non c’è nessun dolore, nessuna passione, ne desiderio che…? Scorre indifferente e limpido come un grande fiume.

Non mi fa nessun effetto nemmeno tutto il circo del “il Governo cade” “Non accettiamo ricatti” etc. etc. Nè i ragazzini deputati sui tetti,  invece che essere istituzione. Nè le cazzate di Grillo e il Porcellum, e Cernobbio che ascolta Casaleggio. Imu, Tares, Tasse e Decreti Legge. Qualche brivido quando Renzi accenna alla speranza, o Barca mi riporta alla ragione. Ma tutto è già visto, già detto.

Tremo solo quando mi fanno vedere la guerra in Siria e Putin e Obama si stringono la mano ma non si guardano in faccia. E mi chiedo dov’erano tutte queste anime belle che non vogliono la guerra, nè che Obama faccia il poliziotto del mondo, dov’erano quando Blair e Bush decidevano di bombardare l’Iraq, con la farsa di PowellI, con la boccetta di antrace all’Onu. Muoiono a centinaia di migliaia e il mondo gira la testa dall’altra parte. Fatti loro.

Corsi e ricorsi storici. E tutto si ripete. Dopo la rivoluzione del popolo, i borghesi si spaventano e si alleano con i reazionari, perchè “si stava meglio quando si stava peggio”. E’ successo dopo la rivoluzione del 1789, del 1848, e si è ripetuto nel tempo fino ad arrivare in Tunisia, in Libia, in Egitto e succederà anche in Siria. A riprova che l’uomo non impara dagli errori altrui. Ci deve sbattere il muso.

Insomma è ritornato l’autunno. Ieri era già buio e l’orologio diceva che era ancora presto per apparecchiare la tavola.

Si mettono via gli asciugamani da spiaggia, (solo uno per gli ultimi bagni), si vendemmia, si ricomincia a scuola.

E Berlusconi ancora occupa le prime pagine.  

 

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potrei essere ….

20 maggio 2013
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Aurora boreale

8 maggio 2013

Con il cuore sono rimasta lassù. A Rovaniemi c’è una magia che si posa sulla pelle e non se ne va più.

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Entropia

2 aprile 2013

 

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Aspettando la marcetta su Roma. Ripasso di Storia

10 marzo 2013
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

 

Mussolini con, da sinistra, Emilio De Bono, Italo Balbo e Cesare Maria De Vecchi

La marcia su Roma fu una manifestazione armata[1] organizzata dal Partito Nazionale Fascista (PNF), guidato da Benito Mussolini, il cui successo ebbe come conseguenza l’ascesa al potere del partito stesso in Italia ed il dissolvimento definitivo dello Stato liberale, già precedentemente in crisi.

Il 28 ottobre 1922, alcune decine di migliaia di militanti fascisti si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III cedette alle pressioni dei fascisti e decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo. Vengono ricompresi nella medesima locuzione anche altri eventi collegati verificatisi, fra il 27 ed il 30 ottobre, in tutto il territorio nazionale.

La Marcia su Roma venne celebrata negli anni successivi come l’epilogo della cosiddetta rivoluzione fascista e il suo anniversario divenne il punto di riferimento per il conto degli anni secondo l’era fascista.

E’ sufficiente sostituire i nomi di allora, con i nomi di coloro che oggi vogliono fare la rivoluzione… e le armi con i bastoni minacciati in quel di Piazzapulita.

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Che figura!

26 febbraio 2013

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Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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