Archive for febbraio 2009

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PIL O NON PIL

28 febbraio 2009

 Questo è il problema!

Ma questi economisti che ci hanno rotto le scatole per decenni con questa storia del PIL che non cresceva, che cresceva poco, che bisognava produrre, produrre, che il PIL sennò scendeva, che il PIL crescesse, aumentasse, debordasse…

Questi “statisti”,che hanno reso ricchi e famosi gente come  Alan Greenspan quello che nel 2005 diceva: Anche se un "bolla" immobiliare di scala nazionale non sembra probabile, sembra che ci siano al minimo segni di "schiuma" in alcuni mercati locali dove i prezzi degli immobili hanno raggiunto livelli insostenibili”. Ecco Greenspan giocava con le bolle di sapone, e tutti credevano facesse l’economista.

Mi convinco sempre di più che stanno meglio nelle Isole Solomone, dove gli abitanti non hanno problemi se hanno o non hanno il PIL che scende o sale, e dove avere un vestito di Prada o l’ultimo modello di SUV è ininfluente sulla considerazione che si ha di se stessi.

Mentre scrivo un amico mi ha mandato questo link http://www.decrescitafelice.it/

Poi dimmi tu se il caso non esiste.

Ecco ci sono segnali nella nostra vita che a volte tralasciamo, ma è una vita che intorno a queste cose girano i miei pensieri e le mie scelte.

Ho avuto la fortuna di esserci, a Roma, per la visita del Dalai Lama, nel 2004 e ascoltare un suo discorso, che faceva suppergiù così…

 

«Come buddhista, sono convinto che il fine della nostra vita è quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità. Per felicità però non intendo solamente il piacere effimero che deriva esclusivamente dai piaceri materiali. Penso ad una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza. Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità. Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità».

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PREPARIAMOCI

26 febbraio 2009

prepariamoci

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CARNEVALATA

24 febbraio 2009

carnevale

Non c’è niente da ridere. Hanno ragione. Non c’è carne da scialare quest’anno.

Colonna sonora Requiem K 626 di Mozart

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I TRE TEMPI

21 febbraio 2009

Riporto una riflessione effettuata in un articolo di Marco Rovelli pubblicata sul mio quotidiano a proposito di facebook.

Una citazione di Mariasole Ariot (che non so chi sia, ma ormai sono convinta della mia ignoranza) dice che facebook è un “Valzer a tre tempi” : nel primo (tempo) si accetta, nel secondo si chiede accoglienza, nel terzo ci si guarda bene dal non farsi rifiutare. Da nessuno…

La stessa Mariasole (che scrive queste cose su facebook) traccia un paragone tra il blog e facebook: “il blog è manifestazione, facebook è esibizione narcisistica”.

Nel senso che facebook è seduzione. Cioè non bisogna scontentare nessuno, bisogna farsi accettare da tutti e a tutti i costi. In un blog uno dice qualcosa che è sottoposto al giudizio di tutti, e ti può capitare pure di essere attaccato brutalmente (è successo, è successo… mi è successo).

Ora lo ammetto sono una tipa curiosa e non so quanto tempo fa, forse un anno,(non era ancora una moda)  sono entrata su facebook e mi sono iscritta…. Quando mi è apparso un elenco di sconosciuti che “potenzialmente” dovevo conoscere,  mi sono sentita ridicola. Ma davvero! Ho lasciato il mio nome galleggiare tra gli altri feisbuccari per poco, ho cercato una o due persone che non c’erano, e poi non ci sono più entrata. Quando mia nipotina mi ha chiamato  e mi ha chiesto se ero iscritta a… allora ho capito che dovevo cancellarmi, sparire.  Non volevo essere di moda, io odio le mode, quando tutti comprano lo stesso colore di maglia io non la comprerei nemmeno se mi offrissero un guardaroba gratis in omaggio. Credo che facebook sia  una  vetrina un po’ pornografica, (tutti che si mettono in vetrina come nelle vie a luci rosse) e tutti lì con gli occhi liquidi e la bocca a pesce, a guardare.  Anche se credo sia proprio del  periodo storico in cui viviamo, con tutto il suo squallore.. Tutti insieme e tutti lì, perchè se non sei lì non sei IN ma sei OUT.  Come quando tutti i vippsss si ritrovano insieme in estate a Porto Cervo che c’è un traffico via mare che nemmeno a Roma in via del Corso all’ora di punta, che te lo raccomando! O tutti a Cortina, a litigarsi i parcheggi per la settimana bianca.. E lo chiamano tempo libero. Riposo. Relax. No l’importante è esserci, mostrare, apparire.

Occhei sarò fuori moda, ma come si spiega che tutti coloro che sono nella mia rubrica hanno dichiarato di non amare facebook? (Dichiarazione successiva alla registrazione tra i miei preferiti).

Sono sicura che quando sto strumento di “smemoratezza” passerà di moda, e quando quelli che mettono a disposizione degli “amici” pure le foto degli acari del materasso si renderanno conto che la loro vita è entrata nel database del GrandeFratello, e si ritroveranno a comprare ettolitri di succo di mirtillo che non hanno mai voluto,  saranno sempre più soli, tristi, impauriti e meno liberi.

 

Colonna sonora Valzer triste di Jean Sibelius

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Sotto attacco

14 febbraio 2009

New hope. E’ il titolo di questo episodio. Il quarto.
Mi sento così. Siamo sotto attacco delle forze del Male. Renato nei panni della Principessa Leila.
Non sembra di sentire Dart Fener che avanza?
Ma tanto lo sappiamo come va a finire questa volta…

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SOFFRIRE D'INVIDIA

1 febbraio 2009

E’ un mio diritto o no andare a votare alla fine di un mandato politico e successivamente occuparmi della mia vita: viaggiare, amare, andare a lavorare, crescere un figlio, incontrare gli amici,  andare al cinema, soffrire per un amore perduto per strada, fare la spesa etc. etc.?

Sembra non sia possibile.  Sono qui sempre sul chi va là, preoccupata che mi mandino in pensione a 75 anni, o che mi tolgano un’altro pezzo di libertà, e ad invidiare gli americani (chi l’avrebbe detto!).

Lì si firma la chiusura di Guantanamo, qui si vuole fare un nuovo centro a Lampedusa.

Lì si firma la legge per la parità economica sul lavoro tra uomini e donne, qui le donne belle vengono considerate alla stregua di oggetti da mettere sotto tutela.

Lì si finanziano le società che si occupano di aborto, qui non si rispetta una sentenza dello Stato perchè i vescovi gridano forte allo scandalo se dopo 17anni un padre ottiene di rispettare il volere di una figlia ora in stato vegetativo.

Lì si additano alla pubblica opinione i manager che hanno avuto la faccia tosta di dividersi cifre milionarie mentre lo Stato aiutava le loro aziende, qui la CAI si compra la parte in attivo dell’Alitalia per due soldi, e i debiti della stessa accollati alla povera gente e ai precari.

Lì un Presidente non si vergogna di farsi vedere innamorato della moglie, e balla con lei con una passione e una tenerezza che tutte le donne del mondo hanno sognato almeno una vota nella vita; qui il presidente si porta cinque sgallettate nella villa privata e si fa fotografare con due di loro sulle ginocchia.

Lì si organizza il meglio del rock in una stanza predisposta per volontà del nuovo inquilino della Casa Bianca, noi offriamo agli ospiti Apicella.

 “hanno sogni da realizzare”, qui si cercano i “santi in paradiso”

Ho sempre saputo di avere un sacco di difetti, ma non ho mai sofferto d’invidia.

Ora mi sento in colpa, mi rodo il fegato tutte le volte che leggo il giornale, e vorrei risvegliarmi quando questo incubo sarà finito.

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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