Archive for marzo 2012

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Le frustrazioni del viaggiatore

31 marzo 2012

Viaggiare è conoscere. La conoscenza ci rende più maturi e consapevoli, ma anche piccoli uomini (io donna) frustrati. Perchè ti metti a confronto no?!

Perchè pensi a ciò che hai tu, vivi tu e lo meparagoni con ciò che vedi, e realizzi: che non hai ciò desideri, e che in fondo vorresti a tutti i costi e che non potrai mai ottenerlo.

Ti sale dentro come una specie di ribellione, di violenta incomprensione sul perchè delle cose, ti sembra di essere oggetto di profonda ingiustizia.

Poi te ne fai una ragione, capisci che non puoi lottare contro i mulini a vento, incontri qualcuno che ti riporta alla verità della tua realtà, ti ricorda le prerogative della tua vita: luoghi, cose, persone. Così fai un profondo respiro e  ricominci a pensare come una persona equilibrata e non come una invidiosa e insoddisfatta donna demoralizzata.

Sto filosofeggiando, per spiegare come mi sono sentita quando ho visto le camelie dei giardini sul lago D’Orta e del lago Maggiore, quando le ho messe a confronto con la mia piccolissima Camellia japonica. Sono tre anni che la curo, la copro, la riparo dal sole cocente e dal caldo della Sardegna. Che compro concimi liquidi e in grani per darle vigore, farla crescere, diventare adulta.

Niente.

La mia piccola camelia bianca, resiste si, mi offre i suoi teneri fiori in quantità, ma è piccola, piccolissima. Una nanetta. Una camelia sardegnola, direbbero i piemontesi.

Allora si capisce come mi sono sentita quando ho visto questi mostri. Alberi di camelie. Giganteschi cespugli rotondi, allungati, ritagliati, siepeggianti, di camelie di tutti i colori.

Questa foto è stata scattata, dopo venti minuti in cui triste e scontenta, a bocca aperta 😦 , e occhi spalancati guardavo, non tanto il panorama (pure splendido), ma queste camelie dei miei sogni.

Pensavo al vaso del mio scontento, e mi sono domandata se….

Poi… no no, chetelodicoafà, ho realizzato che non potrei mai rinunciare alla mia isola, al suo clima violento e alla sue semplici piante, e che ero io che non capivo che la mia piccola camelia, (Camylla per noi di casa…), da il suo massimo per le condizioni a cui pure si è adattata, e mi sono commossa per la sua resistente testardaggine.

Ho tirato un lungo respiro, sorriso e proseguito.

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Raggomitolata

27 marzo 2012

Vorrei starmene così, come Nelson raggomitolata e in pace. Invece domani parto con i miei alunni in “gita” scolastica, e sò già che mi aspettano tre giorni tre di tour de force.

Raggomitolata e in pace, senza pensare a niente.

Anche perchè mi sono beccata un raffreddore di quelli…

Vabbè… questa “gita” me l’hanno pindacciata…

Ma questo lo capiscono solo i sardi.

Non vedo l’ora che arrivi domenica.

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Articoli in svendita

22 marzo 2012

lavoro unità noi non ci stiamo

nella mia città direbbero più prosaicamente “STI CAZZI!”, senza puntini di sospensione.

Questa gente è solo un pò più educata, ma quanto ad arroganza… si permettono di fare ciò che i maleducati di prima nemmeno si sognavano…

Vogliono avere libertà di far licenziare ai padroni, ma al padrone non lo licenziano e vogliono regalare ai supernano le frequenza televisive…

Due volte sti cazzi…

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Quasi…

18 marzo 2012

E’ primavera!

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gita e fiori 071 Nicolo' 019 Nicolo' 018 

Ieri ho visto anche l’advanced party  rondinoso mentre andavo da Franca, con la quale ci ripromettevamo di incontrarci da un sacco di tempo.

Ci siamo sedute ad un tavolino all’aperto, per il nostro aperitivo, e ci siamo raccontate una vita. Che poi è bello parlare con chi capisce i tuoi problemi, i tuoi pensieri. Senza dover spiegare

E’ primavera e gironzolando tra una vetrina e un’altra, mi sono incantata davanti a un paio d’orecchini:

“Ma che meraviglia!”

“Venga li provi…”

Mo’, non è che l’orafo invita tutti quelli che si fermano davanti al suo negozio, è che conosceva Franca.

“No, no, ci mancherebbe…” che io sono sempre molto timida..

“Ma si levi, questa soddisfazione!”

E mi sono messa all’orecchio uno (uno, che tutti e due non ho avuto il coraggio) di quelle meraviglie di corallo e giada. Che quando ho saputo che costano più di mezzo mio stipendio mi stava per venire un coccolone, ma guardandomi nello specchio mi sono vista davvero bella, sirenosa, voluttuosa.

“Li ho fatti io…” e solo perchè un uomo sa inventare cose così “belle”, mi ha riconciliato con il mondo intero.

Ce ne siamo andate io e Franca ridendo delle nostre povertà… “Se mi pagano gli straordinari me li compro”. Del tipo che straordinari nel mio lavoro non se ne fanno e il rosso e il verde e l’oro resterà un desiderio commovente e tenero.

Perchè è primavera e un vestito rosso a pois bianchi ti pare possibile da indossare anche se non hai più vent’anni.

Lungo la strada del ritorno canticchiavo con la radio, e mi sentivo leggera. Nessuno in giro, la strada tutta mia. Buio pesto, le stelle e poi all’impovviso su al valico la nebbia. E mi sentivo protetta e non avevo paura. Profumo intenso, che la Franca mi ha regalato una confezione di piccole pansè…profumate e viola che ora mi riempiono gli occhi tutte le volte che alzo lo sguardo.

E’ primavera e tutto pare star lì lì per esplodere. Le gemme, l’erba, le nuove nascite, i sindacati e pure i partiti.

Sissi, arriva il cambiamento. Viavia: il vecchio il passato gli errori.

Almeno oggi lasciatemi essere leggera. Nessuna pesantezza, nessun dolore.

E’ primavera.

Al mare stamani c’era qualcuno in costume che si godeva coraggiosamente una giornata calda e senza vento.

Domani si ricomincia, ma oggi e quasi primavera.

 

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Il mistero del poeta

4 marzo 2012
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Gocce di felicità

3 marzo 2012

Stamani mi son svegliata presto presto, anche se era il mio giorno di riposo, e sono andata alla sede dell’Avis per una donazione di un pò del mio sangue. E’ una di quelle cose che mi fanno star bene, che mi rendono allegra, che mi fanno sentire parte dell’universo mondo. Le mie vene sono piccole e fragili, quindi tutte le volte ci sono problemi, e finiscono per bucarmi tutte e due le braccia, con grande cruccio e dispiacere dei medici che tutte le volte si profondono in scuse. Oggi mi sono capitati due medici “strani” e una infermiera altrettanto particolare. Uno dei due medici: grassoccio, con spesse lenti e riporto sulla fronte dei lunghi capelli sale e pepe, scherzoso e affettuoso, mi ha dato subito del “tu”; l’altro serio e musone, pochi capelli e scarpe comode, mi ha visitato ruvidamente e mi ha messo il foglio malamente sotto il muso, “firmi qui!”; poi però quando le mie vene si rifiutavano di accettare l’ago, è diventato dolce e soccorrevole, quasi paterno. Lei, l’infermiera era slava, forse rumena. Capelli biondi con ricrescita nera, occhiaie profonde sul pallore del viso, seria e chiusa come un ostrica. Jeans Armani. Non ha mai sorriso, ma era molto professionale.

Sono uscita dall’ambulatorio felice e quasi saltellante. Mi prende così quando mi sento utile. Mi sono premiata con una lauta colazione al bar. In macchina ero indecisa se andare al mare che dalle mie parti oggi era primavera inoltrata, ma salita in macchina la radio trasmetteva questa notizia: Rossella Urru liberata! Quindi mi sono precipitata a casa per dirlo alla famiglia pensando che forse tutti gli appelli e i twitter gli sms le mail fatti (non solo dalla Sardegna) in questi giorni avevano smosso finalmente qualcosa. E mi sono sentita utile. Ora l’aspettiamo nell’isola per coccolarla un pò.

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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