Archive for dicembre 2009

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Rubriche

29 dicembre 2009

Che siano quelle telefoniche o quelle di outlook  le rubriche diventano uno strumento indispensabile per fare i conti con se stessi.
Sotto le feste al momento di inviare gli auguri faccio la cernita. Questo si, questo no. Questo è un sacco di tempo che…
La scelta più dolorosa è quando pensi: "ma se non chiamo io…." o se non scrivo io, se non tengo i contatti io…

Da un po’ di tempo sono diventata intransigente… e mantengo i contatti soltanto con chi ricambia l’attenzione che gli dedico; fosse pure il tempo che impiego per mandare una mail.

Gli altri che si fottano!

E devo fare un pò di pulizia nelle mie rubriche anche quest’anno.

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Improvvisamente… a Londra

20 dicembre 2009

Ho il vizio di infilare nei libri o lasciare nelle borse: biglietti d’entrata di mostre, ricevute di hotel, carte intestate di alberghi, fotografie, lettere, biglietti del treno. Tutte quelle carte che possono essere utilizzate come segnalibri o tracce di appunti. Ricordi  che poi restano lì per anni, se non per secoli.
Ieri per esempio ho trovato nella mia borsa un foglietto di un albergo di Londra, sul quale avevo annotato i numeri di telefono dei familiari, che non potevo chiamare direttamente dall’Inghilterra: non li avevo registrati sul cellulare precedendoli dal +39.

Il cuore ha fatto ploof! Che avevo dimenticato lo stupore con cui salì le scale a Piccadilly Circus e scesi camminando lentamente a Trafalgar Square. 
Realizzavo un sogno di bambina, di quando il mio proff di inglese mi aveva contagiato e ammiravo Nelson come e più di Superman e dicevo che assolutamente un giorno sarei entrata alla National Gallery e avrei visto Leonardo e Van Ghogh e..

Non ho un bel ricordo di Londra, se non quello intimo e dolente di una donna che gira da sola per una città che immaginava…diversa?

No, Londra è stata per me una certezza, la realizzazione di un desiderio, infantile quanto basta dal voler prendere al volo uno dei vecchi bus senza portiera,(Era l’ultimo anno, poi li cambiarono perchè troppo pericolosi..), sedersi in un cab, quei vecchi taxi neri e lucenti in cui ti senti un re, o entrare in un pub per ordinare fish and chips, bevendo due o tre pinte di birra (leggera leggera) guardando una delle mille partite di calcio sempre in onda nelle Tv appese alle parwti,  accanto a  uomini in grigio con tanto di cravatta ed eleganti signore, che dopo una giornata lavorativa  pausavano con gli amici prima del rientro. 
E poi scoprire che Londra è la libertà e l’accoglienza, e…

Solo il compagno di stanza non è stato all’altezza delle aspettative.
Ma questo è un altra storia. Avrei dovuto capirlo a Londra che meritavo qualcosa di meglio.

Ma non rimpiango le mie scelte. londrissima

Non ho avuto il coraggio di buttare il biglietto dell’albergo. Per la cronaca era un Thistle Hotels. Stanze ampie, bagni così così, ottima prima colazione. Gentilezza a profusione…
Rientrammo a piedi fino a Piccadilly, dal Tower Bridge perchè non volle prendere la metropolitana (paura di attentati) e non vedemmo nemmeno un taxi per strada…

Mazzetta

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