Archive for ottobre 2011

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Liberi sotto le nuvole

22 ottobre 2011
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someone

17 ottobre 2011
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CUI PRODEST

16 ottobre 2011

Il cuore chiuso in una morsa, e gli occhi spalancati sul video: riconoscevo i luoghi meravigliosi della mia città…
Ecco, via Cavour, ma si l'angolo, per la basilica, e ma che fanno? Ma sono pazzi?!
Un pomeriggio passato così: a veder devastare luoghi, idee, pensieri positivi,  forze dell'ordine… stringendomi sempre più  spalle e pensieri, tra l'impotenza e la frustrazione.

Sugli schermi di tutto il mondo, si è palesata materialmente la nostra crisi, morale, civile e pratica.
Senza organizzazione chi manifestava, senza organizzazione chi aveva il compito di "ordinare", senza organizzazione una città intera, il questore, il prefetto…

Forse cento ragazzi, duecento (!?), anche se il questore ha subito affermato 4mila, (per non pagare dazio), super organizzati, con spranghe e molotov, bombe carta e caschi, hanno avuto ragione di una città di 3milioni di abitanti.

A sera, quando ancora mi sembrava di sentire odore di bruciato e di gomma, e provavo pena e pietà per quei poveracci di finanzieri che non sapevano che fare, quegli autisti dei carabinieri che continuavano a fare caroselli per poi essere bloccati e fuggire, mi sono arresa.

Quando ho spento, molto tardi, la TV, ho pensato che i cosidetti Black block non sono molto diversi dai pescecani di Wall Street.
Dagli speculatori finanziari che se ne fregano delle conseguenze delle loro azioni;che mettere stati, umiliare lavoratori, far entrare in crisi una intera società, a loro "non gliene pò frega di meno".
L'importante è stare al centro dell'attenzione, agire in primo piano, prendersi lo spazio degli altri, egoisti e vendicativi come solo le carogne senza arte nè parte, nascoste nel buio di un PC o dietro un passamontagna, sanno essere.
Speculatori finanziari (per conto dell'' 1% dei ricchi del mondo) come i black block (1% dei 99% indignati del mondo)

Indignati democratici e pacifisti….ma impotenti.

Basterebbe avere un pò di iniziativa invece che farsi bloccare: anima, corpo e speranze, da questi pezzi di merda.
Una delle immagini che più mi inorridivano erano tutti quei giornalisti, con fotocamere, telecamere in mano che giravano in mezzo a quei delinquenti. I curiosi con i telefonini che riprendevano lo sfascismo.
Sarebbero bastati loro, con un pò di coraggio, tutti insieme, a fermare quei teppistelli, invece che cercare lo scoop.
Invece c'è chi cerca solo la notizia, con la speranza di guadagnarci qualcosa, invece che unirsi a chi vuole fermare lo scempio.
Non se ne esce se non tutti uniti contro i black block, quelli Wall Street e quelli di S.Giovanni.

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Barletta 2011

9 ottobre 2011
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Thank you

6 ottobre 2011

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Il silenzio degli addii

1 ottobre 2011

Il tempo non aiuta.
Chi l'ha detto non sapeva cosa può farti nel corpo l'assenza. 
Piccoli aghi penetrano nel corpo tutte le volte che pensi: "mai più".

E scendono sempre più in profondità ad ogni respiro, ogni ricordo, ogni nostalgia.

Mai più e sono stati pianti, vuoti che rimbombavano, urli soffocati, logiche incompresnibili, brandelli di cuore e di anima.

Fino a un momento prima lavoravo, stavo leggendo, cantando e poi… tutto si è fermato.

E tutti i momenti meravigliosi passati insieme, ora bruciano come braci sulla pelle, perchè ogni minuto, ogni mese, anno, da quella frase, la ferita continua ad allargarsi e diventa voragine, la bocca di un vulcano silenzioso sempre pronto a svegliarsi.

Si entra in una dimensione di sofferenza lancinante. Non ti dai pace.
Il taglio che ti ha spezzato da quel legame, per cui hai vissuto in simbiosi per anni, ha interrotto l'energia vitale, e cerchi un motivo, uno qualsiasi per andare avanti.

Il tempo non aiuta e certi giorni sono più difficili di altri. 
Anche se si cerca di trasformare il dolore in qualcosa di buono o di bello.
Lo raccogli dentro di te il dolore, e trasformi l'odio, il rancore, la solitudine, il vuoto in un tentativo di accettazione, accoglienza, disponibilità, che cancelli il dolore.

Ma la parola "mai più" cancella gli abbracci, le litigate, i baci, le risate, i ragionamenti, le serate a guardare il mare,  i progetti, i consigli, lo studio, i viaggi, gli odori, i suoni, le voci.

Resti custode fedele dei ricordi perchè non li puoi strappare da te senza strapparti, romperti, corromperti.
Il tempo non consola perchè in questo tempo c'è solo il silenzio del "mai più", e tutte le voci che cercano di superarlo, lo amplificano.

E solo allora che il silenzio comincia a parlarci, in una dimensione nuova, tutta nostra.
In un mondo che non conoscevamo e che ci è stato regalato da chi se n'è andato.
 

Mazzetta

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