Archive for settembre 2011

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Arriva la catastrofe

23 settembre 2011

Non so se l'umanità in genere ha necessità di terrorizzare l'universo mondo con notizie del tipo vi sta cadendo un satellite sulla testa (Consigli della protezione civile: "chiudetevi in casa".  E ci credo!!!).
Oppure che arriva il tifone, la zanzara che uccide i cavalli, il pesce siluro che distrugge tutti i pesci; il buco dell'ozono, lo scioglimento dei ghiacciai…
o nuove parole (che in inglese fanno anche più paura, dato che non si conoscono bene i significati: spread, default, rating).
Come tutte le cose di cui non si sa niente, di cui non si conoscono le caratteristiche o di come funzionano.. basta nominare un "asset" o un "bond" che si viene assaliti da un tremore.

Come quando eravamo bambini e ci dicevano: "fai il bravo che altrimenti arriva l'uomo nero".
Non lo avevamo mai visto, non sapevamo neppure che significasse questo arrivo, se ci avrebbe mangiato, portato via, ucciso, o….
Avevamo comunque paura… e restavamo parallizzati nel ricatto, pensando: "e poi?!"

In questi giorni di quasi fallimento dello stato italiano (anche se sono del parere che abbiamo già fallito, dal punto di vista morale e sociale) ho fatto più volte il gioco della rinuncia.
"Se arriva la catastrofe e devo rinunciare a cose , quali sono quelle che ritengo importanti per portarmele sull'isolachenon c'è? Di cosa potrei fare a meno?

Ho iniziato  dal contingente:
del PC?
Non sono particolarmente malata di Pc ma credo di non poterne più fare a meno, anche per le cose minime… (poco fa sono andata a vedere quanto costavano i biglietti di Cagliari-Udinese in caso di "ritorno al passato")

del cellulare?
come caspita farei a restare in contatto con i miei più cari, che sono tutti lontani?

della TV?
ee i film di quest'anno che sono passati a Venezia? Io vorrei vedere Carnege di Polansky, ma anche quello che ha vinto il Faust, il russo, e Crialese… No senza TV no, e speriamo la Dandini e Santoro e Ballarò… e i documentari sui "pescetti"…

poi ho necessità assoluta del mio cuscino contro lo "stress della vita moderna"

e i miei libri… come faccio a separarmi dai miei libri di storia, e che caspita! No no! E  della prima edizione di Passavamo sulla terra leggeri? Non ci rinuncerei mai..

Poi mi serve assoltamente la macchina… per spostarmi, raggiungere, andare… anche a lavorare… non posso rinunciare all'auto.

E la mia collezione di tartarughe? Naaaa ci ho messo una vita per raccimolarle da tutte le parti del mondo e poi poterle spolverare (sigh!) con amore, una volta la semaine…

.E sono andata avanti per un bel pò… a dire questo no… e nemmeno questo…

e mi sembrava che non potessi far a meno di niente.

Ho così realizzato che sono una donna consumista (consumata?!) e che per spostarmi dal luogo della catastrofe avrei avuto bisogno di un tir con rimorchio, e di un pullman (per le persone care), e allora tanto vale aspettare che passi…

P.S. Però la legge Cappellacci che cementifica la Sardegna, non può passare.

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C'è chi può e chi….

14 settembre 2011

… invita a boicottare Madonna.

E' come se Andreotti avesse detto a suo tempo: non comprate più un disco di JohnLennon che auspica l'assenza dell'inferno e del paradiso…

E sti cazzi non ce li metti?!

Giovanardi è quello che pensa alla famiglia e bacia le pile in chiesa, poi però vota che Ruby è la nipote di Mubarack…

E' quello che difende le nefandezze di uno stato (con la esse minuscola). Ustica, i poliziotti che menano a genova e in prigione, etc.

Ora:
Madonna (che si è fatta da se, e non ha avuto bisogno di un padrone, come il nostro onorevole che prima il papa e poi il nano gli hanno fatto sempre un posticino), ha soltanto dichiarato a richiesta di un giornalista cosa pensasse del nano: "Ha scritto tutto l'Economist"… ha risposto..

E il Giovanardi si è incazzato…

Quando glielo hanno detto Madonna ha chiesto: "Giovanotti?"

"No, giovanardi…"

"Who is giovamardi?"

Non sono riusciti a spiegargli chi sia e che pezzo di niente è stato per 40anni…

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Nucleus

11 settembre 2011

Barry Komisaruk, psicologo alla Rutgers University, e' riuscito a “fotografare” con una risonanza magnetica il cervello femminile durante l'orgasmo.
Ha scoperto che nei due minuti di massimo piacere per una donna si attivano 30 diverse aree del cervello: emozione, soddisfazione (le stesse aree che si attivano quando, affamati, mangiamo), gioia, tatto e memoria.
Oltre all'ipotalamo si attiva anche il nucleus accumbens e il nucleus caudato.
L'uomo, purtroppo, non arriva a 30 aree cerebrali.
(Fonte: Corriere)

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Pezzo di niente

8 settembre 2011

Io non le voglio le scuse di questo bellimbusto che si crede ministro.
Lo disprezzo così tanto che non vorrei nemmeno più vedere scritto il suo nome.

Nel video in cui racconta una barzelletta che grida vendetta a dio, ha accanto il capo della cisl, immobile e vigliacco, quanto lui.

In un altro paese non sarebbe potuto succedere. Ma noi siamo il paese in cui il PdC dice a un ricercato: stai lì…nasconditi!

Ma quali scuse….
Mi indigna anche il PD, che pretende le scuse per le donne…
Non le voglio le scuse di questo incapace e vigliacco, voglio che se ne vada…

Via!

Mai più gente così.

Mi fa schifo!

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svegliamoci dal torpore

6 settembre 2011

Se non ora quando?

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Notti fiorentine

2 settembre 2011

"Ho sempre preferito far dormire, piuttosto che togliere il sonno, nutrire piuttosto che togliere l'appetito, far riflettere piuttosto che far perdere la testa. Ho sempre preferito dare a togliere, dare a ricevere, dare ad avere".

Marina Cetaeva

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trucchi e parrucchi

1 settembre 2011

1 settembre 2011

ecco come ci governano: le 10 strategie della manipolazione attraverso i massmedia

 

1-La strategia della distrazione L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
 
2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Questo metodo è anche chiamato “problema-reazione-soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

 
3- La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.
 
4- La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.
 
5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini. La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).
 
6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale e, infine, il senso critico dell'individuo. Inoltre, l'uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, pauree timori, compulsioni, o indurre comportamenti.
 
7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù. La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori.
 
8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …
 
9- Rafforzare l’autocolpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s'incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!
 
10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.
 
Noam Chomsky (Massachusetts Institute of Technology)
 

 dal blog di SpiderTuman

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