Archive for dicembre 2011

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SPREAD

31 dicembre 2011

Una parola da buttare con l’anno vecchio.

Il suono onomatopeico ricorda una pernacchia o una scatarazzo.

Se fosse un colore sarebbe un giallo verdino color cagarella.

Se fosse un vegetale sarebbe un ravanello amaro, una rapa, una schifezza nordica insomma.

Una colazione tedesca da voltastomaco, o uno di quegli aperitivi inglesi che sanno di pesce.

Spread e ti viene da pensare: Basta! E che palle! E non si vive solo di conti e conteggi…

Spread e il futuro prossimo venturo diventa un film horror un po’ splatter come i filmetti sulle vacanze di natale, quelli alla alvarovitali.

Spread e non siamo più padroni dei prossimi vent’anni almeno di non mollare tutto e andarsene di nascosto in Messico dopo aver venduto casa, macchina, qualche gioiello, e ritirato la buonuscita.  Sparire in un mare di sabbia, palme e capanne di foglie di cocco, dove tutti senefregano delle differenze.

Buon anno, con la speranza che sparisca questa brutta, ma proprio brutta parola, di un vocabolario che non ci appartiene.

 

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Un altro anno

29 dicembre 2011

E’ passato!

Quasi.

E’ stato un anno terribile?

 Mah!

Se penso che è dal 2008 che mi aspettavo il botto economico, direi di no. Mi sono liberata dei 35 minuti quotidiani del nano, con relativo rigurgito di bile…e quindi direi ancora di no. Mia sorella si è laureata in matematica statistica (la prima cosa che ha fatto è stato calcolarmi l’anno della pensione: ci siamo fatte due ore di risate) e , direi di no, non è stato un anno da dimenticare. Ho ritrovato la voglia di piacermi, di fare, di andare. A scuola è cambiato il dirigente, e ci abbiamo guadagnato in tranquillità.

No, dal punto di vista personale non è stato un anno da dimenticare.

Se guardo al mondo, chi ha il potere di decidere, ha perso un ottima occasione. Sia in politica che in economia che in finanza.

Si poteva cogliere l’occasione per esempio, per stabilire che il capitalismo ha fallito, e che le parole giustizia e libertà sono ancora le uniche da seguire per la rotta nell’universo.

Potevo fare molto di più.

Potevamo.

Ma senza  rimpianti.

 

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Auguri

24 dicembre 2011

 

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Passi di donne

13 dicembre 2011

Le donne si ritrovano a Roma per parlarsi.

Il mio dubbio è che si parlino addosso.

Nessuno ascolta e nessuno pensa davvero che qualcosa possa cambiare.

Tanto è vero che mentre a Roma si incontrano donne colte e impegnate, a Torino una donna costringe sua figlia di sedici anni ad avere paura di sua madre e di suo padre, di coloro che dovrebbero insegnarle la vita ed essere sempre pronti a capire e ad accoglierla, anche quando sbaglia. Invece quella ragazza aveva assimilato che la conoscenza del sesso, del rapporto con l’altro sesso, fosse  un peccato, una vergogna, un comportamento sbagliato, e avrebbe ricevuto una punizione gravissima.

Amare a Torino non è un fatto naturale.

 Come se naturale fosse arrivare vergine al matrimonio. Come se la verginità fosse un Valore.

Da spendere.

Roba da Afghanistan non da società occidentale dove esiste la pillola, i metodi anticoncezionali, la possibilità di esprimere liberamente la propria sessualità in aderenza ai sentimenti, all’amore.

In tutto questo ciò che colpisce è la mancanza, non solo della responsabilità di una ragazza di 16anni, (la mia generazione era più coraggiosa e affrontava le conseguenze delle proprie scelte a muso duro), ma è la ricerca del “cattivo”, del responsabile, al di fuori di se stessi.  Del nostro cerchio, del  nostro conosciuto.

Nell’altro.

Dopo anni in cui la colpa era “dei giudici” e “dei comunisti”, non può sorprendersi nessuno se una ragazzina, una quasi donna, accusa i diversi, gli strani, gli zingari come responsabili di una sua azione.

Oggi è S. Lucia, giorno in cui nel Nord Europa si festeggia la luce, il cambiamento, il ritorno alla speranza; giorno in cui per tradizione, in Italia, si tirano fuori dalle scatole le statuine del presepio, si piazzano pastori e re magi; in questo giorno di speranza nel domani, in una città di questo opulento occidente,  a Firenze,  un esponente di Casa Pound, che ha pubblicato anche un libro di esoterismo con una donna nuda (strega?) in copertina, libro che ha molto successo tra i nazisti italiani, ha ucciso due ambulanti senegalesi.

Ho letto che a New York c’è una società privata di trasporti urbani per ebrei ortodossi, in cui alle donne è vietato sedere nei sedili davanti.

Nell’occidente democratico e opulento, si va in pensione a 67, si perde la libertà di dire e di fare e di chiedere rispetto, ci si deve sedere nei sedili posteriori…

Quando son le donne  a perdere i diritti, vuol dire che tutti, uomini compresi, stanno facendo passi da giganti: INDIETRO.

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Fatto!

11 dicembre 2011

Splinder non mi vuole e quindi….

me ne vado                                      qui:

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Ringraziamenti

11 dicembre 2011

Grazie di vero cuore a Bar e Didi

mi sono sentita accolta e difesa…

che mi sentivo nuda come Alanis Morisette

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E ti vengo a cercare

8 dicembre 2011

E ti vengo a cercare.

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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