Archive for giugno 2009

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Folle

27 giugno 2009


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Poveri noi

18 giugno 2009
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sbarramenti interni

15 giugno 2009

foto aprile 2009 084

Sono stata in giro per la vita alla ricerca di un sogno. Era tutto così facile da raggiungere, ma io lo rendevo difficile. Poi mi sono accorta che sbagliavo tutto e che sprecavo il tempo,  cercando  lontano ciò che era vicino. Che stupida che sono stata ho causato tanti di quei problemi a me stessa e agli altri. A volte sarebbe bastato guardarmi dentro.

Avrei senz’altro sofferto meno. A volte nella nostra vita  ci sono come delle istruzioni per l’uso che dicono: ‘Apprezzerai il mio valore solo dopo avermi perso…e riguadagnato.’

Sono in cammino.

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Sicurezza

9 giugno 2009

Aereoporto di Treviso. Sono in fila per i controlli del bagaglio a mano. I voli low cost hanno trasformato questo piccolo aeroporto in una piccola bolgia internazionale, quindi in fila ritrovo esponenti di tutto il mondo universo.

Quando tocca a me, come sempre l’allarme suona.

A volte sono i tacchi degli stivaletti rossi stile old america, a volte è la fibbia di metallo che è attaccata ai pantaloni e che non si può staccare. Ma stavolta mi sono premunita: ballerine, niente collane. Insomma credo di essere "pulita".

Passo attraverso il controllo e quello suona. Perchè suona? Porcamiserialadrazozza?!

Una virago con accento veneto mi guarda minacciosa. "Si tolga le scarpe" mi intima. E io che mi sento già colpevole per le mie scarpette chiuse, ubbidisco e resto lì a piedi nudi sul pavimento (perchè non c’è uno straccio di tappeto sul quale non farsi venire un mal di pancia da blocco digestivo), e mentre aspettiamo che le scarpe infilate in una di quelle cassette di plastica superino i raggi ics, lei mi chiede, ma in fondo me lo impone:"Posso controllarla?" Con gli occhi sempre più spalancati mi affido a questo donnone nervoso e poco disponibile, che mi palpa come si fa nei film americani prima di entrare nel ristorante dove il padrino si fa un piatto di peperoni, o dove la Cia o l’FBI controlla se hai una pistola attaccata al polpaccio nei trhiller. Mi fa un effetto strano essere palpata come se fossi una delinquente. Devo avere un aspetto orribil?. In effetti sono stanca, ma non credo che l’aggeggio suoni per stanchezza.

Le scarpe ci mettono un po’ a fuoriuscire dal buco, lei mi lascia e va a controllare perchè non sbuca niente dalla tendina… e si accorge che tutto è rimasto al di là del nastro, si è dimenticata di spingere sul rullo.

Sono imbarazzata e anche un pò scoglionata con il produttore dei miei reggiseni col ferretto, e con la società dell’areoporto internazionale di Treviso. Siamo un paese del G8 potrebbe la Playtex usare materiale che non provochi allarmi terroristici? (In fondo le mie tette sono grosse ma non da terrorizzare qualcuno). E la società che gestisce la sicurezza all’aeroporto di Treviso dotarsi di un arnese che permetta il controllo senza che qualcuno mi faccia dei palpeggiamenti non desiderati?

Mi rinfilo le scarpe e vado al gate. Sono furiosa, l’aereo è arrivato con mezz’ora di anticipo però….

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Bocciati

4 giugno 2009

Bello lo stile del nostro Governo.
Mettono in scena, recitano, sono forti con i deboli.
Cercano di convincere qualcuno che sono “professionali”.
Contro i fannulloni, contro i clandestini, contro….. i bambini.
Si perchè se hai un cinque in matematica, tu ragazzo delle medie, bambino di 11 anni che forse ami tutte le altre materie ma il minimo comune multiplo non l’hai proprio capito, e il massimo comun divisore ti sta indigesto, tu bambino pelandrone rischi la bocciatura.

La signora della educazione italiana ha deciso così.

Questi signori che entrono ed escono da Montecitorio come padroni, che guadagnano in un mese quello che un giovane ingegnere che non trova lavoro ed è occupato in un call center ci mette due anni a guadagnare, questi signori che non sanno come si chiama il meridiano che passa per Londra,e non si vergognano, questi hanno emanato una legge che boccia i bambini che hanno 5 in una sola materia.
Che grande paese severo che siamo!
Noi. Quelli sempre pronti a fregarcene dei meritevoli per aiutare gli accozzati; noi, sempre pronti a emarginare i migliori, perchè non hanno leccato il culo al capo; noi che viviamo in un pese dove non si legge un libro all’anno, ma nemmeno un giornale al giorno; noi che viviamo delle cazzate di Raisat, e perdoniamo tutte le porcate di chi ha i soldi, tanti soldi, da comprarsi giudici e avvocati, ministri e ballerine; noi bocceremo un bambino di dodici anni che così capirà che nella vita occorre “impegnarsi”.
Ma si, noi che usiamo il manganello per educare invece che formare, che formare prevede dei punti di riferimento, figure senze pecche e forti, morali; noi che meglio picchiare duro che formare, meglio reprimere e farsi temere che essere dignitosamente e moralmente degli esempi;
noi faremo una brutta fine, quando le future generazioni ci chiederanno dove eravamo quando questa gente ha fatto scempio dell’Italia.

Mazzetta

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