Archive for aprile 2012

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Nilde

14 aprile 2012

 

 

Per la mia tesi sulle donne alla Costituente, ho avuto la fortuna di incontrarla. Mi rilasciò un’intervista nel suo studio a Montecitorio. Come ci sono riuscita ancora me lo chiedo, è che sono caparbia e non mollo mai, e lei, chissà, deve averlo percepito. Perchè lei era così: caparbia e non mollava mai.

Ero emozionata così tanto che nel corridoio in cui dovevo aspettarla, andavo avanti e indietro come un animaletto impaurito, intimidita anche dai busti dei “padri della patria”. Ricordo un bellissimo Garibaldi.

La vidi comparire da una grande vetrata, accompagnata da un commesso donna che la sorreggeva sotto un braccio. Lei piccola e fragile come non me l’aspettavo, elegantissima, in nero con una splendida spilla come unico ornamento, gli occhi vigili e attenti, allegri, i suoi capelli argentati raccolti nella sua inconfondibile pettinatura.

Nel suo grande ufficio da ex presidente della Camera parlammo per un’ora. Ho la registrazione dell’ incontro. E due foto, che ci fece una delle sue segretarie, che lei chiamo al telefono dopo la mia sfacciata richiesta di avere un ricordo. Si ho una foto con Nilde Iotti e l’ho incorniciata e appesa e ogni tanto me la guardo e sorrido orgogliosa di me. Di quell’incontro conservo pensieri ed emozioni che mi hanno aiutato tutte le volte che come donna dovevo superare un problema, un ostacolo, una difficoltà. Le sue risposte alle mie scontate domande sono state sempre precise e interessanti, da grande politico ma sopratutto di donna.

Forse è proprio questo che ha confermato in me la stima per lei. La stimavo per i suoi interventi durante la Costituente, per essere stata coraggiosa quando da sola si trovò contro, non solo il PCI bacchettone e severo, ma tutta la base comunista, intransigente e arrabbiata. Mi raccontò che nella prima campagna elettorale dopo che si seppe della sua unione con il Migliore,(non c’era il divorzio e per un pò cercarono di nascondere)  a Reggio Emilia, la sua terra, la sezione in cui doveva parlare, era turbolenta “sembrava una pentola di fagioli” mi disse. Tutti borbottavano e non applaudirono quando finì di parlare. Sola contro tutti e per amore.

“Quando è morto Togliatti, per me è stato come se si fosse spento il sole, ho continuato a vivere, ma niente è stato come prima.”  

Ecco mi piace ricordarla così, donna fragile e innamorata, capace di andare controcorrente e sfidare un’ Italia bigotta e ipocrita. E’ stata la prima donna eletta a soli 26 anni. Con Togliatti si incontrarono la prima volta in un ascensore a Montecitorio. E stata la prima donna  Presidente della Camera, talmente in gamba che l’hanno riconfermata per tre volte. Mai nessun uomo ha avuto un tale riconoscimento. Perchè lei era una in gamba davvero, giusta, equilibrata, capace di mettersi contro il suo partito se questo voleva dire rispettare l”opposizione.

Quel giorno, alla fine dell’intervista, mi chiese se avessi bambini e quando gli raccontai di mia figlia e che voleva fare l’atronauta, ridemmo insieme: “Come Valentina Tereskova”. Fu così che mi resi conto che era ancora, dentro, una donna nata da una cultura, egualitaria, innovativa, paritaria, “comunista”.

Solo una cretina deficiente, che non conosce la storia, e che cerca di fare polveroni per stare al centro dell’attenzione, può averla paragonata ad un’altra zoccola che si fa pagare per stare zitta.. Non voglio nemmeno scriverlo il suo nome che è darle quello spazio che cerca.

Siamo stanche noi donne di dover sopportare queste troie che si sono fatte largo nel mondo dandola a qualcuno che “comandava e fotteva” non solo loro, ma tutti gli italiani.

Stanche di questi giornalisti che rimbalzano le polemiche in modo che si parli delle loro trasmissioni, senza diritto di replica.

E siamo stanche che nessuno vieti l’ingresso alla Camera dei Deputati di queste troie.

Abbiamo bisogno di Leonildi. O di memoria di donne meravigliose come lei.

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I segreti delle donne

13 aprile 2012

 

Le ragazze di Roma in aprile

mettono calze a rete e scoprono

le gambe di passi leggeri.

Vanno

con il sole sulla pelle

le labbra schiuse

ai marciapiedi viola di glicini.

Si appropriano della città

coi passi lunghi che mangiano

le vie. I sogni a tracolla.

Dietro le lenti scure

puoi scoprire per un attimo i loro

luccichii, quando d’improvviso

sanno

che anche tu come loro

aspetti la sera per mettere

la mano in quella del tuo

compagno di viaggio.

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Pasqua

6 aprile 2012

 

Se rinasco nasco Lella

senza ali e con la voglia di conoscere

il Marocco.

Coi rossori dei pudori che mi perdo

quando voglio il paradiso in terra.

Con il sapere sempre finito

e la forza di cercare l’armonia.

Coi colori e la musica

che mi rendono la parola altrui

e il profumo del senso dei ricordi

e il mare sulla pelle e dentro il cuore.

Per pensare che c’è la libertà

di trovare un riparo dove fermare

un po’ la fatica di raccogliere il vento.

Senza risparmio e senza contare

il dare con l’avere.

Con il rispetto per le differenze

e il dolore della diversità.

Se rinasco nasco Lella

e scommetto un’altra volta su di te.

 

Mazzetta

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