Archive for maggio 2010

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La verità scoperta

30 maggio 2010

I due più forti poteri in Italia si trovano nei guai.
Ambedue perchè dicono bugie, nascondono la verità, cercano di non far pensare coloro sui quali svolazzano arroganti con la superiorità che viene dal potere.

 L'uno sul corpo e l'altro sull'anima.

Il primo sono due anni che ci racconta che va tutto bene, che a tutto pensa lui, che grazie a lui stiamo meglio degli altri: sorridete e gioite; mentre la corruzione e la mafia invadevano tutti gli spazi a disposizione, creati proprio dalla falsa emergenza delle bande bertolasiane, lui raccontava le barzellette sconce e andava a puttane. (Che era quello che desiderano la maggioranza degli italiani).
Ora che la verità viene a galla, è meglio non pubblicizzarla, chiudiamo la bocca ai giornali e tutto come per incanto svanirà, come nelle favole.
Intanto si lamenta che non ha potere, proprio come il dittatore di cui legge i diari inesistenti.

Il secondo sono duemilaedieci anni che ci racconta che va tutto bene, che se rinunceremo a vivere, e quindi faremo i sacrifici, cancelllando ogni spinta passionale, vitale, godereccia che è propria della vita, nella prossima (vita)  andremo in paradiso, dove senz'altro ci aspettano gli angeli e i godimenti.
Così  per duemilaedieci anni ci ha raccontato che tutti loro erano santi, che eravamo noi che sbagliavamo, non so qualcuno a caso: Galileo? Giordano Bruno? Darwin? Tutte le donne (streghe!), meno quelle che morivano per salvaguardare la loro purezza…. (quindi rinunciando a vivere la loro femminilità), quelle si sante, degne di essere nominate.
Ma non abbastanza pulite da consacrare le ostie.

Poi dopoduemilaedieci anni ci dicono che… forse….è successo…. che forse qualcuno… ma sono solo mele marce… che decine e decine di preti e vescovi e cardinali abusavano del loro potere usando il corpo dei più fragili al mondo, non è responsabilità della chiesa, ma delle mele marce.
E ora ci raccontano che anche se non sono stati denunciati a loro tempo, però andranno senza dubbio all'inferno. E il loro inferno sarà più inferno del nostro.
Che noi già lo viviamo su questa terra, e senza cilicio, basta la manovra ventosa tremontiana. (Improvvisa come un venticello).
Quale girone santità?
In quale girone saranno posizionati quelle bestie infami che avete coperto, con bugie e menzogne e falsità?
Quale fuoco o diavolo li punirà? Come se a loro importasse. Se avessero creduto all'inferno forse non avrebbero commesso queste infamie. Non è così santità?! Loro non credevano nemmeno a Cristo… ne all'uomo.
E allora santità…. su questa terra dovrebbero restare impuniti?
Anche per loro c'è una legge diversa?

Il potere interpreta la legge degli uomini su questa terra a modo suo, oppure se ne inventa un'altra e ce la vuole far ingoiare con le loro incredibili puttanate.
Diari mussoliniani mai esistiti e inferni danteschi di medioevale memoria.
Ma la colpa se ci trattano come ebeti sarà nostra?
Come è possibile che il potere ci creda così deficienti da credere a ciò che dicono?
Forse perchè non siamo più in grado di indignarci?
E se ci indignamo quando è che passeremo ai fatti?

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Dedicato a due Uomini

23 maggio 2010
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Cappelletti cappellate e cappellacci

16 maggio 2010

In Sardegna si pubblica un quotidiano che dovrebbe informare i sardi sugli accadimenti della loro regione. L'informazione dovrebbe mettere in condizioni gli abitanti di questa regione di sapere cosa è successo negli anni scorsi, per esempio a proposito di come uno dei posti più belli del Mediterraneo, è stato sfregiato per far guadagnare qualche soldino ai soci napoletani o siciliani di aziende dai nomi fantasiosi.
L'informazione.
Dal verbo  formare. Dare forma. In formare come formare dentro.
Ma il quotidiano che appartiene a un imprenditore molto vivino alla maggioranza governativa (e che voleva costrurire palazzi su una delle necropoli puniche più grandi del mediterraneo), se ne guarda bene.
Come possono informarsi i sardi? Guardando la TV, nemmeno il TG3 regionale parla della questione.
Quindi?!
Quindi come pretendere che i tanti operai della Vinyls, o del Basso Sulcis o dell'oristanese non credano alle telefonate nanerottole al putin di turno ("ghe pensi mi")?
Infatti.
E hanno preso una cappellata, anzi un cappellaci e adesso se lo tengono….
Perchè se i media non informano non vuol dire che non ci si debba informare in altro modo.
E sopratutto non avere molti dubbi… molti…

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Privilegi

8 maggio 2010

 La dichiarazione della gelmini (il minuscolo è voluto) che si sente privilegiata perché in Italia esiste il diritto all’assenza per maternità è sintomatico della sua incapacità nel capire il paese, che dovrebbe amministrare, e ancora di più i bambini.
Quelli della Scuola dipendono da lei, ma basta pensare al suo ritornello sul maestro unico, e sui tagli agli insegnanti di sostegno, o alla eliminazione della compresenza, che permetteva il  recupero dei saperi per i bambini che restavano indietro, ecco sarebbe bastato questo per capire in che mani eravamo capitati.
Per capire da chi siamo amministrati.

Pure lei saprà che il termine privilegio deriva dal latino  e che significa privo di legge, ma non sembra preoccuparsi tanto nel dire che le donne usufruiscono di qualcosa che non è previsto per tutti.
E ci credo..
Ma ecco che il significato profondo della vita, mettere al mondo una creatura nuova e curarla e offrirle cure e amore diventa una perdita di tempo.
Se fosse per lei la legge sarebbe si sforna il pargolo e via, al lavoro, tanto ci pensa  la baby sitter.
Ed ecco che  le lotte delle donne per una difesa della maternità, ma soprattutto del nascituro, invece che essere un diritto sacrosanto, diventa un vezzo da scansafatiche, un ostacolo alla produzione, alla economia del paese, al bilancio dello stato.
Questa gelmini che non conosce la storia che ha portato ad emanare una legge a tutela della maternità, (quella del 1971) è una donna che è indegna di parlare delle donne e soprattutto dei bambini.
Il momento della nascita e  il modo in cui si viene accolti, è fondamentale gelmini.
Dato che ti occupi di bambini non ti farebbe male qualche nozione di psicologia.
Ciò che si assorbe nel primo anno di vita ha ripercussioni per tutta la sua durata. Per questo è stato previsto anche un congedo parentale per i papà.
Ma questo la gelmini non lo sa.
I genitori norvegesi hanno diritto all’indennità di maternità per tutto il primo anno di vita del bambino. Per sollecitare sempre più uomini a partecipare in prima persona alla cura del nascituro, 10 settimane sono riservate al padre.
E nessuno si sogna di dire che i neo genitori sono privilegiati. Perchè sarebbero costretti a dimettersi.
Sarà per questo che la Norvegia è al primo posto nel mondo per lo Sviluppo Umano?
E sarà per questo che l'Italia era solo al 18° posto nel 2009 ( dati del 2007)…
Se ci misurassero oggi…

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Caravaggisti

2 maggio 2010

ponte lungo e più foto 035Questa foto è stata scattata mercoledì scorso alle ore 11 e 30. L'entrata alla mostra era un miraggio, c'era una fila lunghissima, con tanto di cartello che avvertiva che l'attesa contemplava due ore due di attesa, sotto il sole, per vedere Caravaggio alle Scuderie del Quirinale.
Che io ci parto dalla Sardegna, pensando che tanto… ormai…
che non avrei trovato fila…. dopo due mesi di mostra aperta, e che non serviva prenotare.
 Serviva, serviva!
Ho resistito  per mezz'ora pensando:
"Ma tutta questa gente che ama l'arte, dove cazzo sta quando si vota Bondi che taglia i fondi per la cultura?"
"Perchè ho tolto  l'ombrello dalla borsa?"
Dopo aver chiesto se potevo prenotare e tornare di sera ad una acida impiegata, che mi ha risposto: "Per prenotare fare la fila…."  e averla mandata affanculo mentalemente…
Mi sono rimessa in fila e…
"Queste quì davanti manco sanno chi era Caravggio, porca puttana, ci vengono solo per poter dire che ci sono venute, porca puttana! E chissà quanti ci sono solo perchè fa figo dire: sono stata alla mostra del caravaggio!"
"Ma come mai la protezione civile non soccorre gli acculturati con ombrelloni e l'acqua? Cazzo si rischia l'insolazione!"
"Sto dicendo troppi "cazzo"! Doveva essere un piacere e invece sta diventando una tortura"
"Anche l'arte è diventata una merce mordi e fuggi…"
Me ne sono andata, convinta.
Ci tornerò prima che chiuda. Dopo aver prenotato. E aver speso altri  euro di volo.
Porca pupazza.
Roma mi ha fatto pena.
Sporca, arrabbiata, scostante, traffico impossibile e piena di ragazzini vocianti in gita che di Roma se ne fregano.
Non si può sempre guardare oltre.

Mazzetta

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