Archive for agosto 2009

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Questa ancora estate

22 agosto 2009

 

Questa ancora estate.

Una cappa traboccante di umori compressi.

Siamo stanchi di giornate levantine

di profumi marci di sole

di pulviscoli intraprendenti.

Beviamo insieme quest’ultima tazza

di spazi diversi di tempi ineguali.

Un ultimo sforzo a finire

questo succo sgradevole di stagione passata.

E saranno coperte di lana

poltrone davanti al cammino

e pioggia, pioggia

per i nostri calici prosciugati.

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Credo in te

16 agosto 2009

Credo in te

con la fiducia che viene dalla vita

da una vita che non avrà rimpianti.

Ti credo come una bambina

che affida la mano in quella di suo padre

che le insegna i pericoli del mondo.

Ti credo come una donna

che sceglie un compagno giurando

che sarà per sempre.

Come una madre che spera

per la sua creatura una vita splendente e senza affanni.

Ti credo, per questa unica vita, per la nostra morte

che verrà. Ho la fiducia

di chi non è toccato ancora dal dolore

del distacco di un padre, un fratello, un amico.

Credo perché è l’unica possibilità

che ho per trovare la forza di dirti

quello che sai da sempre:

la libertà è un soffio, un palpito, un gesto

per dire sono vivo anch’io.

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Dalla mia terrazza per te…

14 agosto 2009


Mentre beviamo il nostro cocktail, per un buon ferragosto, da un mare a un altro.

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Umidità

8 agosto 2009

Umidità sulla pelle

quasi un vestito di costrizione

agli umori di un corpo

intrappolato nei ricordi.

Come se fosse facile

liberarsi degli stracci donati

con ignobile sapienza

da un principe perdente.

Strapparseli e gettar tutto

nella discarica delle ore perdute

dietro a un dio impotente

in bimbanti rincorse.

E andar nuda incontro

a maestrali leggeri

il mio sudore finalmente asciugato.

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Benvenuto a Sud

1 agosto 2009

 

Benvenuto a Sud

benvenuto allo scirocco del mare nostrum

al sale del nostro scontento

agli occhi neri che scrutano lontano e aspettano

                                                           i nemici che verranno.

Alle occasioni mancate dalle angosce di alzare una vela

ai silenzi di un linguaggio da riscoprire.

Benvenuto tra i sogni invidiosi di nebbie lontane

di tre mesi di Mercedes targate Milano.

 

Benvenuto all’odio che dura in eterno

compresso in odori di pomeriggi affocati.

Qua giù dove l’acqua è un lusso da risparmiare

qua giù dove una quercia è un miracolo da difendere

qua giù dove la pietra è morbida di ritorni

qua giù dove tutto è così semplice che diventa difficile.

 

Benvenuto al vero

a ciò che resta di quella verità di spirito e corpo in disarmonia.

 

Benvenuto tra noi leggeri

di un carico di lontananza da tutto ciò che oggi può.

 

 

 per Luigi trasferito

 

Mazzetta

Ce la possiamo fare

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L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

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