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Ciò che sognavo e che non realizzerò più

27 maggio 2013

Quando ero ragazzina sognavo di fare l’hostess e girare il mondo. Mi vedevo con la divisa dell’Alitalia parlare  cinque sei lingue, scendere all’aeroporto con il trolley e sposare un comandante d’aereo. Un attacco artistico da liceo mi vedeva prima grande artista che vendeva i suoi quadri a milioni (allora milioni di lire ), poi scrittrice e poetessa alla Emily Dickinson tanto da vincere il Nobel…

Poi mi sono sposata giovanissima, e…. sono cominciate le rinunce.

Che rinunciare poi è scegliere. Scegli di passare per una porta e si chiudono le altre.

Sposarsi vuol dire rinunciare a spendere fino all’ultimo centesimo per un paio di scarpe, per esempio. Ma come diceva mia nonna… non si può avere la botte piena e la moglie ‘mbriaca .

Poi ho scelto di diventare madre. E per tanti anni la mattina non ho più dormito fino alle dieci la domenica.

Ora dopo tanti anni sono consapevole che:

1) non farò la hostess e nemmeno la pittrice (forse la scrittrice…)

2) non avrò mai un figlio maschio, ma spero che mia figlia prima o poi la smetta di cambiare ragazzo e mi porti a casa il figlio che ho desiderato

3)non andrò nel Chiapas a cucinare per il SubComandante Marcos

4) non aprirò mai una enoteca/ristorante con cucina sarda/romana con dieci tavoli e le tovaglie a quadretti

5)non mi candiderò mai alle elezioni politiche/amministrative/sindacali

6) Non avrò mai la tg. 42

7) Non avrò mai una macchina decappottabile. Questione di cervicale.

L’importante è essere consapevole delle rinunce ed accettare la propria vita. E non avrò mai rimpianti.

11 commenti

  1. se si pensa a tutto ciò che poteva essere e non è stato si rischia di dar ragione al famoso detto che del senno di poi son piene le fosse.
    Per me essere stato ragazzo padre ed essermi privato della spider per una 500 o poi la 128 ha dato molto soddisfazione, perchè ognuno si ciba di ciò che il suo imprinting gli impone e poi siam vissuti in tempi in cui ci innammorava e si usciva dalla casa dei propri genitori senza tanti problemi


    • Non è che ci sia rimpianto eh! E’ una presa d’atto.
      E’ la vita.


  2. E’ vero quel che dice fracatz, in fondo sono scelte, non scelte, seguiamo il nostro carattere, e ci sono cose a cui non avrei rinunciato mai al mondo (e ho fatto bene), i miei bimbi..🙂 Tutto il resto è noia..fuffa, beni materiali ma chissene.. La scrittrice la puoi fare lo stesso, e i capitani di aerei sono tutti gay, quindi lascia fà, hai fatto la cosa giusta :))


    • Mah! Didi se uno sceglie, secondo me, non c’è rinuncia. La rinuncia prevede frustrazione. Se scegli in un modo oppure nell’altro.


      • Purtroppo a volte una scelta impone una rinuncia a qualcos’altro no? Mai capitato? Come si fa ad avere voglia sia di gelato che di anguria e per forza devi scegliere, che fai scoppi?🙂 Lo so, discorsi generalizzati così sono difficili. Io, scegliendo, ho quasi sempre avuto la frustrazione della rinuncia. Beati voi..


  3. la decapottabile ha guarito un mio amico dalla cervicale !


    • carissimo… ci voglio credere. Vuol dire che con i soldi della buona uscita ci faccio un pensierino per un Duetto. Mi comprerò una supersciarpa a corredo.🙂


  4. possiamo anche rallegrarci delle rinunce come forma di auto-soddisfazione personale dirottata su altri obiettivi realizzati e cercare di convincerci che tutto quello che abbiamo avuto dalla vita era tutto quello che – umanamente – era possibile ottenere…è un buon sistema per eliminare quel pessimo sentimento che chiamano “invidia”…

    ma, ditemi, perché ci sono dei momenti nei quali mi sento così depresso? così a credito nei confronti degli altri? così infelice per non aver realizzato nessuno dei sogni che avevo da ragazzo?

    non sto chiedendo di chi è la colpa (se di colpe si può parlare)…certamente è la mia, come interamente mie sono state le scelte e le decisioni (non c’è nessuno che può decidere al nostro posto, influire o influenzare sì, ma non decidere)…non dico nemmeno che nella vita ci vuole la fortuna, anche se spesso mi sento uno sfigato a guardare certi idioti che hanno avuto possibilità incomparabilmente maggiori delle mie…spesso mi consolo pensando di aver avuto tutto (tanto) e che ci sono molti che non hanno avuto nulla, o hanno avuto meno di me, e che questa sensazione di insoddisfazione sia l’unico vero problema(una specie di tara ereditaria): se ti accontenti di quel poco che hai, sei felice.

    Altre volte, penso che, così come dicono certi personaggi di successo (cinema, teatro, musica, arte, ecc.); se vuoi veramente qualcosa (e se hai la giusta passione), la ottieni…

    a volte, penso entrambe le cose e che la fortuna aiuta gli audaci (un po’ quello che Briatore (un play-boy che ha fatto un mucchio di soldi, riuscendo a non lavorare mai) ha scritto ieri su Renzi : “Mi piace, è giovane ed ha molto coraggio!”.

    Insomma, io sarei un fottuto vigliacco. La mia vigliaccheria mi ha fottuto e quindi mi tocca “scontare la giusta pena”. Mi godo qualche momento di ribellione e poi tutto torna a fluire come prima, in questa lenta monotonia…


  5. Caro Bar, ogni gorno di questa sola (forse) vita, ho a che fare con i sogni dei ragazzi. Dici che è una questione di scelte? Ma se uno sogna di diventare un secondo Totti ed è una schiappa .. non ci si può lamentare di essere nato senza il “dono”.
    Ad un certo punto della vita si accetta di essere un mediocre giocatore di calcetto e si sorride ai sogni infantili. Si può invidiare un Totti, un Fellini, un collega leccaculo che ha ottenuto la promozione?
    No.
    Io credo che questo sia un modo per non accettare la realtà.
    Noi siamo quello che abbiamo costruito con le nostre scelte.
    Potevamo scegliere diversamnte? Certo che si, ma in quel momento abbiamo scelto ciò che ci dava, sicurezza, felicità, appagamento,

    Hai presente i bambini che giocano con le cotruzioni? E che nei loro castelli e casette, immaginano mondi altri. Ecco, chi non accetta ciò che è, pensa che con quei mattoncini di plastica avrebbe potuto costruire qualcosa di magnifico e reale.
    Sognare fa bene, conoscersi ancora meglio. Capire ciò che ci fa felici ci rende orgogliosi e forti.
    Perchè poi non è importante diventare una rock star ma provarci.


  6. Didi il tuo commento mi flassha lo schermo chissà perchè.🙂
    Comunque credo che il discorso dell’anguria e il gelato non regga…
    1) Non possono piacerti nello stesso modo;
    2) Dipende dal momento; (un giorno hai sete e scegli anguria, uno hai fame…il gelato)
    3) se proprio sei golosa mangi poco dell’uno e dell’altro.

    Ma tutto questo esclude il desiderio. Il sogno. Certo si possono avere tanti sogni. Ma le cose veramenti importanti da realizzare, quelle per cui non puoi facilmente tornare indietro senza conseguenza, nella vita quante sono sono quattro? Cinque?
    Non di più.
    Io non ho il problema dell’invidia dei sogni altrui, nè ho rimpianti.
    Non so se sono fortunata o presuntuosa. Ci devo pensare.
    Tutto il resto è fuffa come dici tu.


  7. Se per le regionali ti candidi, sappi che avrai il mio voto!



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