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E chi non batte con me…

6 ottobre 2012

Questo lunedì a Cagliari è stato rappresentato il Nabucco. Belle le luci, caravaggesche, belli i costumi, le voci. Coro incredibilmente autorevole.

Che poi uno le trova le risposte, quando si chiede come mai, a distanza di secoli il teatro, e ancor di più la musica,  continua a parlare al cuore delle persone e commuove e ti incanta e ti fa sentire partecipe dell’umanità. Orgogliosa di essere italiana. Anche in periodi neri come questi.

Il Nabucco è il grido di libertà di un popolo sottomesso.

E mi sono immaginata che effetto poteva fare sugli uomini che lottavano per il Risorgimento. Quando al grido” libertà-libertà”, seguiva il sommesso “va’ pensiero”  che mi è sembrato più un grido di ribellione verso il contingente che una sottomissione rinunciataria.

Dal loggione la musica era sorprendente, splendente, luminosa, e mi meravigliavo nell’ascoltare  i cantanti che si superavano in espressione e virtuosismo. Davvero ho pensato che Abigail prima o poi si sarebbe schiantata sul palcoscenico e avrebbe chiesto scusa (“non ce la faccio, Verdi è troppo difficile!”).

Invece tutto perfetto. Dopo il “Va’ pensiero”, la vibrazione è rimasta nell’aria per alcuni secondi e tutti silenziosi e incantati  dal rispetto unanime per la bellezza.

E stavo lì ad applaudire il miracolo di una, finalmente, opera degna del mio farmi 150 km per andare a teatro, (ho l’abbonamento, ma… rientrare da sola all’una di notte per le strade della Sardegna, non è il massimo), e mi spellavo le mani convinta, quando, alla fine, dopo l’applauso meritato al direttore d’orchestra, sei o sette Assiri (non li ho contati, e forse erano di più)… sono stati invitati a farsi avanti… dai cantanti e allora…

 hanno superato tenori e soprani, coro e direttore d’orchestra, si sono inginocchiati e tolti i caschi  hanno cominciato a batterli ritmicamente sul legno del palcoscenico. Ta-ta-tum    ta-ta-tum. E il pubblico teneva il ritmo battendo le mani.

Erano i lavoratori del Sulcis. Non importa se dell’Alcoa, della Carbonsulcis,  Euroallumina, erano gli operai sardi, sempre in lotta. Avevano accettato di fare le comparse per  poter comunicare con il pubblico del teatro lirico.

Ora immaginatevi la scena: tutto un pubblico elegante, in abito da sera, e pizzi e cravatte, questi melomani, la cui maggioranza ha superato da molto i 50anni che seguono seri e all’unisono il ritmo battuto dagli  operai, che lottano per il loro posto di lavoro, per la libertà dalle banche, dall’oppressione dei Grilli parlanti.

Io piangevo come una fontana, che ultimamente sono un po’ fragile emotivamente, e pensavo che non tutto è perduto se persone con culture diverse e senza problemi di lavoro (che andare a teatro costa… troppo…), si univano,  con-passione,  ai problemi di chi il lavoro non ce l’ha; non tutto è andato in vacca, se spontaneamente e con convinzione sentiamo i problemi di chi soffre, è diverso da noi:  ce la possiamo fare…

Possiamo uscire da questo pantano puzzolente in cui ci hanno infilato questi furbetti, non del quartierino, ma  nazionali, con aspirazioni alla trasnazionalità. (I soldi rubati li portano in qualche isoletta sperduta dei caraibi).

Ecco se le persone benestanti, borghesi, riescono a “sentire” il malessere degli “altri”, vuol dire che riusciamo a capire e a imparare, a far tesoro delle esperienze altrui.

E ci sarà sempre meno posto per chi da postino, diventato assessore provinciale e presidente nominato di un ente sociale, quando gli mettono la multa perchè con la sua “Ferrari” occupa il parcheggio per gli invalidi, buca le gomme dell’invalido che ha denunciato la sua arroganza.

Se non ci fossero state le telecamere nessuno avrebbe avuto le prove che viviamo oppressi da questa gente infame. Non ha chiesto nemmeno scusa, ha detto solo che ha fatto una cazzata, e che erano due anni che parcheggiava sempre lì. Quando si dice avere la faccia come il culo.

E speriamo che come a  Nabucco “gutta du kalidi”, ma che non si riprenda mai più.

 

14 commenti

  1. io non sono per niente orgoglioso di essere italiano.
    Non mi commuove l’inno che abbiamo. Non mi metto la mano sul cuore se lo sento: se lo facessi mi unirei alla barzelletta infinita che sta diventando questo paese.

    Sono orgoglioso di essere un italiano “altro”. Cosa significa? Hai presente il libro “TERRA” di Stefano Benni? E’ di genere (pseudo)fantascienza: chi era contro il regime subiva un procedimento di lobotomia particolare che prendeva il nome di “Cocacolizzazione”.

    Essere un italiano “altro” significa non essere ancora stati cocacolizzati dal livellamento culturale progressivo che stiamo subendo.

    Sicuramente quello a cui hai assistito l’altra sera (invidia: da come l’hai descritta, verrebbe voglia di essere stati presenti a quella situazione) potrebbe definirsi esempio di Italia “altra”. Inoltre il rumore di percussione su una superficie è una sorta di suono primordiale: non può far altro che unire e coinvolgere chi sta intorno.

    Questa scena, è qualcosa per cui vale ancora la pena di essere italiani… “altri”.

    Non so se mi sono spiegato

    tenebrae


    • Si Ten, ho capito ciò che volevi dire. Siamo tanti “altri”. E questo dovrebbe farci fare un bel sospiro.


  2. Ho letto e sottoscrivo. Finchè gli altri, quelli che stanno bene, non avranno occasione di entrare a contatto, anche come in questo caso, casualmente, con queli che stanno male, la gente non capirà mai che c’è la crisi. Un amico di famiglia che lavora, che ha la moglie impiegata, e la figlia che lavora in un supermercato (tre persone in famiglia e tre stipendi), dice ingenuamente: “ma io non capisco dove sta questa crisi..” Beh, auguro a loro di non perdere mai il lavoro.. che è li il problema principale.. E’ bello Frà leggerti, ogni tanto è bello poter vedere qualcosa di buono e commuoversi ancora per questo.🙂


    • Didi, ma mi fai i complimenti? Grazie! Me li prendo e me li porto a casa.🙂


      • Beh non sono un tipo da complimenti, ma ti ho sempre “segretamente” ammirata per la tua intelligenza e sensibilità e per la tua fierezza da leonessa, che spesso un po’ di soggezione devo dire la verità me la incute🙂 .. “che te lo dico affà” (è una frase che ho imparato da te, e ora lo dico sempre pure io!)


    • Didi ma mi vedi così?! Mi piace come mi vedi. E’ vero che non mi arrendo (quasi) mai… ma non da essere aggressiva… almeno spero…


  3. Anche io non ho piu’ senso di appartenenza a questo Paese. Non sono per niente orgoglioso di essere italiano. Preferirei essere tedesco. Quello e’ un vero popolo capace di imparare dagli errori. Dopo la seconda guerra avevano le fabbriche rase al suolo dai bombardamenti. Le hanno ricostruite e ora sono la nazione piu’ forte d’Europa. Noi che abbiamo fatto dopo il fascismo? Indecisi tra monarchia e repubblica, ci siamo tenuti la dc per 45 anni e poi Craxi e poi il suo figlio putativo Berlusconi. E quelli che lanciavano le monetine davanti al st. Raphael ora sono i Fiorito ladri e saccheggiatori della regione Lazio della Polverini. Io non credo che la colpa sia soltanto dei ladri politici, ma anche di quegli italiani che li hanno eletti e sostenuti. Erano e sono come loro. Un popolo ha la classe politica che si.merita…


    • Scusa Bar, ma secondo me confondi i piani.
      Se parli di ricostruzione non abbiamo nulla da invidiare ai tedeschi per ciò che abbiamo saputo fare nel dopoguerra, fino agli anni ’60…
      Se parli di etica e moralità, siamo figli di “facimm’ a’ muina” di borbonica memoria.

      Però italiani sono stati anche Gramsci, De Gasperi, Pertini, Berlinguer. per rimanere tra i politici.

      Quotidianamente ho testimonianza di italiani onesti, corretti, intelligenti e umili, pur potendo essere arroganti.

      Il volontario del 118 che dedica tre ore della sua vita agli altri (senza nessun rimborso).

      Il ragazzo che si è alzato sulla metro per far sedere mio padre.

      E ancora, e ancora

      Per non parlare di scienziati e artisti italiani di cui vado orgogliosa. Saviano (che ti piace) è italiano, così come il giudice che lotta contro la ‘ndrangheta.

      E’ italiana la mia collega precaria che per poche lire entra in classe è fa lezione con passione e coinvolgimento, senza curarsi della famiglia o la stanchezza. Fa tutti i giorni 60 km per venire a scuola e altri 60 km per tornare a casa dove l’aspetta un bimbo di due anni.

      E’ italiano padron Tod’s o il magnate della Tecno Gym…

      Non tutto fa schifo…. e io guardo e scelgo queste persone. Le altre quelle NO. le combatto.
      Chetelodicoafà…


      • Lella cara, un popolo non è fatto di eccezioni o di eroi o di mosche bianche, ma di maggioranze.

        Gli italiani si sentono “italiani” soltanto quando sentono l’inno della Nazionale di calcio. Non hanno senso civico. Non dimostrano attaccamento alla cosa pubblica e al proprio Paese, tranne quando si tratta di saccheggiarlo.

        Quei politici che ho nominato sopra non si sono auto-eletti, con un golpe, ma sono stati sostenuti dalla maggioranza degli elettori (italiani). Ergo, la maggioranza degli italiani li ha voluti, scelti, sostenuti. Li voleva e probabilmente li vorrebbe anche ora.

        Forse, in tutti questi anni, non ci siamo resi conti che la DC, Craxi e Berlusconi non li abbiamo mandati a casa a botte di urne, nè grazie ad una Sinistra in grado di fare da controaltare e una seira opposizione, ma a colpi di carta da bollo. Sono state necessarie “Mani pulite” e le tante inchieste della Magistratura per scardinare quel sistema che, purtroppo, come il mostro a cento testa, una volta decapitato, è risorto e si è riprodotto sotto altre forme. Io trovo assurdo e spaventoso che il potere politico si faccia divorare dal potere giudiziario.

        Ma quel mostro non è il frutto di un magico incantesimo, ma di un Paese marcio sottostante che lo sostiene e lo alimenta. Monti & Co. sono una delle tante forme di trasformismo politico, in grado di colpire i deboli per proteggere i forti, attentissimo a non colpire i banchieri ed il Vaticano, ma insensibile ai richiami dei disoccupati, delle fabbriche, dei lavoratori, della Cgil. Assolutamente indifferente alle critiche. Perchè? Perchè trova il consenso e il sostegno di ABC e di tutte la forze politiche che pare siano l’unica cosa che conta davvero per conservare il potere.

        Se le persone che hai nominato non fossero state soltanto delle eccezioni che confermano la regola generale, oggi non staremmo qui a parlare di corruzione, nè di perdita di credibilità da parte di certa politica.


  4. certo che stavano incazzati forte su al nord per sentirsi sottomessi ai crucchi: oggi pagherebbero
    viceversa noios del centro staremmo ancora con sua santità e le novene
    ed al sud, si nun era per quer rompiballe del generale, co francischiello
    però dal titolo, me so’ precipitato, ma mai e poi mai avrei creduto de dovè parlà de patrioti
    imbrogliona


  5. E siamo al dunque:
    Caro Barone, ma quegli italiani che hanno ricostruito l’Italia, che l’hanno migliorata, che in 50anni l’hanno scolarizzata per esempio (con tutti i limiti), io mi sono laureata e mio nonno era un contadino che ha preso la quinta elementare a 60anni… quella gente eravamo (siamo) noi.
    Ci sarà stata una mutazione genetica?
    E i motivi li abbiamo sviscerati, più e più volte da queste parti, ma se qualcuno volesse rinfrescarsi con un pò di antropologia basterebbe andare a rileggersi Pasolini, e “la scomparsa delle lucciole”.
    Ma così come è stato possibile che gli italiani abbiano accettato vent’anni di fascismo, (ma poi “una minoranza” è stato partigiana ed ha contribuito alla nostra liberazione, per poi rimboccarsi le maniche e rifondare questo Stato martoriato; così come è stato possibile che gli italiani abbiano accettatto vent’anni di berlusconismo, mi aspetto che “una minoranza” (Moretti nel suo “caro diario”, in sella alla sua vespa dichiara che lui starà sempre dalla parte della minoranza), una minoranza dicevo farà una lotta di liberazione per riprendersi la libertà.

    Non mi importa se sono sola a combattere, non mi sento nè eroica nè una mosca bianca, mi sento una donna con le sue idee, e che tutti i giorni cerca (cerca) di essere coerente con queste.

    “Restiamo umani”, era la frase preferita da Vittorio Arrigoni. Con i nostri sbagli, i nostri sogni, con la voglia di non mollare mai.

    Qualcuno deve pur cominciare a fare il primo passo. Pensa se Ghandi l’avesse pensata come te. O M.L.King, anzi Rosa Park che ha sfidato “da sola” l’apartheid… (lei non era un’eroina era solo una donna stanca che voleva sedersi sull’autobus)…

    Caro Fracatz , se pensavi che il mio titolo fosse riferito al “battere” romanesco delle puttane, mi spiace…🙂 Mai fidarsi delle apparenze…


  6. Orgoglioso di essere italiano… Oddio, non saprei onestamente, anzi dubito, soprattutto in questo momento. Potrei più esser orgoglioso di esser sardo e star accanto a quei lavoratori, che son quelli i sardi veri, mica quelli che stanno in via Roma o viale Trento. Per ora però vorrei continuare ad essere Pesa, e basta.


  7. peste li colga !



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