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Cellino il narciso sradicato

25 settembre 2012

 (lo stadio Is Arenas un giorno fa)

In questa povera Italia non c’è tanto da divertirsi, almeno per noi poveri cristi che siamo rimasti attaccati allo spread tutta l’estate: ne andava di mezzo la tredicesima.

Poi chissà come e perché queste iene economiche si sono calmate e ci siamo potuti dedicare alla sola cosa che unisce e divide gli italiani e che ci fa sentire nazione: il calcio.

E quindi sotto con i nuovi allenatori, (Zeman forever), con gli schemi, con il calcio mercato (“che ci serve un centrocampista”).

Tutto questo dedicarsi al pallone, serviva per non pensare, per avere un attimo di respiro, per sentirsi liberi anche di dire qualche parolaccia, con gli amici e familiari davanti a un buon bicchiere guardando la partita.

A noi poveri umani che abbiamo scelto di tifare Cagliari, da quel dì che abbiamo avuto l’uso della ragione, non è dato.

Sono anni che mi lamento del presidente della mia squadra, anni che prima del campionato mi ripeto: “Niente, quest’anno faccio sciopero” ma poi, quando la squadra scende in campo tutto si ferma, e stai lì con gli occhi spalancati a cercar di capire se: “Ma si sarà ripreso Naingolan, e Conti? Ci manca la punta, cavolo, ma Ibarbo?”. Quest’anno però Cellino ha passato il segno.

Mi sono vergognata come una ladra, quasi che fosse una colpa tifare per i rossoblù.

Massimo Cellino ha senz’altro problemi di identità e ci fa scontare il suo narcisismo da padrone delle ferriere ogni campionato. Con lui gli allenatori sono trattati come se fossero operai della Fiat iscritti alla CGIL sotto Marchionne. “Alla prima che mi fai, ti saluto e…”.

Usa i tifosi organizzati come longa manus per ricattare sindaci, commercianti, giocatori.

Ma non era ancora successo che in tutta la sua megalomania, (si crede il padrone delle ferriere dei primi del ‘900), chiedesse ai tifosi di ribellarsi ad un’ordinanza delle istituzioni.

Che lui non è stupido: sa benissimo che in Sardegna gli animi sono esacerbati, non certo per il calcio, e che basta una fiammella per far esplodere le piazze. Contava su questo il signor Cellino: creare lo scontro tra le forze dell’ordine e i tifosi, per poi ricattare prefetto, questura, giornalisti : “Aprite lo stadio e basta”.

Che lui alle regole non ci sta.

Che lui si crede il padreterno perché con il suo sorrisetto riesce ad incantare FIGC Coni Galliani and co.

Che lui voleva fare uno stadio a pochi metri dalla pista d’atterraggio dell’aeroporto, perché i terreni erano suoi e…

Che lui non l’ha mai pagato il canone al Comune, ma voleva che il sindaco gli aggiustasse lo stadio, compito che invece gli spettava.

“E allora io vado a giocare a Trieste”. Voleva l’insurrezione armata dei sardi, come ai tempi di G.M.Angioy. Poi ha capito che non era conveniente portare la squadra ogni 15 giorni ai confini con la Slovenia.

Allora ha messo in croce un sindaco dell’hinterland che ci è cascato come un pollo, e si è accordato: “Ti faccio lo stadio nuovo, così mi faccio pubblicità”. Ma il tempo è tiranno, e lo stadio non è ancora in sicurezza.

Avoglia a dirgli che non può essere autorizzato l’ingresso ai tifosi. Non basta il prefetto, il questore… no.

 Lui vende i biglietti e gli abbonamenti e bon… poi si vedrà…

Le regole gli stanno strette. Come al suo grande punto di riferimento: quel Berlusconi che per il suo compleanno gli regala la comproprietà di Astori.

Ora: in Italia non c’è nessuno che rispetta le regole, perché tutti si credono furbi. Ma stavolta Cellino l’ha fatta grossa, pensava che anche questa volta gli andasse bene, un po’ di casino tanto per gradire e poi…

E poi la partita è stata annullata dal prefetto: “per pericolo di ordine pubblico” e il Cagliari penalizzato di tre punti tre… che noi che siamo sempre in bilico tra la A e la B, e per fare tre punti a fine campionato non ci dormiamo la notte.

Mi sono vergognata. Non ci volevo credere. E poi era un’occasione: non c’era Totti, né De Rossi, né Osvaldo, forse potevamo…. una seconda patita a porte chiuse certo non è il massimo ma…

Invece per questo uomo non cresciuto, che organizza serate rock per strimpellare la chitarra, che lui voleva essere il capo di un rockband, e ancora non gli è passata, lui che allo stadio porta il CD rochettaro da suonare a tutto volume, per tutti; questo ragazzo canuto che quando è inquadrato dalle telecamere fa scongiuri come se fosse un capo tribale, questo irresponsabile patentato, che ha la residenza a Miami, perché altrimenti il fisco gli porta via pure le mutande;questo accanito fumatore che dimentica di farsi la barba (come Marchionne), per far credere che lavora molto, questo Massimo Cellino ha avuto il coraggio di dire: “L’ho fatto per evitare il caos”.

E meno male che i sardi sono molto più in gamba di chi si crede loro padrone, e allo stadio non ci sono andati. Forse anche loro sono stanchi, finalmente, degli arruffapopoli.

 

 

 

 

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6 commenti

  1. è che in italia in genere abbiamo l’abitudine malsana
    di considerare certe persone certe personaggi
    come folklore (che ne so, vedi Borghezio).

    Comunque se non fosse stato per Cellino
    e quando mai saremmo tornati da una trasferta
    con 3 gol fatti e nessuno subito? 🙂


  2. Non lo so. Non so che pensare. Non so che dire riguardo la vicenda Cellino. Non so che pensare riguardo al calcio. Non lo so.
    So solo che la gente sarebbe andata comunque fuori dallo stadio, e so che Is Arenas come quartiere non è il massimo.
    Ma a me che mi frega, io la partita, se proprio la voglio seguire, la guardo da casa di Giovanni, affacciato alla finestra della cucina per vedere la porta della curva Nord e dal bagno per vedere quella della Sud.


  3. p.s. Cellino si è appena dimesso da presidente del Cagliari. Strano, eh.


  4. condivido appieno, salvo il fatto che tu definisci come furbi questi personaggi che sono la maggiranza del favoloso bobbolo tajano, mentre io li classifico come piccoli mafioncelli beneficiati dal condono prima confessionale e poi eucaristico (loro si assicurano anche l’aldilà)


  5. finalmente ! Speriamo non ne arrivino altri …


  6. @buendia tu si che se bravo a girare il coltello… 🙂 Zeman però anche se ha le difese fragili, in cambio ha una dignità che è raro vedere in un campo di calcio.

    @Pesa, amico mio, non credo di aver parlato di calcio. Almeno non solo. Il calcio è la punta dell’iceberg di questa italietta senza regole. O se regole ci sono vengono aggirate da chi “senefrega”… Beato Giovanni comunque!
    P.S. Se Cellino si è dimesso, è stato perchè così non lo sospendono.

    @Fracatz, io non è detto che è furbo. Si crede furbo. Che è un’altra cosa. Infatti chi si crede furbo, prima o poi viene beccato col sorcio in bocca.

    @Jard , purtroppo la mamma dei cretini….



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