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I segreti delle donne

13 aprile 2012

 

Le ragazze di Roma in aprile

mettono calze a rete e scoprono

le gambe di passi leggeri.

Vanno

con il sole sulla pelle

le labbra schiuse

ai marciapiedi viola di glicini.

Si appropriano della città

coi passi lunghi che mangiano

le vie. I sogni a tracolla.

Dietro le lenti scure

puoi scoprire per un attimo i loro

luccichii, quando d’improvviso

sanno

che anche tu come loro

aspetti la sera per mettere

la mano in quella del tuo

compagno di viaggio.

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9 commenti

  1. Chi conosce Roma in aprile sa che al primo sole le donne non vedono l’ora di indossare leggerezze, scoprire le braccia e le gambe e coprirsi gli occhi.
    Sono bellissime da vedere le donne romane, le donne innammorate, le donne sorridenti.
    Rispecchiano la bellezza di Roma in aprile, quando la città si ricopre di nuovi colori.
    Ai Parioli i glicini la fanno da padroni e tutto sembra diventare più luminoso.
    A volte la mia città mi manca.
    O forse mi manca quel sentirmi leggera e innammorata…
    (Sintomi di vecchiaia 😉 )


    • Non conosco Roma, ahimé, ma la poesia mi è piaciuta tanto lo stesso 😉


      • Ma grazie davvero! A me piace l’ironia del tuo ultimo post. (Sul tuo blog 🙂 )


  2. Pissi pissi bau bau eeehhhh…..
    pissi pissi bau bau eeeehhhh…..(i segreti)

    come mai non ti senti leggera?
    se ti sei appesantita con le feste, approfittane per fare un po’ di movimento


    • allora dillo!
      Io pesante?! Naaaaa, ma se è una vita che cerco una 44!


  3. Ma sai che sei davvero brava a scrivere in versi? Mi piace il tuo modo di poetare…

    Ho provato ad immaginare Roma, i glicini dei Parioli, le donne innamorate con vestiti leggeri e corti ed occhiali da sole… brrr… sono cose che fanno emozionare e sospirare…meglio di no, va…


    • E da quando in quà emozionarsi e sospirare è “peccato”!
      Come sono contenta che riesci a vedere le mie immagini, e che ti piacciano.

      Bar?!
      Non è che te stai a fà frate trappista eh?! 😉 Che male c’è a pensare e guardare le donne? Stai ‘n’altra volta co’ una gelosa?!

      Scrissi questa poesia dopo una giornata a Roma in aprile, ero felice, mi sentivo donna e innammmorata e guardandomi intorno mi accorsi che le donne sapevano essere belle, indipendenti, sexi, felici anche se in un autobus romano.
      Le donne quando amano si riconoscono tra loro e da lontano pure. 🙂


      • Manuuu!!! Che c’entra il peccato? Io le guardo e come le donne, mica ho smesso! Per me, è come fumare. Non riesco a togliermi il vizio. La differenza è che, qualche anno fa, oltre a desiderarle, provavo anche a farle entrare nel mio mondo. Ed io provavo ad entrare nel loro. Ora, non ci provo più. Ho il terrore di impelagarmi in storie complicate e tormentate. Forse, come dicevo prima, non ho più nemmeno la forza di sostenere quelle emozioni. Saranno i primi sintomi della vecchiaia?


      • Ah, ecco! E’ la differenza tra la irresponsabilità e la maturità, ma questa è un’altra cosa.

        Non credo tu volessi entrare nel loro mondo.
        Ma solo in qualche “pozzo profondo” (metafora elegante 🙂 ) perchè il mondo non è di nessuno se si divide in due. 🙂

        Questa voglia degli uomini, per noi donne (quelle che non scopiazzano la libertà maschile), è sempre molto difficile da capire.

        Sono del parere che far entrare un’altra persona nel tuo corpo è talmente vicino all’assoluto, che davvero non capisco come per gli uomini una vale l’altra. Entrare dentro una o l’altra dico.

        I sardi dicono “basta ki siada”.

        Poi innammorarsi è un’altra cosa che desiderare di entrare “nel mondo” di qualcuno, e diventa un problema complicato, sopratutto se ci si innamora della persona sbagliata. Il che per noi masochisti è molto molto facile.

        Io ho amato e tanto. Pensando che il mio amore sarebbe bastato a rivoltare il mondo.
        Mi sono sbagliata.
        Succede! Ma non per questo mi tiro indietro all’amore.
        Solo che non mi innammoro più. Che è una cosa diversa.
        E oggi vorrei un amore che mi fa star bene, e non soffrire. E so molto bene cosa mi farebbe soffrire.
        Questa è maturità. Mi conosco, so cosa voglio, ma sopratutto NON voglio. Non è sentirsi vecchi è aver imparato a rispettarsi.
        Aciao…



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