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Il mistero del poeta

4 marzo 2012

12 commenti

  1. Ci nascondiamo di notte
    Per paura degli automobilisti
    Degli inotipisti
    Siamo i gatti neri
    Siamo i pessimisti
    Siamo i cattivi pensieri
    E non abbiamo da mangiare
    Com’è profondo il mare
    Com’è profondo il mare

    Babbo, che eri un gran cacciatore
    Di quaglie e di faggiani
    Caccia via queste mosche
    Che non mi fanno dormire
    Che mi fanno arrabbiare
    Com’è profondo il mare
    Com’è profondo il mare

    E’ inutile
    Non c’è più lavoro
    Non c’è più decoro
    Dio o chi per lui
    Sta cercando di dividerci
    Di farci del male
    Di farci annegare
    Com’è profondo il mare
    Com’è profondo il mare

    Con la forza di un ricatto
    L’uomo diventò qualcuno
    Resuscitò anche i morti
    Spalancò prigioni
    Bloccò sei treni
    Con relativi vagoni
    Innalzò per un attimo il povero
    Ad un ruolo difficile da mantenere
    Poi lo lasciò cadere
    A piangere e a urlare
    Solo in mezzo al mare
    Com’è profondo il mare

    Poi da solo l’urlo
    Diventò un tamburo
    E il povero come un lampo
    Nel cielo sicuro
    Cominciò una guerra
    Per conquistare
    Quello scherzo di terra
    Che il suo grande cuore
    Doveva coltivare
    Com’è profondo il mare
    Com’è profondo il mare

    Ma la terra
    Gli fu portata via
    Compresa quella rimasta addosso
    Fu scaraventato
    In un palazzo,in un fosso
    Non ricordo bene
    Poi una storia di catene
    Bastonate
    E chirurgia sperimentale
    Com’è profondo il mare
    Com’è profondo il mare

    Intanto un mistico
    Forse un’aviatore
    Inventò la commozione
    E rimise d’accordo tutti
    I belli con i brutti
    Con qualche danno per i brutti
    Che si videro consegnare
    Un pezzo di specchio
    Così da potersi guardare
    Com’è profondo il mare
    Com’è profondo il mare

    Frattanto i pesci
    Dai quali discendiamo tutti
    Assistettero curiosi
    Al dramma collettivo
    Di questo mondo
    Che a loro indubbiamente
    Doveva sembrar cattivo
    E cominciarono a pensare
    Nel loro grande mare
    Com’è profondo il mare
    Nel loro grande mare
    Com’è profondo il mare

    E’ chiaro
    Che il pensiero dà fastidio
    Anche se chi pensa
    E’ muto come un pesce
    Anzi un pesce
    E come pesce è difficile da bloccare
    Perchè lo protegge il mare
    Com’è profondo il mare

    Certo
    Chi comanda
    Non è disposto a fare distinzioni poetiche
    Il pensiero come l’oceano
    Non lo puoi bloccare
    Non lo puoi recintare
    Così stanno bruciando il mare
    Così stanno uccidendo il mare
    Così stanno umiliando il mare
    Così stanno piegando il mare

    Tutto su Lucio Dalla: http://www.musictory.it/musica/Lucio+Dalla


  2. io mi sto preparando, è questa la novità


  3. Preferisco Anna e Marco, un vero romanzo in musica, ma anche questa mi piace molto, recentemente ne hanno fatto una cover una decina di artisti assieme


  4. ce l’ho in vinile questa.
    mi piace tantissimo ascoltarmela soprattutto in questi giorni.
    e devo dire che sto scoprendo solo ora tante belle canzoni di lucio dalla che non conoscevo. Ma belle davvero.
    Insomma tanto belle da essere veramente “pop”, trasversali.
    Solo i grandi riescono a rivolgersi a tutti.


    • Abbiamo in comune anche questo dunque!
      Il vinile.
      E un pò di trasgressione che ci fa piacere Lucio.


  5. Alle Isole Tremiti, dove tarscorreva le vacanze estive, gli avevano da poco eretto un monumento e intitolato una piazza… ma allora è vero che porta sfiga e conviene rimandare tutto a dopo?😦


    • Si, ho bloccato i lavori sotto casa mia. Volevo fare una statuetta in tuo onore a forma di.. sto..barone, ma se porta sfiga meglio lasciar perdere. La farò dopo!


      • Ecco…meglio dopo, Didì…

        Frà mi ha mandato un sms. Il suo pc è in riparazione…Mi ha detto di passare di qua, per vedere se è tutto ok…

        Come i metronotte, lascio il bigliettino vicino alla saracinesca…🙂


  6. AAccccciderba Fràààà! Torna sta casa aspettatt’è. Firmato la Portinaia. Ho trovato il bigliettino del metronotte. Quindi è passato,tutto regolare.🙂


  7. Bar, ti devo un caffè!
    Chediotibenedica. Ma lo sai che è bello avere un amico da queste parti…

    Il PC non aveva poi niente di particolare, solo incriccato.
    Meno male che io ho un amico che si chiama Mario e che sa tutto sull’internario computeroso.

    Non è che ho tanto tempo per gironzolare su internet, ma sapere di non potere… sigh!😦


  8. Bentornata, Lella!

    Ho appena letto il tuo post tutto fiori e primaverile e ti trovo benissimo di umore!

    Una ventata di ottimismo era quello che ci voleva…io ho una certa mosceria da lunedì-inizio-settimana e non ho voluto imbrattare i tuoi commenti, quindi, te la lascio qui…😦


    • Bar è vero sono di buon umore, anche se spossata.
      Cje ti devo dire, la tua scelta di non “imbrattare” il mio muro di parole, mi è sembrato di una delicatezza …. ma davvero un pensiero affettuoso e tenero e così inusuale in un uomo…
      Sarà per questo che ti voglio bene?
      A parte che tu non imbratti ma requilibri.
      Tu sei la mia parte maschile e razionale, senza di te che mi prende in giro o mi ridimensiona la parte a volte troppo sognatrice e parolaia, sarei persa… Non avrei lo specchio in cui guardarmi e…
      Vabbè, mo’ te sto a fà un sacco di complimenti…
      Ma è perchè mi hai curato i gerani.

      Arriva anche per te la primavera, non puoi sfuggire.🙂



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