h1

Pollock cacio e pepe

22 febbraio 2012

Mostra Guggenheim Roma: "Numero 18" di Pollok

In questo ponte carnavalesco, ho trascorso una mattinata al Palazzo delle Esposizioni dove ho visitato una mostra bella e ben ambientata, dal titolo il Guggenheim l’avanguardia americana 1945-1980

Peggy Guggenheim con la sua sapienza e  l’occhio lungo, raccolse i lavori di artisti che cercavano nell’America la libertà di sentirsi turbati dalla guerra e  dell’arte, e che esploravano mondi nuovi, non solo metaforicamente

E’ stata una fortuna avere a disposizione per la propria anima queste opere. Le rincorrevo da un pò,  mancavano alla mia passione, sarei dovuta andare in America, il che, per ora,  la vedo difficile.

Una prima impressione (espressionismo astratto🙂 ) è l’accostamento da ossimoro di opere astratte esposte in locali che “riproducono”  il classicismo. Un affronto per colui che fece costruire questo freddo e buio palazzone, con colonne imponenti e lunghi scaloni .

Tanto per dire come passa il tempo; e mai quando fu costruito si sarebbe immaginato che avrebbe un giorno ospitato quest’arte degenerata.

Il tempo passa e per fortuna.

In mostra era collocata anche un’opera di Hueber, sul passaggio del tempo, davvero sorprendente.

Ma il mio preferito è Pollock. I suoi lavori sembrano improvvisati, ma basta soffermarsi un pò  per capire l’armonia, l’ equilibrio, la ricerca: dei colori, dei segni, del gesto.

Ho girovagato nell’ordine così poco astratto🙂 in cui sono suddivise le opere.

Silenzio e sorrisi; che è bello ritrovarsi tra persone che pagano per riempirsi gli occhi di bellezza e intelligenza.

Alla visita  ho invitato una amica che di arte non è proprio una estimatrice, ma che ha gradito, anche perchè io ero così entusiasta che devo averle trasmesso il mio appassionato interesse; e spiegavo, parlavo, rispiegavo, e devo esserle sembrata un pò esaltata.

La riflessione finale è stata che dal dolore nasce sempre una costruzione positiva: di parole, musica, o colori. In questo caso anche di nuova forma.

Per cui, ora, mi aspetto un esplosione di giovani artisti italiani che manifestano questa crisi disastrosa, (Roma l’ho trovata sporca, triste, opaca, grigia, un suk arabo: confusione e rumori).

Poi io e la mia amica siamo andate a mangiarci due tonnarelli cacio e pepe al Rione Monti e ci siamo raccontate la vita.

Stamani mentre andavo al lavoro e ripensavo alle emozioni (non solo del cacio e pepe), mi sono sentita una ragazza fortunata e mi è venuto spontaneo cantare.

 

 

8 commenti

  1. già per fortuna il tempo passa e succedono cose che se gliele avessi dette anni fa ai diretti interessati gli sarebbe venuto un infarto.
    Le opere dei futuristi stanno in un museo (in un Museo!)
    io nella mia borghese automobile
    mi metto un cd di una band ultra punk e nichilista di 30 anni fa

    In fondo è un bene tutto questo.


    • Sono precisamente in accordo!
      E’ un bene che i futuristi stiano in un museo… e che ti piacciano i Clash.

      Vuol dire che siamo diventati grandi😉


  2. Cacio e pepe, che spettacolo.
    Ah sì certo, anche Pollock🙂


    • Se hai presente i cacio e pepe che fanno nella mia città, capisci che danno la stessa emozione di un Pollock, che oltretutto non profuma!
      Visivamente sono ugualmente aggrovigliati e puntinati di nero…

      Chetelodicoafà


  3. A proposito di arte e auto (benzina) e di arte classica proiettata nell’arte contemporanea, segnalo questa interessante iniziativa promossa dall’Eni (Ente Nazionale Idrocarburi).

    A Milano, da novembre fino allo scorso gennaio, hanno esposto due quadri (“L’adorazione dei pastori” e “San Giuseppe Falegname”) di Georges de La Tour, pittore fiammingo che si rifa un po’ al nostro Caravaggio. Le opere sono state “prestate” dal museo parigino Louvre.

    Sulla mostra, guarda questo video.

    Sul primo quadro (“L’adorazione dei pastori” )…

    Sul secondo quadro (“San Giuseppe Falegname”) …

    Finita la mostra, che ha visto ben 210.000 visitatori, il testimone è passato a sei giovani artisti (di età tra i 30 e i 35 anni), appartenenti alla “street art” (quelli che fanno graffiti sui muri per strada), che, ispirandoisi ai quadri di La Tour, hanno dipinto un muro alto 9 metri in una sola notte, con una performance (intitolata “Scambio d’autor”) durata 17 ore, riassunte in questo video…

    Il muro verrà poi ricostruito ed esposto nello spazio “Superground” nella periferia sud di Milano (Romolo), un luogo nato dalle ceneri di una vecchia mensa operaia.

    Così l’arte è diventata il trait d’union tra il passato del pittore francese ed il presente di sei artisti contemporanei, provenienti da differenti correnti espressive (poesia da strada, arte pop, street art, graffiti). Tra i vari artisi, c’è Ivan, un poeta che utlizza le strade di tutto il mondo come pagine bianche per scrivere i suoi versi.

    Gli artisti all’opera…

    Per leggere anche gli interventi di tutti quelli che hanno partecipato a questa stranissima manifestazione, vai sul sito :

    http://www.lucisullarte.it


  4. Ma grazie!

    Peccato non esserci. Vivere lontano da queste grandi città in cui si ha la possibilità di allargare le proprie conoscenze a volte mi fa sentire davvero ai margini.

    Da queste parti per vedere qualcosa di interessante occorre andare al MAN di Nuoro, dove una giovane, coraggiosa e competente direttrice, (si chiama Collu e il cognome farebbe pensare a una sarda, almeno di origine), non si è mai accontentata delle ovvietà. Infatti l’hanno trasferita in un museo più grande e famoso: il Mart di Trento.

    Prima o poi capiterò a Milano per vedere i lavori dei ragazzi che si sono ispirati a La Tour.
    L’Eni ha così tanti peccati da farsi perdonare che trovo giusto che espii con la cultura.

    Ma tu ci sei stato?
    Hai visto?

    A prima vista, io che sono una caravaggista fanatica (non ho visto la mostra a Roma, perchè c’era un chilometro di fila e non avevo prenotato via web, sigh!), e mi sono fatta il giro delle sette chiese per ammirarlo, Caravaggio dico; trovo che la Tour sia troppo spirtuale per i miei gusti, troppo accondiscendente al potere… lui invece, il Merisi era un rivoluzionario… in tutti i sensi.
    Ah! Questi francesi e la loro grandeur…


    • Frà, detto tra noi, a me, la parola “Milano” fa un po’ impressione…


      • La parola? Milano?
        Non ti capisco Bar. Vuoi dire che non ti piace Milano?
        Ma nemmeno a me!

        Io poi che ho scelto di vivere in culo al mondo…

        Una città, però, offre cose che noi umani…

        Devo scrivere un post sulla mia unica giornata passata a Milano, forse erano due, anzi tre. Tre giorni su cui ho scritto un piccolo racconto, che chissà dov’è…



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

milena edizioni

Casa Editrice (milena.edizioni@gmail.com)

poesieinformadidiario

"Luoghi, personaggi ed emozioni sono intenzionalmente veri"

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

sfrattattidisplinder

Just another WordPress.com site

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: