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Il silenzio degli addii

1 ottobre 2011

Il tempo non aiuta.
Chi l'ha detto non sapeva cosa può farti nel corpo l'assenza. 
Piccoli aghi penetrano nel corpo tutte le volte che pensi: "mai più".

E scendono sempre più in profondità ad ogni respiro, ogni ricordo, ogni nostalgia.

Mai più e sono stati pianti, vuoti che rimbombavano, urli soffocati, logiche incompresnibili, brandelli di cuore e di anima.

Fino a un momento prima lavoravo, stavo leggendo, cantando e poi… tutto si è fermato.

E tutti i momenti meravigliosi passati insieme, ora bruciano come braci sulla pelle, perchè ogni minuto, ogni mese, anno, da quella frase, la ferita continua ad allargarsi e diventa voragine, la bocca di un vulcano silenzioso sempre pronto a svegliarsi.

Si entra in una dimensione di sofferenza lancinante. Non ti dai pace.
Il taglio che ti ha spezzato da quel legame, per cui hai vissuto in simbiosi per anni, ha interrotto l'energia vitale, e cerchi un motivo, uno qualsiasi per andare avanti.

Il tempo non aiuta e certi giorni sono più difficili di altri. 
Anche se si cerca di trasformare il dolore in qualcosa di buono o di bello.
Lo raccogli dentro di te il dolore, e trasformi l'odio, il rancore, la solitudine, il vuoto in un tentativo di accettazione, accoglienza, disponibilità, che cancelli il dolore.

Ma la parola "mai più" cancella gli abbracci, le litigate, i baci, le risate, i ragionamenti, le serate a guardare il mare,  i progetti, i consigli, lo studio, i viaggi, gli odori, i suoni, le voci.

Resti custode fedele dei ricordi perchè non li puoi strappare da te senza strapparti, romperti, corromperti.
Il tempo non consola perchè in questo tempo c'è solo il silenzio del "mai più", e tutte le voci che cercano di superarlo, lo amplificano.

E solo allora che il silenzio comincia a parlarci, in una dimensione nuova, tutta nostra.
In un mondo che non conoscevamo e che ci è stato regalato da chi se n'è andato.
 

22 commenti

  1. A volte, anche i silenzi parlano…

    Kant definiva l'uomo e l'umanità come fossero un ramo storto. Possiamo fare qualcosa per raddrizzarlo? No. Perchè il fatto stesso che noi ci guardiamo dentro, suscita in noi il senso del limite. E quindi la perdita dell'innocenza. Noi non siamo innocenti. Il leone sche sbrana la gazzella è assolutamente innocente, perchè esercita un bisogno primario e non ha coscienza di sè. Non esiste il problema della colpa per gli animali. Così come non eiste il problema della colpa per i neonati fino ad un anno o un anno e mezzo…non parlano, non dicono "io", perchè l'identità significa "io e te" o "io e voi" oppure "io e il resto del mondo". Io e la morte.

    Quando riesci a definirti come identità, a quel punto, emergono le contraddizioni. E quindi non sei più innocente, perchè nascono i sensi di colpa e a quel punto non sei più un legno diritto, ma sei un ramo storto.

    L'uomo (e la donna) sono rami storti ed imperfetti che agiscono spesso in base agli istinti. Per questo diventano incomprensibili e nemmeno le parole riescono a spiegarli. Solo il silenzio può darci delle sensazioni di comprensione. Se proviamo a cercare di capire cosa sono gli istinti, pensiamo a qualcosa che sta dentro di noi, in un luogo nascosto e misterioso. Come se i nostri istinti alloggiassero dentro ad una caverna. Come immagine metaforica, puoi pensare al vulcano e alla sua lava. Quano la lava esce dal vulcano, immediatamente, venendo a contatto con l'aria si solidifica. La lava dentro al vulcano è sempre fiammeggiante, è fuoco liquido, ma acquista una sua solidità, man mano che esce dal cratere e scende a valle, giù per la montagna. La lava, con il tempo, si raffredda e diventa un'altra cosa.

    E' come l'istinto che, quando erompe, di colpo, diventa sentimento…quindi, anche le sofferenze dell'amore o la brama dell'amore diventano sentimenti amorosi di vario tipo: l'amore di sè, l'amore per gli altri, l'amore per l'altro/a… ma quando sta nella caverna, l'istinto è ancora allo stato di fuoco liquido ed è solo quando erompe e viene a contatto con la nostra razionalità, che cambia…ù

    Così, i nostri pensieri ed i nostri ricordi, quando riemergono, anche dopo molto tempo, diventano lava incandescende che brucia e poi si raffredda, diventando altro…magari anche un respiro, o un dolore o un silenzio pensieroso…


  2. oh my god, piccola 
    oh my god 


  3. Quando è finita, se non ci puoi fare nulla devi accettare anche il dolore. A volte sembra di morire di dolore, ma non si muore. 
    A volte hai solo voglia di cullartici dentro, come stai facendo ora. Ma alla fine il tuo istinto di sopravvivenza trova qualcosa di cui gioire. Alla fine a tutto ci si adatta, si mastica e si digerisce. I ricordi non svaniscono mai, però.
    Ho pensato a quei coniugi anziani, che hanno vissuto cinquant'anni in simbiosi, insieme, affrontato tutto insieme e finiscono con l'assomigliarsi in tutto, perfino fisicamente e poi uno dei due se ne va. Quasi sempre, a poca distanza di tempo, se ne va anche l'altro, perchè l'anziano, debole, senza più futuro si lascia andare. Allora mi vengono i brividi, e invidio un po' quella loro vita che ha avuto un senso. Per un po' la tua vita di coppia ne ha avuta.
    Hai provato qualcosa di bello e di grande, che molta gente nella loro piccola vita si sono lasciati sfuggire, o si negano per non soffrire o non hanno mai avuto la fortuna di provare. Lo so che sono parole inutili. Sei tu che ti senti così, cosa ne sanno gli altri? Un bel niente. Un abbraccio lo stesso per te.


  4. E’ vero che quando si tratta d’amore, e soprattutto della sofferenza che questo ti procura, ogni sensazione, emozione, sono assolutamente personali e soggettive, quindi qualsiasi cosa si dica, se la persona interessata non ne è convinta, serve a ben poco. Posso soltanto parlare della mia esperienza personale e riconoscere che davvero il Tempo aiuta tantissimo. E che a volte siamo proprio noi ad ostacolare il suo lavoro, perché ci ostiniamo a NON voler dimenticare.  Non vogliamo dimenticare, perché a volte ci fa sentire più sicuri un vecchio ricordo conosciuto, sebbene doloroso, piuttosto che concentrare i nostri pensieri su sogni, desideri, progetti futuri, proprio perché sconosciuti. Bene, io in qualche modo ho imparato a “pilotare” i miei pensieri. A volte mi sono lasciata travolgere dalla nostalgia, ma poi mi impongo di rivolgere i miei pensieri a qualcos’altro e….funziona! C’è un giorno, perché prima o poi arriva quel giorno, in cui ti accorgi che senza bisogno di “imposizioni”, hai smesso di ricordare e, quindi, di soffrire. C’è poi un altro pensiero “guida” che ho imparato ad ascoltare, da 10 anni a questa parte: nessuno, dico nessuno, ha il diritto di influenzare e condizionare la mia serenità personale, la mia voglia di vivere, i miei sogni. Nessuno merita di togliermi tutto questo. Anzi, nel momento in cui sento che tutto questo possa essere minacciato da qualcuno, comincio a pensare che quel qualcuno non sia la persona giusta per me e comincio il processo di “eliminazione”. Lo so, è un grande lavoro celebrale. In tutto ciò l’emotività non esiste, non c’entra, ma io penso questo: siamo fatti di razionalità ed emotività. Ci sono momenti in cui è giusto lasciare libero sfogo all’emotività e momenti in cui la razionalità può diventare davvero la tua unica salvezza e la usi. Io sono l’unica padrona di me stessa.

    P.S. L a metafora del vulcano e della lava di Bar è molto bella, ma non ho capito. Cosa vorresti dire, Bar, che ogni amore nasce prima come istinto e poi si trasforma in amore?


  5. Cosa vorresti dire, Bar

    Volevo dire che gli istinti, a volte, ci portano a fare cose irrazionali, ma che poi con il tempo si trasformano…come i ricordi… anche quelli amorosi di sensi…

    Tu parli molto di razionalità. Ma anche di spirito di sopravvivenza. Se ti accorgi che qualcosa o qualcuno può farti male, per proteggerti, la elimini. La cancelli. Credo sia giusto e condivido questo pensiero di buone intenzioni.

    Io, però, penso, che nello scontro-incontro tra cervello (razionalità) e cuore (amore, sentimenti, pulsioni, libido…se non crediamo all'anima, mettiamoci gli organii sessuali),  molto spesso, se non si è dei freddi calcolatori, prevalga il secondo al primo. E, quindi, non c'è razionalità che tenga. Il cratere del vulcano esplode e puoi metterci anche una cascata di acqua, perchè solo quando scenderà a valle (con il passare del tempo) diventerà altro…


  6. mai più ha un 'eco profondissima


  7. @bar@fracatz@Didi@Soles

    Credo che le vostre parole diano risposta a tutte le volte che ho pensato: "che ci faccio qui!?"

    Se qualche volta mi è venuto il dubbio, oggi siete riusciti a cancellarlo con le vostre parole amare dolci filosofiche istintive carezzevoli…
    Bar ha ragione SoleS sei così bravo a capire e descrivere i sentimenti e la ragione. 

    Ma un grazie particolare a @jardigno (nuovo frequentatore di cui sono orgogliosa) che mi ha regalato un verso poetico

    on un superlativo assoluto e una parola che sintetizza il rimbombo del silenzio…

    E si scende giù… giù… sempre più giù per ricordare come siamo diventati.
    Come sono diventata.


  8. Benvenuto al jardigno (ora, finalmente, ho capito che voleva dire Stregavento da Didì con quel suo "appoggino anche a jardigno"…io pensavo volesse dire una cosa – in dialetto – del tipo baci a pruvulina..).

    Però secondo me, Frà. qua manca un pezzo..o sono io che in questo periodo mi perdo dei pezzi o scrivete i post con l'inchiosto simpatico e io non lo leggo…

    un verso poetico

    on un superlativo assoluto e una parola che sintetizza il rimbombo del silenzio…


  9. l'inchiosto = inchiostro

    PS: Oh, Frà, se poi la frase è proprio così, mettece un testo a fronte, chè non ho capito che vor dì…


  10. Te lo spiega didi .. bar..
    jardigno ha scritto:
    "mai più ha un 'eco profondissima"

    e lei ha commentato "un superlativo assoluto e una parola che sintetizza il rimbombo del silenzio…"

    se non ci fosse didi bisognerebbe inventarla..uh quanta faticaa


  11. P.S.: salamino..😛


  12. Didi grazie cara grazie.

    E il Bar me lo fa apposta!

    Che lui in quanto a metafore e a risvolti poetici… quando non era ancora "vecchietto" ne scriveva di tutte e di più, per i suoi amori…

    Mò se va al mare nun trova manco l'acqua…

    Ah! Meno male che hannp scoperto che i neutrini sono più veloci della luce, e che il tempo non esiste… cazzarola!
    Così almeno il Barone la smette con questa rivolta contro la poesia..

    Sbaciuk a tutti e due,  i miei due acidissimi Mork e Mindy


  13. ogni parola che hai scritto è parte del mio recente passato. sallo.


  14. on un superlativo ….

    Grazie per la spiegazione, Didì, mi sa che che è quell "on" che mi ha portato sulla cattiva strada…ma tu perchè lo hai tolto? sapevi già che era di troppo come un pelo superfluo?

    Cmq è vero Frà, a me, la poesia non è mai piaciuto, forse perchè non la capisco…se mi devi dire una cosa o me la canti con la musica o me la spieghi per bene…sta cosa di mezzo me pare sia come nè pesce e nè carne…


  15. piaciuto = piaciuta


  16. ènno..
    il tempo che gran presa il culo mia cara..
    dire mai più poi..mica basta…
    haimè…..


  17. spiegazione per i baroni
    On era un CON (non è colpa mia è il dito che non mi ha ubbidito)

    e a proposito della poesia che…. se avessero premiato con il Nobel Bob Dylan come si vociferava, non saremmo qui a discutere sul fatto che la poesia è musica anche per le orecchie….
    ( e poi tu sei più poetico di quanto pensi)

    Per Kiut… se ti riferisci alla scoperta dei nutrini per cui la teoria della relatività forse è una bufala, ed esiste una 5^ dimensione… ti do ragione..

    dire MAI PIU' a volte è così definitivo che solo Lazzaro si è ricreduto..


  18. On era un CON

    Lo vedi che mancava qualcosa?


  19. Per quanto riguarda Lazzaro, per me c'era una spiegazione scientifica.
    Per quanto riguarda ipse, ora lo salliamo🙂
    Per ce qui concerne, Mork e Mindy..era troppo perfettaaa!!
    mi ha fatto ridere. Mork veniva da Ork!!
    Nano nano!!


  20. io sono Pork, non Mork…


  21. Sempre alieno sei..


  22. Mork veniva da Ork!!

    Sempre alieno sei..

    Didì, anche tu sei lunare, scè…



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