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Amour Fou

10 maggio 2011

  Ci sono cose che hanno un eterno ritorno, stanno lì e ogni tanto riaffiorano. Fanno parte di te perché vissute e mai dimenticate.
Rimangono lì, a scavare dentro.

Questo quadro di Picasso fu scelto come simbolo di una mostra d’arte che visitai. (Ho cercato sul web l’anno e il catalogo della mostra ma non sono riuscita a trovare né l’uno, né l’altro…. Questo post  è quindi una richiesta d’aiuto).
Il quadro  rappresenta Marie Therese Walter una delle donne di Ricasso.
Forse la più dolce e remissiva. (Basta soffermarsi sul ritratto per capire…).
Ma questo non servì a tenersi l’uomo a cui aveva dato anche una figlia.  
Qualcuno dice che Ricasso fosse incapace di amare. Io credo fosse soltanto incapace di essere fedele alla stessa donna per un periodo più lungo di quello che gli permetteva di esaurire l’infatuazione, la passione.
Tradiva le donne a cui giurava eterno amore, ma non voleva che loro lo tradissero o ricominciassero una vita “normale” lontane da lui. Rimasero legate al pittore per tutta la vita. Come la vittima al carnefice. Come Dio e il diavolo. Come un uomo e una donna che si sono amati.
 
Quando Pablo Picasso vede per la prima volta nel 1927, in una via di Parigi, la voluttuosa diciassettenne Marie-Therese Walter, è un quarantacinquenne infelicemente sposato.
Rimane subito affascinato dalla giovane e tra i due scocca un vero e proprio colpo di fulmine che influenza anche la sua carriera artistica.
"Un “Amour Fou” fatto di alti e bassi che, ora, una mostra allestita a NewYork, fino al 25 giugno prossimo, ripercorre nelle sue tante sfaccettature. Novanta dipinti, disegni e sculture a testimoniare un periodo di febbrile attività per Picasso, che con la Walter ha vissuto l’amore più duraturo della sua vita.

«Lei era estremamente remissiva, a differenza della prima moglie, la ballerina russa Olga Kokhlova, che era molto meno tollerante. Lo sosteneva e non era stupida, capiva le sue esigenze e lo perdonava sempre perché sapeva che fondamentalmente lui le apparteneva», ha raccontato al Washington Post il curatore della retrospettiva, l’ottantasettenne John Richardson, che ha dedicato sessant’anni della sua vita al pittore spagnolo, pubblicando una biografia di tre volumi, alla quale se ne aggiungerà presto un quarto.

Nel 1928 l’artista affitta una casa per la moglie, il figlio e la nurse a Dinard, in Bretagna, e sistema la giovane in un campo estivo poco lontano per poterle stare sempre accanto. Per nascondere la sua relazione con Marie-Therese agli occhi della consorte, Picasso ritrae l’amante con le sembianze di frutta e ciotole nelle nature morte, come si vede nelle due tele esposte alla Gagosian, nelle quali la Walter è ritratta come un incrocio tra una donna e un polpo o un calamaro.Un rapporto speciale consolidato anche dalla nascita di una figlia, Maya. «Tutte le mattine andava a prendere la Walter al campo, la portava in spiaggia e poi nel suo bungalow», spiega Richardson secondo il quale, alla morte di Picasso, per volontà dell’artista stesso, una statua della donna fu messa sulla sua tomba. Un amore folle, straordinariamente intenso, maledettamente esclusivo. Il 20 ottobre del 1977, quattro anni dopo la scomparsa del pittore spagnolo, la sua amata Marie-Therese s’impicca nel garage della sua casa di Juan-le-Pins, in Francia."

Se una immagine mi procura ancora tanto malessere vuol dire che non sono guarita. No no.
 
 

15 commenti

  1. Ehè questi artisti, così sensibili, così egocentrici, così quarantaciquenni infelicemente sposati…. li ritroveremo tutti all'inferno con noi e ci toccherà sostenerli, comprenderli, capire le loro esigenze anche nelll'aldilà


  2. Sai che goduria avere a che fare con i loro sensi di colpa!
    Io ho conosciuto un 45enne che pensava come un artista, (a proposito di sesso), ma non era per niente sensibile, no no…

    Comunque incontrare Picasso e : "Bè come va?! Vorrei discutere un pò con te delle Meninas…" sarebbe una figata….


  3.  
    Trovo il titolo del post, il quadro ed il post non molto belli perchè inducono a riflettere e a fare una quantità infinita di considerazioni. I commenti ridacchianti che leggo sono un po’ meno belli, perchè (davvero) chi è senza peccato scagli la prima pietra. Siete stati davvero così bravi e perfetti nei vostri rapporti di amore presenti, passati, futuri?
     
    Non difendo Picasso solo perché tifo per lui o gli somiglio (ma forse anche sì), ma perchè se, come nei delitti famosi, la gente si divide sempre tra “innocentisti” e “colpevolisti”, anche nell’amore io sarei sempre tra quelli che assolvono tutti (me per primo, ovviamente) e non condannano nessuno. Perché c’è chi controlla il politicamente corretto in amore e chi semplicemente ama.
     
    Non si tratta di essere buonisti, aguzzini o approfittatori, quanto piuttosto di vedere il rapporto di coppia come un cumulo di errori, di sopportazioni e di tolleranze.
     
    A voler essere obiettivi e distanti (dimenticando TUTTI e TUTTO quello che ci è accaduto in passato), un rapporto del genere è chiaramente “squilibrato”, perchè c’è uno che domina (Picasso) ed un’altra che subisce (la Walter) e, peraltro, alla fine, si impicca.
     
    A voler essere perfetti (e vorrei chiedervi – per mera curiosità – se voi che mi sembrate così sprezzanti lo siete o sentite di esserlo), sappiamo che un buon rapporto di amore paritario, si basa sul rispetto reciproco, sull’equilibrio,  sulla capacità di capire ed accogliere, sull’essere ciechi rispetto ai difetti dell’altro,  sulla sincerità, ecc.
     
    Ma sappiamo anche che l’amore, proprio perchè è una variabile indipendente dalla vita, può essere “folle e maledetto” (appunto), irrazionale come la gelosia, indomito come un cavallo selvaggio. A volte, incomprensibile.  E, quando (ti) capita è come una malattia incurabile, ahi voglia a farti bei discorsi sul come, perchè e quando, sai benissimo che non riesci più a controllarlo, a domarlo, a dirigerlo. Perchè sfugge ad ogni logica di razionalità e segue dinamiche imprevedibili.
     
    Per cercare di capire l’amore della Walter verso Picasso (che risulterebbe sicuramente antipatico e biasimabile ad una qualsiasi donna e lapidabile ad una qualunque femminista o post-femminista), bisognerebbe prima cercare di risolvere la questione di “Che cosa è normale in amore?”.
     
    Se l’unica finalità ammissibile dell’amore (come sostiene la Chiesa cattolica) è la procreazione, allora soltano il rapporto eterosessuale si può definire normale. E anche tra un uomo e una donna, la masturbazione, il sesso orale e perfino la contraccezione devono essere considerati aberranti. Il rapporto di coppia a scopo riproduttivo era il criterio ottecentesco della “normalità”.
     
    Eppure sappiamo anche che l’umanità ha sempre amato e fatto sesso sia al fine di riprodursi e sia per il gusto di trarre mero piacere. La parola “normale” non ha senso, secondo me, nell’amore e neppure nel sesso. La usiamo solo per capire che è l’opposto di “anormale”, come usiamo “buono” contro “cattivo”. Io la sostituirei con “accettabile”, perchè tutto quello che avviene tra adulti consenzienti e che non provoca danno, secondo me, è consentito in amore e nel sesso. Ovviamente, quando parlo di “danno”, mi riferisco a quello fisico (e anche su questo punto, un sadomasochista che considera la sofferenza fisica una forma di piacere, avrebbe da ridire) , perchè non credo esista al mondo un amore che sia anestetizzabile dalle sofferenze emotive, psicologiche, umorali (e pure su questo, qualcuno che pratica bondage potrebbe opinare che anche “essere legati” possa essere psicologicamente liberatorio).
     
    E, in effetti, è difficile trovare una formula universalmente accettata dell’amore e del sesso che possiamo considerare un “modello di comportamento” valido per tutti, se pensiamo che il marchese de Sade aveva in mente una donna “vittima” e non “complice”, alla quale veniva negato ogni diritto. Ma, ovviamente, per allontare subito questi pensieri, consideriamo certe pratiche sessuali perverse o addirittura delle forme di malattia mentale.
     
    L’amore tra la Walter e Picasso, visto in questa prospettiva (so che la mia opinione è discutibilissima e soggetta a svariate critiche) è solo un “diverso” modo di amare. Un uomo incapace di essere fedele alla stessa donna (e lo dici anche tu nel tuo post, cara Frà) e una donna che era convinta che lui le appartenesse (e questo, invece, lo dice solo chi ha dedicato 60 anni della sua vita a studiare le storie del pittore spagnolo, ma che probabilmente lo conosce e lo interpreta meglio di noi). Ma la statua della donna sulla tomba di Picasso messa per volontà dell’artista mi sembra un gesto significativo ed emblematico. E’ lei che è morta per lui o lui che, morendo, l’ha fatta morire?


  4. il commento è uscito in formato ridottissimo perchè detto sottovoce e spero che nessuno lo legga..


  5. Trovo il titolo del post, il quadro ed il post non molto belli

    Rileggendo, correggo:

    Trovo il titolo del post, il quadro ed il post molto belli


  6. Oh barons che palle, ho dovuto copiare e incollare per ingrandire le tue scritte tue..
    Comunque..si..io penso che gli amori maledetti possono starci..tutti gli amori sono possibili e accettabili, quando certe cose sono accettate da entrambi.
    Anche il tradimento, che io ritengo sempre sia meno importante della mancanza di amore, attenzione, rispetto o stima.
    Fa male, forse da morire, pero'..ci sono altre cose che uccidono l'amore.

    Lo so è una cosa strana dare meno importanza al tradimento che ad altro..pero' forse ho una mentalità meno italiana della vostra.

    L'etichetta di normale, o maledetto, la danno gli altri. Per chi lo vive è semplicemente amore.

    E secondo me lui sapeva amare molto. Evidentemente lasciava un segno che qualsiasi tradimento non poteva cancellare.

    Lei è morta perchè viveva per lui. Semplice come fare la polenta.
     

    E invece di scrivere tutta quella pappardella ILLEGGIBILE, tu avessi solo scritto: L'AMORE NON E' POLENTA?  (vecchio detto torinese, che vuol dire l'amore non ha solo due ingredienti, è molto più complicato).

    Aggiungo, visto che stuzzichi risposte e io sono particolarmente logorroica stasera, che sei un po' acidino nel dire che i commenti erano delle critiche. Ognuno esprime le sue idee, non siamo tutti uguali.


  7. Frà, mio fratello è un artista, pittore, scultore..è veramente bravo..
    Tre mogli, l'ultima delle quali ogni tanto mi scrive che si stanno distruggendo a vicenda, che lei lo vuole lasciare, o che lui la vuole lasciare (a periodi alterni). Lei in cura da uno psicolo da anni, e lui pare che beva troppo. Ha sempre avuto un carattere stronzo, ma con me è sempre stato dolcissimo perchè io sono la piccola di casa..
    Gli artisti, sono così. Prendere o lasciare.
    Altra categoria infame, i cuochi.. Mai lavorato in una cucina? Io si, sono capaci di lanciarti le pentole con tutta la roba dentro a volte, tanto sono pazzi. Pero' cucinano da dio..


  8. Allora Bar i tuoi "sussurri" mi sono costati un prolungato arrossamento della vista.

    Non so se vedevo rosso perchè avevi scritto che NON ti piaceva il mio post e il quadro oppure per i caratteri da formica…

    Quando  ho poi visto la tua precisazione ho detto, si si, proprio ad alta voce: aaaahhhhh!.
    Insomma mi sembrava strano tu non ti sentissi coinvolto positivamente.

    Mi associo a ciò che scrive Didi, non c'è nessuna critica in ciò che "viveva" Picasso.
    La mia è una presa d'atto.
    Infatti e qui te lo dico anch'io sottovoce: "se leggi il p.s. ti renderai conto di come lo sento e lo leggo quel rapporto".
    Dico quello tra Pablo e Maria Teresa.
    Ma ci sono altri esempi: Gibrain e la sua Mary?
    Montale e la sua Clizia..
    Ma quando mai mi azzarderei (io?) a giudicare un passionale pornografo come Picasso, quando nella mia vita sono stata legata a un "drago"?

    E come ben hai capito ancora "sto lì".

    Per rispondere alla tue considerazioni su ciò che è amore…
    Io credo che Pablo P. amasse le sue donne immensamente e appassionatamente;
    sarebbe stato importante e saggio, e avrebbe comportato meno sofferenza per tutti, P.Picasso compreso, capire che quando si desidera un'altra donna, quando si instaura con lei un rapporto amoroso, NON si dovrebbe mantenere  l'altro rapport:, il "vecchio". (Altrimenti hanno ragione i mussulmani…che sono bigami e più..)
    Ciò che in genere rimprovero agli uomini, in genere dico, è questo uso  di parole e fatti in maniera NON limpida, NON chiara, questo loro NON saper scegliere.

    E che cazz… e allora che passione è?!
    (la passione ti coinvolge completamente… non hai tempo che per lui/lei; infatti lui dipingeva M. teresa anche nella frutta… caspiterina….)

    Hai presente l'ultimo delitto di una giovane e bella donna.
    Si è venuto a sapere che mentre il marito prometteva amore eterno alla moglie, si portava a letto  le allieve a cui avrebbe dovuto insegnare l'arte della guerra e che… a una di queste prometteva che avrebbe lasciato la moglie etc.etc.
    E nessuno immaginava niente… parenti, amici, etc.

    Non giudico la passione folle e incomprensibile che può unire persone assai diverse per: anni, cultura, abitudini, valori… ma
    una passione tra due (senza il terzo incomodo) mi sembra già molto pesante da "portare".

    @ Didi grazie per il tuo commento da sorellanza. Un abbraccio.


  9. E’ vero. Solo dopo aver messo il mio microscopico commento (“microscopico” non solo perché scritto in piccolo, ma anche perché voleva osservare con la lente di ingrandimento alcuni aspetti dell’amore e del sesso dei quali mi interessava discutere con voi), mi sono reso conto di avevo tralasciato l’inizio e la fine del tuo post, Frà.
     
    “Ci sono cose che hanno un eterno ritorno…”.
     
    “Se una immagine mi procura ancora tanto malessere…”.
     
    Il post parlava poco di te e molto di Picasso. Ho preferito guardare il macro e non il micro. Quando scriverai un post sul “drago”, allora parleremo di quello. Se vuoi.
    (Altrimenti hanno ragione i mussulmani…che sono bigami e più..)
    Al tuo commento, Frà, aggiungo soltanto che, se la cultura orientale-islamica contempla l’harem femminile,  la nostra cultura catto-occidentale è monogama (marito etero, moglie etero, figli etero). Anche se poi esisterebbero, oltre le coppie gay senza prole, l’amante (o le amanti), etero e omosessuali, che dimostrerebbero che se – pubblicamente – accettiamo questo modello di famiglia tradizionale, privatamente, lo respingiamo. Nelle società animali, poligamia e monogamia si alternano senza che esista una netta correlazione. Studi scientifici basano queste distinzioni sul c.d. “dimorfismo sessuale” (cioè la maggiore mole fisica dell’uomo dominante rispetto a quella femminile).


  10. Lascia perdere Frà, che io avevo capito che era la storia di Picasso ma anche la tua. Ma che vuoi discutere di bigamia con un uomo? ehh..loro sono fatti di un'altra pasta..  E poi a me piaceva anche fare l'esempio, come artista e amore tormentato anche Dario Fo e sua moglie. Un grandissimo amore, con grande rispetto, però lui gran farfallone. Ne ha dovute portare di corna lei, eppure.. hanno sempre dichiarato il loro come un grande amore!
    Ad alcuni piacciono gli amori tormentati, a me veramente non molto. Ho già dato. Non si trattava di corna ma di tante altre cose, ma sempre insopportabile.. Sto bene dove sto. Anche senza l'uomo accanto fisicamente.
    Me li guardo sui cataloghi, mi accontento (per ora)..
    Di solito prediligo i "pacchi" da tre.. qualunque cosa voglia dire..mi invoglia!!

    Boxer (pacco da 3)   

     

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  11. Bar vorresti dire che perchè in natura non esiste la fedeltà, l'uomo ha il diritto di non essere giudicato se non mantiene le sue promesse d'amore?
    A parte i pinguini e qualche altro volatile () che restano forever con i propri compagni… ma ne avremo fatto di cammino dall'uomo di Neanderthal?
    Non capisco perchè mai gli uomini quando si parla di sentimenti finiscono per buttarla in caciara e tirano fuori gli istinti bestiali..
    La fedeltà è importante anche tra i gay, le lesbiche, i trans, e i bisex…

    Vabbè…

    @Didi cara grazie della bella immagine… (sai che faccio collezione di tartarughe?)…
    Dei pacchi però non mi fido più…
    "Prima vedere cammello".

    P.S. Ma lo sai che non sapevo che il Dario nazionale gliel'ammollava?!
    Secondo me senza Franca sarebbe perso… ma… se lo sai tu, allora non glielo ha nascosto mica….
    non si finisce mai d'imparare…
    E comunque se era una loro libera scelta (quella di non essere fedeli), se loro non soffrivano….
    io non potrei mai (se innammorata dico…) accettare che il mio compagno ritorna a casa dopo aver dato piacere ad un'altra… no, no.
    Al di là degli scazzi e della diversità di valori, in un rapporto che va in crisi, quando si cerca il corpo di un altro/a si cerca anche la sua "testa".. o di riempire la nostra.
    E non sei più innammorato.


  12. Io non ho trovato niente su internet di questa cosa, ma ricordo benissimo che in un'intervista Franca Rame parlava delle loro crisi coniugali, sempre superate con amore, e del fatto che lui fosse un giuggiolone perchè gli piacevano troppo le donne. E non so fino a che punto l'avesse accettato lei..perchè si erano pure lasciati più di una volta.
    Sta di fatto che dopo le crisi, l'amore reciproco comunque ha permesso di superare tutto.


  13. Ma domandina, secondo te, l'uomo e la donna hanno seguito lo stesso percorso nell'evoluzione? Quando li vedo dondolare le braccia in avanti, o grattarsi gli zebedei in pubblico e ho dei forti sospetti..
    Credo che anche io non gradirei un tradimento, se innamorata.. ma non so, dovrei provare. Ma anche no!! hihi


  14. Didi che agli uomini piacciano le donne….
    e che per tutta la vita facciano i giuggioloni davanti ad un bel paio di tette…
    dico che mi sembra normale.
    Normale potrebbe essere anche avere delle infedeltà che ti fanno capire che sei innammorato del tuo compagno…
    Non mi sembra normale l'irresponsabiltà dell'impegno. Perchè quando un uomo (o una donna) tradisce, tradisce prima di tutto se stesso e le promesse che aveva fatto a se stesso, oltre che alla persona amata.
    Prima ammettere che non si ama più, poi un altro rapporto che arrivi pure.

    E sai Didi, sono d'accordo con te per quanto riguarda un certo ritardo generale, da parte del genere maschile, sulla loro essenza;
    ma conosco uomini meravigliosi che hanno saputo essere compagni di vita incantevoli e incantati.

    E beata te, che non sai cosa significa soffrire perchè il tuo uomo ha infilato il pisello da qualche parte che non sei tu…


  15. Beh, beata me non direeeeeeeeeei, ho subìto altri inganni, altre delusioni, maltrattamenti.
    Però è vero anche quel che dici che tradire non è cosa leggera.
    Vale per i maschi come per le femmine, dal mio punto di vista, fa scadere il rapporto, toglie l'importanza e unicità a quello che c'è. Perchè un rapporto bello sia speciale e unico, non si dovrebbe sentire la necessità di infilarsi in un altro letto. Non dico soltanto che non si dovrebbe tradire, ma in teoria se si sta bene, non si ha bisogno d'altro. Purtroppo tanti, uomini e donne, non danno tutta questa importanza.
    Ripeto, non c'è solo quel tipo di trauma in un rapporto, ma c'è. E dopo un tradimento penso che non si torni indietro. E' come uno strappo. Lo puoi rammendare ma non è più nuovo.



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