h1

Per Bar in risposta al suo post di sabato 19 u.s.

21 febbraio 2011

13 commenti

  1. …sembra quasi un preghiera…molto bella. Ottima scelta, Fra'!


  2. Cara Frà, non so se in futuro è il dolore che ci cambierà o l'amore che ci salverà (dando per scontato che dobbiamo cambiare qualcosa in noi stessi  e salvarci da qualcuno, il che non è detto, perchè potremmo anche tranquillamente restare quello che siamo oggi ed andare benissimo così come siamo ora), ma, guardando le immagini di questo video, invece, pensavo – per tornare al mio post – che, come vedi, il passato non insegna proprio un bel cappero di niente a nessuno, visto che continuiamo a tentare di risolvere vecchi problemi in bagni di sangue nuovi, a massacrarci nelle guerre fraticide, a convivere nelle ingiustizie sociali e a piangere per amore…se davvero il passato ci insegnasse qualcosa, certi errori non dovrebbero più ripetersi e invece…


  3. Bar, allora mi provochi!

    Non solo insegno Storia, ma sono una che la Storia la studia e la esamina e ci gironzola intorno ogni giorno di questa sola vita;
    e se tu mi dici che il passato non ci insegna nulla, ggrrrrr mi si irrigidiscono i pensieri, le braccia e le gambe.
    Stai mettendo in discussione non solo il mio lavoro, ma anche molte concezioni della vita mia.

    Rispondo qui al tuo commento sul "destino".

    Una mia amica mi ha inviato questa frase celebre, proprio il giorno in cui tu hai pubblicato Morelli 
    "Non sai che quello che ti tocca una volta si ripete? Che come si è reagito una volta, si reagisce sempre? Non è mica per caso che ti metti nei guai. Poi ci ricaschi. Si chiama il destino."

    Cesare Pavese

    Ci aveva aggiunto questo suo commento: ("direi che è proprio così….non ci siamo sempre infilate in situazioni incasinate…ingarbugliate…difficili….????
    ora lo sai…era il destino….baci")

    Certo Bar che le situazioni non si ripetono mai uguali, ci mancherebbe!ma se ti innammori sempre di un "maledetto" da salvare allora c'è qualcosa che non va in noi, non nel maledetto.
    Diciamo che ci manca l'autostima? O se è più complicato siamo presuntuose e pensiamo di riuscire lì dove gli altri…

    Ma arrivati ad un certo punto, se si vuole sopravvivere ci si fa la domanda:ma come mai, capitano tutti "i maledetti"  a me? O come dicevo nel commento da te: non ho amici, o ho la macchina tutta azzumbata)

    E per dirti che sono d'accordo sul tuo concetto di ciclicità, (basta vedere politicamente come in Italia abbiamo bisogno del "capo" ogni 70anni), questo, secondo me, accade proprio perchè non ci soffermiamo a capire il passato. Come si è arrivati a volere un "Uomo Forte".

    E quindi come popolo, (ma anche come individuo) evitiamo di ripercorrere le cose che ci hanno fatto male. (potrei farti l'esempio di come i comunisti non vogliono parlare del perchè non ha funzionato la messa in pratica del Carletto barbuto)

    Le problematiche le scansiamo, ci giriamo intorno. Facciamo di tutto a volte per non ammettere la dolorosa verità.
    Il dolore invece ci rende immuni. (Dovrebbe)
    Pensa alla guerra…
    Ce ne sono volute due prima che un popolo mettesse nella sua Costituzione un articolo che "ripudia la guerra".
    Oggi troviamo escamotage pur di non dire che siamo in guerra, tutto è lontano e ci sembra digeribile, ma se vedessimo con i nostri occhi…

    Poi ammettiamo che non tutti i popoli (o gli individui) hanno un percorso comune, e che i popoli del maghreb ci arrivano oggi a respingere la didattura e a pretendere la libertà e l'uguaglianza.
    Qui da noi la dittatura c'è ma non si può dire (anche questa parola  è tabù, come la parola guerra), questo è sintomatico di come ipocritamente non vogliamo vedere la verità. (Parlo del 50% dei sondaggi che se ne fregano del nano).

    Anche l'individuo nel suo percorso può essere più o meno ad un livello di consapevolezza della sua essenza.
    Ma come potrebbe sapere chi è, un individuo che non capisce o cerca di correggere le sue azioni, se sono sbagliate.

    Può non riuscirci, ma è la tensione a…
    che è fondamentale.
    "Non occorre scalare la montagna per sapere che è alta" e "non è importante dove vuoi andare ma il percorso che fai per arrivarci".

    Morelli è come ti dicesse accettati, ma come mi posso accettare se non so perchè agisco e ripeto sempre le stesse cose, in modo diverso, in tempi diversi, ma con lo stesso doloroso finale?

    Se imparassimo a incentrare la nostra vita sull'amore e non sul dolore, e quindi cercassimo di dare "amore", alla natura, ai nostri simili, ai nostri colleghi, ai nostri amici, ai nostri figli, ai nostri compagni di vita, invece che pensare solo
    al potere
    inteso in ogni senso (anche quello di avere la libertà di godere del corpo di un'altra persona pagandola, o senza amarla davvero)
    forse….

    Infatti in Henna niente è certo!

    Tutto è un dubbio…
    "ma chissà forse un giorno ti chiamerò" (elogio della comunicazione)

    perchè vedi…. "solo l'amore ci salverà"(come dicono tutte le religioni inventate dall'uomo).


  4. se non l'avessi visto volevo mostrarti QUESTO, qualche settimana fa in Tunisia


  5. Grazie Aureliano, è bellissimo!
    Non l'avevo visto.
    Ti sono debitrice.


  6. Frà, lo so che nelle scuole insegnano che la storia è maestra e palestra di vita. Lo dicevano anche a me, quando ci andavo. Cerca di farlo anche Benigni a Sanscemo, per ricordarci il Risorgimento, dicendo che non possiamo capire dove andiamo, se non sappiamo da dove veniamo.
    Ma quando dico che “il passato non ha insegnato un bel cappero di niente”, voglio dire che la storia non la conosciamo o non la capiamo, considerato che continuiamo a ripetere sempre gli stessi errori e siamo sempre a sbattere il muso sulle stesse discussioni.

    La storia si ripete, ma come farsa. Le guerre tornano uguali, affamati contro dittatori. Falsi antimafiosi che fingono di lottare contro la mafia vera.  False destre contro false sinistre. Falsi antifascisti contro falsi anticomunisti. Nord contro Sud.

    Le esperienze passate non impediscono il violento riemergere dalle fogne della storia di quel fascismo permanente che è iscritto nel nostro Dna. Ora il manganello è mediatico, la politica di B è un vero attacco al potere giudiziario nel tentativo di cancellare e scardinare la nostra carta costituzionale. C’è la gogna per chi non si unisce al coro, la diffamazione quotidiana, le censura e l’esclusione. Nei progetti prossimi futuri del Nano viene promesso il “carcere duro” per l’informazione che pubblica e divulga le intercettazioni telefoniche, nascondendo il reato penale dietro il dito del silenzio della privacy. Si parla di “separazione delle carriere” in magistratura: tra i pm (che fanno le indagini) ed i giudici (che emettono le sentenze). In modo da asservire anche le Procure al Ministero della Giustizia o, peggio, a quello degli Interni. Così i Sostituti diventeranno dei Commissari di Polizia e indagheranno solo i nemici dell’opposizione, mai più il potere governativo, trasformando la democrazia in regime.

    Questo bisognerebbe insegnare nelle ore di Storia, invece di annoiare gli studenti. Il passato può aiutarci a capire quello che è successo, ma finora pare non sia servito ad evitare gli stessi errori già commessi. Prima di B, la mia e la tua generazione hanno visto asfaltare i cervelli per farci passare prima la carrozza di Craxi, poi il carroccio di Bossi, infine il carro di Berlusconi. Con gli stessi lacchè (penso a Giuliano Ferrare o a Sgarbi) che saltavano da uno all’altro senza un briciolo di vergogna. E tutto questo (vecchio fascismo, tangentopoli, nuovo razzismo leghista, neo liberismo berlusconiano) sempre sostenuto dall’enorme e stupido consenso degli italiani per avventure regressive e successive consapevolezze di fallimenti epocali.

    Oltre ovviamente la famiglia, la scuola è in gran parte ”colpevole” di questo sfacelo. La scuola è un luogo dove si insegna a non leggere e a non scrivere. La scuola italiana imita con efficacia la struttura della chiesa cattolica, dove centrale è il clero e la sua interpretazione corretta delle Scritture. Leggere da soli i Vangeli è un’eresia. Basta sostituire l’insegnante al prete e la poesia o la storia alla Bibbia, l’ideologia è la stessa. Alle superiori il ragazzo ha imparato a detestare la scuola. All’università è ridotto a fare il portaborse. I pochi studenti che hanno capito qualcosa del nostro sistema scolastico emigrano all’estero. Un’altra missione cruciale del sistema dell’istruzione è far accettare ai giovani l’immobilità sociale. L’Italia è un Paese dove chi nasce povero in genere muore povero e chi nasce ricco muore ricco anche se è un imbecille. L’antimeritocrazia è il criterio, lo strumento è il familismo. La rassegnazione che ci circonda è deprimente.  Ed in in questo terreno fertile che le giovani donne pensano che l’unico “talento” possibile per arrivare (avere fama e soldi) sia prostituirsi e svendere il proprio corpo e la propria bellezza.

    E sempre in quella nostra errata convinzione (presunzione che non mi ha mai convinto) di una società civile moralmente superiore alla classe dirigente che si è data.  Abbiamo la classe dirigente che meritiamo, perché è il nostro specchio ed è uguale a noi.

    L’unica cosa che non riesco a capire di questo nostro strano tempo e di questo normotipo umano è la contraddizione “storica” che ha in sé, quello che io chiamo “il servo contento”. Il servo, per definizione, odia sempre il proprio padrone, anche quando finge che sia un grand’uomo (mentre lo elogia con gli altri e “davanti” agli altri, sotto sotto lo odia). E invece cosa vedo intorno a me? Questa nuova specie di “mutante”: il servo contento. Ma non penso solo all’astuto Emilio Fede, o al ciambellano Bruno Vespa, o ai tanti lecchini furbetti e furbastri ex di An. Nella vita di tutti i giorni si incontrano servi contenti a ogni angolo di strada, in ogni bar o mercato, pronti a difendere “lui” dagli attacchi della magistratura rossa. Sono come in stato di trance. Penso ai colleghi che mi stanno intorno che sono felici di niente e persino di essere “diretti” male. A quelle signore o a quei signori che vedo intervistare dai microfoni di “Annozero” e che difendono anche l’alcova del Nano. Penso a quelle mamme che confessano candidamente che ci manderebbero pure la propria figlia a quei festini del bunga bunga: “E perché no?”.

    Morelli, tra le sue tante pippe, fa spesso il paragone tra i bambini e gli adulti. I bambini amano le sorprese, si stupiscono di tutto, cercano il “nuovo”, mentre noi adulti ci attacchiamo al “vecchio”, ci adattiamo continuamente, subiamo la vita, le sue vicissitudini, andiamo avanti dominati dai luoghi comuni, non sappiamo più nemmeno chi siamo e ci rivolgiamo agli avvenimenti del passato, per cercare di andare verso il futuro, consapevoli e pieni di ricordi, dimenticando il presente. E mentre cerchiamo di capire, di spiegare, di ragionare, il nostro cervello si sta già rapidamente modificando, fino al punto che la sera non siamo più gli stessi del mattino. Però siamo talmente presi e centrati sul nostro personaggio dominante che non possiamo fare altro che recitare, con noi stessi e con gli altri. Ecco perché le cose non cambiano mai. Ci ripetiamo, ci replichiamo. Abbiamo in mente soltanto quello che crediamo di essere e che non c’entra quasi nulla con noi, perché è legato alla nostra storia, alle nostre vicissitudini, a ciò che è stato. Non ci accorgiamo che la vita, mentre pensiamo a noi stessi, è già andata avanti, è ormai oltre.


  7. Uh Barone, ho letto questa tua risposta ieri sera per Fra, e mi è piaciuta tanto, che volevo urlare Barone for President! Mamma mia come sei bravo a scrivere, a spiegare i tuoi pensieri, metterli bene in ordine e mi sono incantata, giuro, a leggerti.. Quasi ti sposerei (se non fossi allergica e mi gratto solo a scrivere sta parola ahah).
    Pero'..a parte che appena arriva la mia bella vicina Fra, ti insacca di botte..e vabbè.. non voglio assistere io non c'ero e se c'ero dormivo..pero'..nel mio piccolo ti vorrei contraddire.

    Gli insegnanti non possono fare politica, non devono passare concetti predigeriti e politici ai ragazzi, futuri "cittadini".
    Devono solo dargli le armi per capire quali sono le cose giuste e sbagliate. Se sono in gamba..e non tutti lo sono, come in tutti gli ambienti l'essere umano è diverso..e nelle scuole finisce ogni cosa.. E qui dovrei aprire una parentesi su come ci arrivano che ho sempre avuto dei dubbi inquietanti..lassamo stà..

    Avendo seguito un po' i miei ragazzi (non molto, perchè non andavo mai alle riunioni e quasi mai ai colloqui coi professori, mi stressava proprio farlo e non so perchè) dicevoooo — non sono uguali, infatti alcuni hanno la vera passione per cio' che insegnano, per questi ragazzi che ancora non hanno capito cos'è la vita vera.
    Quelli "buoni" gli possono dare gli strumenti per capire forse cosa vogliono, non gli possono inserire con l'imbuto un'ideologia, o fargli vedere il mondo com'è perchè purtroppo lo possono imparare solo vivendo.  Io come mamma ho cercato di dargli delle dritte, ma poi quando si sono allontanati da me ho dovuto incrociare le dita e sperare che avessero assorbito il modo giusto di reagire alle cose che avrebbero visto nel mondo! Questo era solo riguardo al fatto dell'insegnare il come e il cosa. Il prete è un'altra cosaaa!! Quello ti dice la verità qual'è fatta e finita e te la prendi. Eh no ciccio..è diverso!! Secondo me, sempre secondo me..ehh

    Adesso mi chiudo dentro e se sento l'ascensore che va al primo piano di Fra, faccio finta di niente e alzo il volume del televisore e chi s'è visto s'è visto!! Mo' sbrigatela! ahah


  8. Gli insegnanti non possono fare politica 

    Attenta, perchè questa argomentazione la usano anche il Nano e la Gelmini.

    Didì, tutto è politica. E' politica perchè riguarda tutti. Non confondere la "politica" con i "partiti". E' politica insegnare il rispetto dei diritti sanciti nella nostra Costituzione (mi viene in mente: il diritto al lavoro o la legge è uguale per tutti)? E' politica insegnare nelle scuole che esiste il principio della separazione dei poteri: parlamentare, esecutivo e giudiziario? E che su questo principio di basa la nostra Repubblica? E' politica saper riconoscere una democrazia da un regime dittatoriale?

    Se non si capiscono queste semplici cose, non sappiamo niente. E ahi voglia  a studiare a memoria il Parini o in che anno si è fatta la battaglia di Waterloo. Saremo sempre "servi contenti"…

    I partiti e le ideologie sono altra cosa. Ognuno può sceglierseli come vuole. Se ben ricordo, non esistono nemmeno nella nostra carta costituzione. In Parlamento, infatti, non ci sono "partiti", ma "gruppi parlamentari" e sanno riconoscersi, in base a dove si siedono negli scranni (a sinistra, al centro o a destra).

    Mi vado a leggere il giornale in portineria, intanto che torna Frà…


  9. A me non interessa quello che dicono gli altri. Nano e Gelmina a me? Hey non ti apro più il portone quando resti senza chiavi eh..Non ce provà più!
    Io ragiono con un cervellino piccolino eh..  Non volevo dire quello che hai detto tu. Volevo dire sì, insegnare le "basi" nel senso dei diritti umani e della Costituzione, eh mica dico di no. Pero' perchè possano arrivare anche loro alle conclusioni a cui siamo arrivati noi, che siamo sotto una dittatura, etc etc.. Insomma, lo so il limite è sottile, ci vogliono persone intelligenti ed equilibrate appunto.
    Speriamo ci siano queste persone nelle scuole, chissà, che non insegnino cose a memoria, ma che insegnino a ragionare..no?
    Vacci piano con me che io mica sono un cervellone sput.. e sei sicuro che si scrive: E ahi voglia  a studiare? eh? eh?
    Didipeste


  10. Ciao ragà,
    ma bello vedervi discutere a casa mia.
    Una goduria. Nel senso che le piccole frasi spiritose che non vogliono che cazzeggiare alla fine stufano. Vuoi mettere approfondire….

    Dunque (mi spiace il ritardo ma… vi risparmio i miei impegni, che avrei preferito non) dicevamo….
    Bar allora mi sembra di aver capito che non è tanto la Storia ad essere inutile, ma è inutile come si insegna e come si usa, da parte degli adulti.
    Il mestiere di insegnante oltre che meravigloso è frustrante.
    Devi sempre misurare le parole e i concetti, perchè hai paura di essere accusata di fare il lavaggio del cervello… Sia dagli studenti che dai genitori, che gli insegnanti non li stimano per niente…
    Non voglio discutere qui di ciò che è importante o no studiare a scuola, (Parini o latino etc.), ma: se la Storia è magister vitae oppure no.
    Mi sembra Bar, che dici che non conosciamo la Storia, altrimenti non ripeteremmo gli stessi errori.
    Credo sia un difetto italiano.
    L'immaturità dico.
    E' come quando da ragazzi si ricevono un sacco di buoni consigli: "Guarda che se fai così…; non ti fidare di quello che…; ma se non metti in ordine poi….;" consigli con cui i ragazzi ci si puliscono il deretano, perchè fino a quando non ci sbattono il muso….
    Ma poi capiscono, eccome se capiscono, sopratutto quando c'è sofferenza da parte loro.
    Gli italiani sono ignoranti e immaturi, e si credono furbi.
    Ma poi quando come sempre i nodi vengono al pettine, allora tutti negano di… aver seguito la massa acefala.
    Quindi non è la Storia in generale che non svolge la sua funzione, ma il genere italico che è presuntuoso e furbo, che non rispetta i valori in genere, ma sopratutto è allergico alle regole, per cui trova sempre o scuse o modi per aggirale. Che sia  il motivo della macchina in seconda fila, o l'art. 11 della Costituzione.
    Gli insegnanti se amano il loro lavoro dovrebbero rendere le menti ( e di conseguenza  il corpo e il cuore), dei loro studenti: aperte, pronte, critiche, capaci di formarsi una propria opinione.
    E non giudicarli negativamente se ciò che si è formato nella loro testa, non corrisponde alla loro opinione.
    Esempio.
    Con i miei studenti il martedì leggiamo i giornali…
    Potete immaginare cosa è successo da gennaio in poi a proposito di veline, rubacuori e presidenti.
    Dopo tre anni pensavo di aver loro trasmesso i miei valori, ma su 22 otto mi hanno dichiarato: "che uno a casa sua può fare quello che vuole…". C'erano pure tre aspiranti veline.
    Ora,  io avrei voluto strozzarli. Andar lì e prenderli a uno a uno e dire: "tu sei un piccolo fascistello che non ragiona con la sua testa"
    Ma ho potuto  soltanto affrontare un ragionamento e, attraverso esempi, e confronti,  portarli a mettersi in  discussione. Anche tra di loro.
    Durante la settimana abbiamo poi letto testi di diverse autori sull'argomento.
    La scuola è questo, dar gli strumenti per essere persone libere,  liberi di farsi una opinione, ma
    Io come insegnate lotto contro i mulini a vento de L'Isola dei famosi, Il grande fratello, Maria de Filippi e la pubblicità per cui per comprare un cellulare si deve far spogliare una sex simbol in un ascensore….

    La Storia siamo noi (mò l'ho scritto e nun lo cancello manco se…);
    se riesco a trasmettere ai ragazzi la responsabilità della loro discendenza da Carlo Pisacane, che è morto per una idea, e che se non ci fosse stato lui Garibaldi e
    Oppure mostro loro che delegare agli altri la responsbilità di decidere porta alla dittatura… (Con il mio proff di Storia Contemporanea, momenti mi salta l'esame a causa di Giolitti (che lui difendeva) e il Patto Gentiloni)

    Ringrazio Didi per la sua concezione di insegnante che corrisponde con la mia, e a bar dico che….
    il mio discorso era molto generalizzato (in riferimento del Morelli della situazione), dicevo che dall'esperienza dolorosa, personale o meno, può nascere un mondo nuovo.
    Spetta a ciascuno di noi.
    Se avessimo amato e non solo temuto e usato gli abitanti dei paesi che usano l'Henna, oggi non parleremo di genocidio.

    Mi chiedo  davanti a così poco amore: ma i servizi segreti dove cazzo stavano?
    Almeno loro.

    Grazie della discussione.
    Vi aspetto domani per parlare del mio palinsesto televisivo.


  11. Frà, oggi, discutevamo anche di questo e si diceva che nei paesi del Nord Africa è arrivata la rivolta del popolo di Internet proprio con il web, la televisione e la maggiore diffusione dell’informazione.
     
    Fino a quando tieni una tribù rurale isolata dal mondo e chiusa nel deserto, sarà difficile che quella si ribelli e insorga contro il potere che, intanto, si arricchisce, ti sfrutta e ti schiaccia nella miseria.
     
    Insomma, in buona sostanza, le rivoluzioni viaggiano sulla Rete.
     
    E in Italia? E’ vero che in Europa se siamo il Paese con il maggior numero di cellulari, siamo anche il Paese con le cifre più basse di diffusione del web (mi pare che solo 3 famiglie su 10 hanno Internet). Ma, in compenso, abbiamo altri mezzi di informazione (anche se poco libera e molto schierata).
     
    Insomma, in buona sostanza, siamo “ignoranti”, perché vogliamo esserlo. Tendenzialmente, siamo più portati per le questioni “di pancia” rispetto alle questioni “di mente”, di ragionamento, quelle che ti portano a capire l'importanza della libertà e della difesa dei princìpi della democrazia. Ci piace anche l’uomo forte? Sì, forse c'è anche quello.
     
    E’ questo che fa rabbia. Rispetto ad altri che non possono, noi abbiamo i mezzi per sapere e capire tutto. Comprese la scuola e l'istruzione pubblica. Basta metterci un po’ di buona volontà. E invece? E invece ci piace il calcio, discutere di fuffa, fare le veline, evadere il fisco, fare i furbi, parcheggiare in seconda fila, ecc. Fregare le regole e sostenere chi le ha sempre fregate quelle regole. Anzi ci piace chi propone di farne di nuove di regole che sanciscano (legalmente) le nuove regole che cancellano le vecchie…


  12. Amico mio ti voglio proprio bene! Smack!


  13. Come dici tu "non è la Storia in generale che non svolge la sua funzione, ma il genere italico che è presuntuoso e furbo, che non rispetta i valori in genere, ma sopratutto è allergico alle regole"
    Frale, questo è in sintesi il motivo per cui siamo messi male.



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

milena edizioni

Casa Editrice (milena.edizioni@gmail.com)

poesieinformadidiario

"Luoghi, personaggi ed emozioni sono intenzionalmente veri"

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

sfrattattidisplinder

Just another WordPress.com site

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: