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Il giorno prima della felicità

7 novembre 2010

 In questi giorni di disfacimento nazionale, e non oso pensare a come può essere guardato questo lembo di terra circondato dal mare, dal resto del mondo, da soltanto alcune centinaia di miglia marine più in là, resto attonita. A bocca spalancata a vedere svanire in cumuli di detriti ciò che è la nostra ricchezza. E mi chiedo come è stato possibile.
Mentre tutto crolla (e non solo metaforicamente) penso alle spiagge  sul Mar Rosso (quello  governato da Mubarak,  lo zio mancato della povera Marika), dove non si può raccogliere nemmeno un sassolino, un ciottolo, un granello di sabbia, (non parliamo di una conchiglia,) senza rischiare di essere fermati e trattenuti per ore presso qualsiasi posto di polizia, che se ne frega se hai soldi o se sei parente di qualcuno di importante.
Perché loro sanno, sono consapevoli, che le loro unicità, le loro preziose prerogative, sono da tutelare e difendere, pena la perdita di identità.
Noi no.
Noi lasciamo che crolli dopo duemila anni, dopo il Vesuvio e le bombe della guerra, un luogo meraviglioso e unico, una testimonianza di ciò che ha reso grande e meravigliosa la nostra penisola, una meraviglia dell’archeologia per cui si muovono da tutto il mondo. Vengono in milioni  per sfiorare, guardare, ammirare, i luoghi della Storia.
Noi no.
Noi affidiamo uno dei luoghi più importanti del mondo non a un professionista dell’archeologia ma a un  prefetto, e poi a un commissario della protezione civile, che con i milioni destinati alla cura e la messa in sicurezza , ci ha fatto un po’ di fuffa per farsi pubblicità e carriera.
Non è un caso che il simbolo del disfacimento politico e morale, sociale e ambientale sia avvenuto a Napoli.
A Napoli dove esiste la pancia degli italiani.
La passione e l’arrangiarsi davanti alle difficoltà. A Napoli, dove la presenza del Vesuvio incombe e rende i pensieri delle persone che gli abitano intorno e sotto, necessariamente fatalisti.
Quanti corni rossi e madonnine agli angoli dei vicoli di Napoli.
Ma è da questa città che storicamente è sempre partito il riscatto degli italiani.
Dal principato di Capua in poi.
 Assorbendo i Borboni  trasformandoli  in napoletani, indolenti e ammuinanti, gli stessi  pronti alla rivoluzione con Masaniello, e poi alla difesa della prima repubblica giacobina.
E’ Napoli che si ribellò ai tedeschi durante le sue quattro giornate, non Roma né Milano.
Napoli.
Napoli che resiste al degrado, all’incuria, all’indifferenza dei governanti, affidandosi sempre alla speranza, “a’ da finì a nuttata…”, ma che quando decide il proprio riscatto, non si ferma più.
Forse è dalla Schola Armaturarum Juventus Pompeiani che ripartirà la riscossa.
Non certo dalla Stazione Leopolda di Firenze da cui non mi aspetto altro che non sia fuffa per un posto al sole.
Forse siamo al giorno prima della felicità, come scrive un grande napoletano.
E per questa volta non seguo il mio Leopardi nella convinzione della tristezza del dì di festa.
Lo seguo lungo i fianchi del Vesuvio, ad ammirare la Ginestra. Che resiste.
 E si riscatta con la sua bellezza e la sua forza.
 

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5 commenti

  1. in effetti, non ci sono proprio più parole per descrivere il degrado umano, sociale, politico, culturale ed ambientale di questo Paese…tu, Frà, sei riuscita a descrivere lo sconforto…io manco quello riesco più a fare…spero mi torni almeno la rabbia che avevo…


  2. a me invece la "stazione leopolda" è molto piaciuta.

    Comunque Bondi è la vergogna delle vergogne. Il peggior ministro della cultura ci sia mai stato quantomeno da quando io posso ricordare.
    Il ministro che " al festival del cinema non vado perchè sono comunisti".
    QUello che " è crollata pompei ma non è mica colpa mia"
    E allora se non questi qualii arebbero i compiti di un ministro della cultura? Che ce lo dica quantomeno.


  3. Caro Bar, se non trovassi le parole per dire il dolore che sento dentro per queste speranze mancate, non riuscirei a trovare la forza per continuare, quotidianamente nel mio lavoro.
    Non so se hai visto Fazio ieri. Era commovente.
    Per una volta si parlava della vita di tutti, della nostra Italia, senza tralasciare la verità. Benigni ha detto che non bisogna avere paura di "parlare" o "scrivere" la verità. Non bisogna evitare di raccontare ai bambini che esiste il drago. Loro lo sanno che esiste. Bisogna trovare il modo di insegnargli a sconfiggerlo. Le fiabe lo fanno.
    Indignati Bar. Grida, urla, scamiciati, rotolati per terra. Dai fuori di matto.
    Basta che non diventi uno di quelli che dicono: "Tanto…"

    Aureliano, ma si,  Renzi può aver detto cose, le parole erano le stesse della sx .
    Io ho visto qualcosa in TV, giovanilistico Xfactor, luci strobostofiche, loro deu mi sembravano tanto due DJ con i PC … certo che non ce lo vedo Bersani daventi al PC, e nemmeno D'Alema. Se era un modo per differenziarsi, ci sono riusciti
    Ma di nuovo, oltre dire che i vecchi devono farsi da parte non ho sentito.

    Io ne vorrei dieci cento mille di vecchi come Pertini. O Berlinguer.
    Magari avercene.
    Non so se sai che fine ha fatto la Madia, o la Serracchiani…

    Renzi mi sa tanto di "primodellaclasse" che vuole mettersi in luce sulla piazza nazionale.
    C'è riuscito! Vedremo cosa sa fare di buono a Firenze.


  4. sì, Frà, ieri sera, ho visto Saviano (più che Fazio)… mi è piaciuto il suo monologo sulla macchina del fango e su Falcone…su questo suo essere sempre "bocciato" – in vita – per via del suo talento e poi, solo postumo, è diventato un grande…insomma, solo martiri ed eroi possono darci la forza di continuare a resistere…stavo dando un'occhiata ai dati di ascolto e la trasmissione è stata vista da oltre 9 milioni di spettatori (il programma più visto di RaiTre degli ultimi 10 anni). Se Berlusconi si dimette ora rischia grosso e, per questo, non credo che lo farà…


  5. Dai Bar, non fare l'antipatico!
    Ho scritto Fazio, perchè è sua la trasmissione. Nel senso di autore, o co-autore.

    Non sono d'accordo sul martirio come esempio, infatti immolarsi per un'idea è quanto di più stupido ci possa essere.
    Se è, invece, questione di coerenza, nella e della propria vita, allora…
    Certo eviterei di farmi sparare perchè ho scritto un articolo di giornale, come avviene in Russia, o come è propabile per Saviano.
    Basta saperlo. E prendere le dovute precauzioni.

    Poi è vero questo mondo è violentemente stupido. Basta pensare a ciò che hanno dichiarato i Carabinieri di guardia ad Arcore, e a come gli italiani pensano sia normale.
    Per questo ce lo dovremo tenere fino a gennaio…
    Perchè lo decide lui quando come e perchè… e i suoi accoliti, che aspettano la pensione, non si fanno problemi, di dignità.

    Voteremo a marzo, e ci aspettano 4 mesi 4 di campagna elettorale.

    Sigh!



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