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VINCERE

5 luglio 2010

Bellocchio è geniale, ha girato questa ricostruzione storica con lo sguardo  sul presente.

Un giovane Mussolini che capisce in anticipo e utilizza tutti i mezzi (giornali, cinema) a sua disposizione per crearsi un'immagine di leader politico, così diverso dai tromboni che avevano guidato l'Italia fino ad allora, tutti barba e baffi e marsina e tradizione.
Un Mussolini "socialista" (il suo  Avanti vendeva 100.000 copie), che USA una donna, la quale rinuncia a TUTTO (lavoro soldi, famiglia) per lui, e poi la butta via quando diventa ingombrante.
E che poi ne sposa un'altra. Una finisce in manicomio a dar da mangiare alle galline, così come Rachele, anche lei usata, in questo caso come stereotipo della donna italiana, che alleva anche lei le sue gallinelle a villa Torlonia.
Nel film la descrizione di come una donna intelligente e innovativa, Ida Dalser, possa perdere la testa per un bellimbusto egoista e traditore, e di come il privato è pubblico, e di come nel profondamente piccolo c'è l'immenso tutto.
Anche il ritorno, l'eterno ritorno della Storia.
Le scene di sesso sono bellissime e significative e davvero inquietanti.
L'animalesco lupo nero, che se ne frega di chi ha sotto e usa il sesso come espressione della sua potenza.
Il linguaggio futurista con la ripetizione delle frasi fasciste illuminante è la rappresentazione vera di come gli uomini vivono il sesso quando NON amano.
E poi tutto il mondo intorno: prefetti, sacerdoti, insegnanti, medici, suore, polizia, politici e il re e…
tutti immersi nel grigiore della mediocrità…il mondo tutto che accetta di essere USATO dalla mania di potenza di un uomo teatrale e ridicolo.
La fotografia è bellissima, gli attori Timi e Mezzogiorno hanno negli occhi la luce terribile degli zombi: un vuoto luminoso che inquieta.
Nel momento in cui il figlio Benito Albino, (Timi in questa scena è un grande) fa il verso al padre, ridicolizzandolo, enfatizzando espressioni e parole non solo di Mussolini ma anche del popolo che lo segue, sembra di vedere gasparri e cicchitto e…. ci sentiamo ridicoli.
Bellocchio ha raccontato il mondo in cui viviamo.
Un mondo dove solo i fragili e i deboli, cercano e vogliono la dignità di essere rispettati. Cercano la verità. La libertà della verità.

Alcune frasi significative dei protagonisti che non si sono rivelate poi giuste storicamante.

Mussolini: La parola d'ordine è vincere, … e vinceremo.
Il dottor Cappelletti:Questo non è il tempo di gridare la verità. È il tempo di tacere, di recitare una parte
Ida Dalser:Quale futuro? L'uomo che ho adorato mi ha cancellata, si è dimenticato di me come se non esistessi, come se fossi un fantasma nemmeno un fantasma!

P.S. E' per questo che aspetto il 25luglio

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One comment

  1. Bella recensione…



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