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Il contrario di vivere non è morire…

29 giugno 2010

Ci sono giorni in cui tutto sembra ruotare attorno ad un pensiero che va e torna e gira e per un attimo si posa e poi si arrampica, cerca spazio allargandosi fino a quando non ha riempito la brocca.
Solo così poi, debordando e straripando è disposto a lasciarti per andare a bagnare qualche altro dubbioso.
In questi giorni di libertà in cui mi crogiolo davanti alla TV cercando film improbabili e bivaccando circondata da giornali e i libri che non ho avuto tempo di leggere durante l'inverno, il pensiero ricorrente è ciò che ci fa sentire vivi.
O meglio, ciò per cui vale la pena di vivere…

Mi sono imbattuta in un film visionario e bellissimo di cui potrei scrivere per ore tanto mi ha meravigliato e preso e… .
Love strories.
Film polacco del 1977 di un certo Jerzy Sthur, per me sconosciuto,  ma è stato candidato anche all'Oscar come miglior film straniero, e se lo sarebbe meritato. La trama è semplice, ma è la metafora della coscienza umana che è meravigliosa.
I personaggi vestono la divisa del ruolo nella società, un militare , un professore, un prete, e… un delinquente. Si ritrovano ad un certo punto della loro vita ad effettuare una scelta d'amore.
In un palazzo che rappresenta il luogo della coscienza, un burocrate (simpatico) scrive e archivia, le idee e le scelte, dei convenuti, quindi un incaricato porta gli uomini nuovamente nel cortile, liberi di riprendere la vita, o nei sotterranei se questi dimostrano di….. non essere in grado di scegliere diversamente dalle convenienze….
Tutti, quando vengono accompagnati la sotto chiedono " Ma sono alla fine…. della vita?"
 La risposta è: "Perchè la chiami vita questa?"
In tutte e quattro le storie, ci sono madri incombenti e invadenti di uomini deboli e fragili che non sanno scegliere, e donne fragili e deboli che invece arrivano da lontano, impreviste e innammorate, a turbare la quotidianità di questi uomini.

Ecco. Il pensiero è questo.

Cosa vuol dire vivere davvero?Cos'è che da valore a ciò che siamo?

E cosa ci fa scegliere di non amare? (il contrario di amore per me è sempre stato egoismo)

C'è una frase bellissima nel film che dice che la paura e il senso di colpa sono stati inventati per salvarci la vita…

 

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13 commenti

  1. Si sceglie di non amare proprio per paura e ciò che dà valore a quello che siamo è la parte di noi che non abbiamo ancora scoperto. Ed è la paura di quello che siamo che ci impedisce di andare oltre, ed amare. 


  2. Ciao Fra', scusami se invado il tuo spazio, ma questo post era bellissimo e non ho resistito… Non ho naturalmente la risposta alla tua domanda, ma ricordo di aver letto da qualche parte che il senso della vita è la Vita stessa. Insomma, sì, è vero, non abbiamo scelto noi di nascere e ritrovarci in questa vita, ma ci siamo, questa è una circostanza che non possiamo cambiare ed allora mi viene da pensare: "Beh, visto che son stata coinvolta in questo "gioco", sono proprio curiosa di sapere come va a finire, che partita mi aspetta domani, e poi domani, ed ancora domani…". Non scegliamo di nascere, ma scegliamo di Vivere. Ogni giorno. Ci vuole più coraggio a vivere, che a morire. Al contrario, penso che non siamo noi a scegliere di amare o non amare, ma è l'Amore che sceglie noi e quella stessa parte oscura e tremenda di noi, che ci fa tanta paura. Ma è sempre l'Amore che, ad un certo punto, può decidere di abbandonarci ed andare via, ed è per questo che a volte non ti spieghi come, senza neanche accorgertene, ti ritrovi a non amare più quella persona… La piccola Ketty. P.S Ribadisco che avrei tanto voluto avere un'insegnante come te! Peccato! Sarà nella prossima vita!


  3. Condordo con Apostolozeno, non avrei saputo dirlo meglio.Il contrario di amore non è egoismo, è paura.E nessuno più di me può testimoniarlo, Fra, specialmente in questo periodo.Un abbraccio!


  4. @Apos ma si, la paura è sinonimo di egoismo:paura di perdere ciò che si hapaura di non essere all'altezza dipaura di cambiarepaura di non essere amatiSe ci pensi è sempre un pensare SOLO a se stessi@PiccolaK , se dici che è l'Amore che sceglie (e quindi la collochi come entità esterna a no)i, ci togli la possibilità di scegliere, il libero arbitrio .Ma no credo davvero che un giorno può succedere di essere consapevoli di non amare, ma se hai amato un giorno hai amato per sempre. (altrimenti non era amore ma…  Scegliere un significante a piacere).Grazie per i complimenti e non farti problemi: sei la benvenuta come e quando vuoi.@Micky ti ho risposto in PVT


  5. La vita per avere un senso deve essere impegnata in senso sociale ed umano, a mio avviso. Il resto è noia. Un saluto da Salvatore.


  6. Grazie Fraleforever per l'accoglienza! Sul libero arbitrio hai ragione, ma dal mio punto di vista non si può "applicare" anche ai sentimenti, insomma è difficile controllare anche quelli…Poi non credo che se un amore finisce vuol dire che non è stato amore, penso piuttosto che tutto ciò che riguarda il mondo "essere umano" sia mutevole, in continuo cambiamento, rinnovamento. Per gli esseri umani la parola "sempre" non esiste. Questo è almeno quello che finora ho capito sull'amore… Una nota per Sar (o Salvatore): sono bellissime le parole che hai scritto. La conferma la vedi negli occhi delle persone che si occupano degli altri…tutta un'altra cosa! La piccola Ketty.  


  7. Sull'amore è meglio che non parlo più…


  8. Sì sì, Barone, non zi sj parlà, che è meglio!Scusami, Fra, questa piccola parentesi…La piccola Ketty.


  9. Un saluto a Salvatore, di cui condivido il concetto di Dare, ma non quello per cui tutto il resto è Noia.Prima di arrivare a Dare…. ci sono un sacco di cose da imparare. E non si può dare niente se prima non ci si è riempiti, o si è stati riempiti di affetto, partecipazione, condivisione, cura. Imparare ad amare comporta essere stati amati, altrimenti non ci si riesce proprio. E non è noioso per niente…Anzi è uno stato di beatudine. Sentirsi amati? Una goduria!@ PiccolaK, sopratutto nei riguardi dell'Amore il libero arbitrio è la parte più importante e fondante di questo sentimento. Almeno che non lo vogliamo confondere con la Passione, con il Sesso, con una Cotta, o con l'Attrazione, o… insomma con tutto ciò che non è profondo, accettato, supportato, da una libera scelta. Quando si ama, si sceglie. Proprio lui (o lei),  perchè in lui (o lei) ritroviamo quella parte che ci manca (platonesca…), e che ci completa. Non potrebbe che essere quella/o. E nessunaltra. Poi noi si cambia, si cresce, ci si modifica. I nostri compagni forse no. Ma non per questo, pur rimettendoci in cammino e cercando qualcuno che rappresenta la parte che ci manca in quel momento, rifiutiamo ciò che siamo stati.Quando non amiamo più, è noi stessi che non amiamo più…Non la persona con cui andiamo condiviso una parte di vita.E' quella vita che non vogliamo più…Ma non per questo si dovrebbe rifiutare ciò che siamo stati.E' ciò che siamo stati (e anche le persone che hanno condiviso con noi quel tempo), che ci permette di essere ciò che siamo. Oggi. Come è possibile non amarli. Li dovremmo ringraziare forever..(Scusa i contorcimenti, )@Bar, forse tu sei l'unico che invece può discuterne, aggrovigliarsi, incazzarsi, appassionarsi, a proposito del motore della vita, dico.


  10. Forse perchè facciamo parte di diverse generazioni o punti di vista, sono stato un '68ino e rimango tale, nel bene e nel male. UN abbraccio da Salvatore.


  11. Frà, davvero, in questo periodo, questo è l'unico argomento tabù che rinvierei a tempi migliori…


  12. …azz addirittura Tabù…stai messo male ragazzo!Se non si può parlare d'amore di che vuoi parlare?E che caz…. mi mandano in pensione a 65anni….mi bloccano gli scatti…..il sindacato non esiste…la sinistra non esiste… (una idea di questa sx? le privatizzazioni? 'fanculo)non posso bere,nè mangiare (sovrappeso)non si scopa…il presidente del mio Cagliari mi fa schifo….mò non si parla d'amore con Bar…ma allora ditelo….


  13. Sar…un 68ino…grandioso! Senza offese per l'età, è la generazione di mia madre e la invidio tanto per aver vissuto quel periodo storico.Fra, come darti torto?…ciò che hai scritto mi fa riflettere… Forse un rapporto riesce a durare, quando le due persone, nel loro cammino di crescita (continua) e di rinnovamento riescono a mantenere lo stesso "ritmo". Se uno dei due resta indietro o "cresce" in un'altra direzione, sei fottuta. E' un po' la spiegazione della fine di una mia storia importante, quella che sarebbe dovuta essere "la più importante" e nei confronti di quel ragazzo (oggi ormai uomo) non riesco proprio a pensare di dovergli essere grata per sempre.Chi mi conosce, sa che cerco sempre di trovare un senso, un aspetto positivo e costuttivo da ogni esperienza che faccio, ma in quel caso non riesco proprio…Lì mi sento di dover dire grazie soltanto a me stessa e ad una mia cara amica, che mi ha aiutata a capire che dovevo ascoltare la mia anima…Sicuramente ho tante cose ancora da capire e farò tesoro delle tue parole. La piccola Ketty. 



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