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E un giorno lo riabiliteranno..

20 giugno 2010

Ma si, succederà. E' successo per Galileo e per Giordano Bruno, per Darwin e per tutti gli artisti "degenerati", ed accadrà anche per lui.
I sagaci e assoluti critici di famiglia cristiana, (quella che aveva come consulente il brancher odierno. Ma per lui nessuna critica, mi raccomando santità…), lo ritengono ateo e marxista, due parole usate come marchi infamanti, e non un grande scrittore da premio nobel.
Saramago è stato uno degli incontri più belli della mia vita.
Il suo" vangelo secondo Gesù cristo", è quanto di più filosoficamente intensamente spirituale io abbia mai letto.
Se c'è una tenerezza di Dio verso l'uomo  è quel cristo lì: pieno di dubbi e sempre pronto a commettere errori, a lasciarsi sedurre dal diavolo, proprio come un Uomo. Il suo amore per Maria di Magdala, è l'amore vero.
Mi sono sempre chiesta come sia stato possibile per un uomo immaginare un sentimento come quello di Maria di Magdala. Sono i pensieri delle donne innamorate. Quelli intimi e veri, quelli vicino al concetto di Agape…"Guarderò la tua ombra, se non vuoi che guardi te, gli disse, e lui rispose:" Voglio essere ovunque sia la mia ombra, se là saranno i tuoi occhi".
Solo quel libro vale il Nobel che gli hanno assegnato.
E un giorno gli chiederanno scusa, e consiglieranno ai cattolici, di leggere i suoi libri, che parlano dell'uomo, quello vero, con i suoi difetti e i suoi limiti, l'uomo creato da Dio.

Mi innammorai delle sue parole rotonde e illuminanti quando non aveva ancora scritto questo:
"CHE FARE CON GLI ITALIANI? Riconosco che la domanda potrà sembrare alquanto offensiva a un orecchio delicato. Ma che succede? Un semplice privato che interpella un intero popolo, che gli chiede il conto per l'uso di un voto che, con sommo gaudio di una maggioranza di destra sempre più insolente, ha finito per fare di Berlusconi il padrone e signore assoluto dell'Italia e della coscienza di milioni di italiani? Anche se in verità, voglio dirlo subito, il più offeso sono io. Sì, proprio io. Offeso nel mio amore per l'Italia, per la cultura italiana, per la storia italiana, offeso, anche, nella mia pertinace speranza che l'incubo abbia fine e che l'Italia possa recuperare l'esaltante spirito verdiano che è stato,un tempo, la sua migliore definizione. E che non mi si accusi di star mescolando gratuitamente musica e politica, qualunque italiano colto e onorato sa che ho ragione e perché(da Il Quaderno, traduzione di Giulia Lanciani, Bollati Boringhieri, Torino, 2009)

Si, un giorno lo consiglieranno a chi vuole sapere qualcosa di più della verità e dell'amore.

7 commenti

  1. e quel giorno commenteremo la dichiarazione ribilitativa del Vaticano su Saramago con un "ecchisenefrega".


  2. Aureliano "menefrego" pure io…. (anche se preferirei una mano fascista meno tesa), ma non è che possiamo far finta che la Chiesa Cattolica non sia un potere forte, e non condizioni la mente delle persone, perchè altrimenti non si spiegherebbe la DC e oggi la comunione del nano, nonostante sia divorziato…Ciascuno fa quello che può…. Ma non si può affermare "sti cazzi!" quando parla il megafono di Dio, che la gente poi vota….O no?


  3. Complimenti. Questo post descrive una persona che la pensa come me. Io tra l'altro me ne frego proprio di quello che può pensare la Chiesa di uno dei più grandi scrittori moderni. E' molto più interessante sapere cosa pensa uno dei più grandi scrittori moderni della Chiesa.


  4. In un articolo su "Repubblica" anche Roberto Saviano lo ricorda, più o meno come lo ricordi tu. Lo considera il suo maestro di vita (strano a dirsi ma, Saramago, a sua volta, considerava Saviano suo "maestro di vita"). La parola di Saramago era sempre una parola scomoda, rischiosa, non cercava mai di blandire niente e nessuno. Diceva e scriveva quello che pensava. Un esercizio mentale al quale ci siamo disabituati. E quello che diceva, lo diceva con parole semplici, senza troppi giri tortuosi. Le parole semplici non sanno ingannare. Trovare parole semplici è il mestiere più complicato per chi sceglie di fare lo scrittore. Di lui non ci resta solo il suo pensiero, i suoi libri e gli stimoli a riflettere su tutto (anche su Dio), ma anche quell'ottimismo e la speranza del cambiamento: "il viaggio non finisce, solo i viaggiatori finiscono".C'è un video su Youtube, di alcuni mesi fa, in cui spiega lucidamente i mali profondi della nostra Italia: la corruzione, le mafie, le coscienze che non si risvegliano. Il berlusconismo: un incidente. Solo un disgraziato incidente: la metà degli italiani che vota Berlusconi e l'altra metà che vorrebbe essere come Berlusconi. Ma i suoi discorsi si concludono sempre con il concetto della nave (da distinguersi dall'aereo) che parte e sbarca in un porto diverso.


  5. Il mio primo incontro con Saramago è stato un disastro, un trauma. Da allora ho solo letto i suoi articoli e mai un suo libro. Ma adesso mi è venuta voglia di riavvicinarlo. Per quella frase lì che hai citatoVoglio essere ovunque sia la mia ombra, se là saranno i tuoi occhi..


  6. Bar: grazie di cuore!Non conoscevo questa intervista. Pochi mesi prima di morire, ha mantenuto un senso civico che dovrebbe far vergognare gli italiani.Bella la sua immagine dello sbarco dalla scaletta della nave. Poi come è successo alla nave a Gaza, ti sparano addosso, ma non bisogna dire che gli israeliani si comportano da nazisti, altrimenti come è successo a lui, ti dicono che sei antisemita.Grazie. Questo scambio di conoscenze si potrebbe riassumere con una parola che è quella che è tanto poco accettata dai vari fioroni e nativi: compagno!P.s. Bar ma l'accostamento ai pensieri di Saviano l'ho gradito mucho…@MantY piacere di averti fatto incuriosire…


  7. Ho trovato fuori luogo, scorretto (perché scritto quando Saramago non poteva più replicare) e anche molto rozzo l'attacco che gli è stato scagliato post mortem dalla Chiesa. Anche perché tutto si può dire tranne che chi ha scritto quelle parole fosse animato da pietas evangelica.



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