h1

Improvvisamente… a Londra

20 dicembre 2009

Ho il vizio di infilare nei libri o lasciare nelle borse: biglietti d’entrata di mostre, ricevute di hotel, carte intestate di alberghi, fotografie, lettere, biglietti del treno. Tutte quelle carte che possono essere utilizzate come segnalibri o tracce di appunti. Ricordi  che poi restano lì per anni, se non per secoli.
Ieri per esempio ho trovato nella mia borsa un foglietto di un albergo di Londra, sul quale avevo annotato i numeri di telefono dei familiari, che non potevo chiamare direttamente dall’Inghilterra: non li avevo registrati sul cellulare precedendoli dal +39.

Il cuore ha fatto ploof! Che avevo dimenticato lo stupore con cui salì le scale a Piccadilly Circus e scesi camminando lentamente a Trafalgar Square. 
Realizzavo un sogno di bambina, di quando il mio proff di inglese mi aveva contagiato e ammiravo Nelson come e più di Superman e dicevo che assolutamente un giorno sarei entrata alla National Gallery e avrei visto Leonardo e Van Ghogh e..

Non ho un bel ricordo di Londra, se non quello intimo e dolente di una donna che gira da sola per una città che immaginava…diversa?

No, Londra è stata per me una certezza, la realizzazione di un desiderio, infantile quanto basta dal voler prendere al volo uno dei vecchi bus senza portiera,(Era l’ultimo anno, poi li cambiarono perchè troppo pericolosi..), sedersi in un cab, quei vecchi taxi neri e lucenti in cui ti senti un re, o entrare in un pub per ordinare fish and chips, bevendo due o tre pinte di birra (leggera leggera) guardando una delle mille partite di calcio sempre in onda nelle Tv appese alle parwti,  accanto a  uomini in grigio con tanto di cravatta ed eleganti signore, che dopo una giornata lavorativa  pausavano con gli amici prima del rientro. 
E poi scoprire che Londra è la libertà e l’accoglienza, e…

Solo il compagno di stanza non è stato all’altezza delle aspettative.
Ma questo è un altra storia. Avrei dovuto capirlo a Londra che meritavo qualcosa di meglio.

Ma non rimpiango le mie scelte. londrissima

Non ho avuto il coraggio di buttare il biglietto dell’albergo. Per la cronaca era un Thistle Hotels. Stanze ampie, bagni così così, ottima prima colazione. Gentilezza a profusione…
Rientrammo a piedi fino a Piccadilly, dal Tower Bridge perchè non volle prendere la metropolitana (paura di attentati) e non vedemmo nemmeno un taxi per strada…

3 commenti

  1. A Christmas Kiss         for you      


  2. Ritrovo una parte di me in quello che scrivi, solo che nel mio caso è Parigi la meta mitica di un mio viaggio dell’anima. Ho sempre sognato di andarci con una persona, purtroppo la vita ha deciso diversamente. Ma ripeto, per me Parigi è qualcosa di più che un semplice spostarsi nello spazio, come per te, è un viaggio dentro di me. Spero che quando ciò avverrà avrò una compagna di stonsa che sia all’altessa


  3. Ma sai che quel vizietto di cui parli in apertura al tuo post,  ce l’ho pure io, Frà? I miei libri sono pieni di “segnalibri” fatti di biglietti di concerti, ritagli di articoli di giornali e di etichette strappate ai vestiti appena comprati (jeans e t-shirts, soprattutto). Ho dei cartoncini vecchissimi  delle “Robe di Kappa”! Ah ah! Un uomo e una donna seduti di profilo e di spalle l’uno all’altra, colorati di bianco su uno sfondo rosso. Fortissimi! Mi piaceva da morire quell’immagine..il più bel marchio ideato per una linea di abbigliamento unisex, secondo me… Una cosa stranissima a cui, ora, leggendo il tuo post, mi hai fatto pensare e ripensare. Un mio tic o una specie di fobia ai quali non pensi nemmeno mentre compi quel gesto conservativo di un ricordo…



Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

milena edizioni

Casa Editrice (milena.edizioni@gmail.com)

poesieinformadidiario

"Luoghi, personaggi ed emozioni sono intenzionalmente veri"

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

sfrattattidisplinder

Just another WordPress.com site

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: