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S-censuriamoci tutti

2 settembre 2009

16 commenti

  1. Tette e culi sono come il viagra… prodotti che tirano!!!!!


  2. Censura?
    Hai letto l’ultima notizia?
    L’unto ha querelato le Donne dell’ Unità, Littizzetto compresa rea di aver “parlato” degli “stimolanti” a cui sarrebbe avvezzo l’unto. L’avvocato della parte “offesa” da fiato al trombone: l’unto non soffre di disfunzioni erettili!

    ma chi se ne frega! Già per ragioni politiche mi fece nel 1994 sciogliere il corpo…
    figuriamoci per il resto!


  3. Questo è il trailer del film Videocrazy, presentato a Venezia, e che esce oggi nelle sale, che la Rai e Mediaset non hanno accettato di mettere in onda.
    Strisciante e silenziosa la barbarie avanza.
    Intanto con la faccia da duro l’ho appena visto fare la vittima al COI.
    Comando Interforze. Militari eh?!
    Cerca l’aiuto delle stellette? Dopo le stelline le stellette? Ridiamo per non piangere. Aspetto che gli uomini si indignino per le tette e i culi che tirano….


  4. Poi ci si domanda perchè la gente vota per B.
    Siamo un paese volgare, inutile girarci intorno.
    Grazie alle televisioni, i cui palinsesti ruotano intorno alla sovraesposizione di tette e culi, abbiamo smesso progressivamente di amare le donne, di vedere in loro qualcosa di più che parti anatomiche, qualcosa che forse poteva esser riassunto nel concetto rinascimentale di bellezza (che era insieme esteriore e interiore).


  5. e chissà quanta roba c’è “dietro le quinte” che neanche lontanamene immaginiamo…


  6. io credo che in circa 25 anni abbiano vinto.
    Vinto nel fare imporre un modello di comportamento e un modello di valori.
    Vinto usando la pubblicità.
    CHe secondo me pubblicità non è lo stacco sul “Prodotto” che ci sta tra un programma e l’altro, ma pubblicità è l’intero sistema televisivo.
    Questo non vende un prodotto ma un modello.

    E ora si voglione pure prendere RaiTre.
    Ma non perchè una Dandini un Fabio Fazio siano “nocivi” al – regime- ma quanto perchè un regime che si rispetti non tollera la voce fuori dal coro o meglio non tollera la voce sulla quale non ha il diretto controllo.

    Ed è così che sparisce in uno schioccar di dita l’assistenza legale della Rai a Report…


  7. Per AurelioBuendia:

    E ora si voglione pure prendere RaiTre.
    Ma non perchè una Dandini un Fabio Fazio siano “nocivi” al – regime- ma quanto perchè un regime che si rispetti non tollera la voce fuori dal coro o meglio non tollera la voce sulla quale non ha il diretto controllo.

    Posso capire che si difenda “Report” e RAI TRE dal monopolio berlusconiano, posso capire anche che la Dandini faccia ridere, ma Fazio non lo vedrei proprio come l’ultimo baluardo della voce “fuori dal coro”. Se un programma come il suo lo facesse Emilio Fede, la critica di sinistra lo demolirebbe (e infatti lo demolisce). Se il “Porta a Porta” di Bruno Vespa è la terza Camera dello Stato, “Che tempo fa” è l’attico della sinistra snob, dove tutto è bello, nel Paese delle Meraviglie di Alice-Fazio. Per Fazio sono tutti belli, bravi, buoni. Sono tutti bravi, anche quelli di centro-destra. Anche Christian De Sica, anche Boldi. Bravi tutti. Belli. E buoni. Con Fazio, non c’è più differenza tra Pelù e Pelè. Persino di fronte ai suoi ospiti-comici come Antonio Albanese (realmente dissacrante) e alla Littizzetto (sguaiatamente innocua), si scandalizza, si erge a pompiere, gesticola, si dissocia. Fazio lo vedrei più come il presentatore del “volemosebbene”, il maestro del paraculismo d’essai, il campione della chiacchiera” iperfamiliare, il Paolo Limiti di sinistra che sta all’urticanza televisiva come Rocco Buttiglione sta alla filosofia. Andava meglio quando faceva l’imitatore. Io non lo vedo affatto bene come “conduttore” (tantomeno su Raitre). E’ troppo mansueto, sussiegoso “buonista”, disinnescato per vocazione. Guai a fare una domanda scomoda. Conduce solo l’unanimismo “fazioso”. D’accordo sul fatto che il convento mediatico di Rai Tre non passa di meglio, ma non per questo bisogna accontentarsi del “meno peggio”. Persino il molleggiato Adriano Celentano lo ha definito “un ipocrita dai modi gentilini e perbenini esperto in lavaggi del cervello”. L’unico argomento a favore di un tipo moderato come Fazio sono gli ospiti. Dai tempi di “Quelli che il calcio”, ad “Anima mia” a “Che tempo fa”. E’ riuscito a portare in televisione coloro che la tivù non la amano, da Nanni Moretti a Umberto Eco, da Roberto Saviano a Beppino Englaro, dalla sorella di Enzo Biagi a Dori Ghezzi (quale vedova di De Andrè). E’ questo che lo aiuta, il fatto di essere sempre “amico di”. Lui non intervista, ospita. Li fa sedere come discepoli alla sua sinistra e non fa mai domande cattive. E’ un intervistatore senza interviste, un domandante senza domande, un colloquiante senza colloquio. Il perché lo ha spiegato lui stesso: “Le domande scomode sono un mito, che bisogno c’è di essere cattivi?”, Certo, che bisogno c’è? Perché scoperchiare qualche verità e rischiare il posto di lavoro e i due milioni di euro annui che percepisce in Rai? Riesce sempre a buttare una discussione in cazzeggio. Mi ricordo quando ospitò Gianluca Vialli, uno dei suoi ottomila miti, non gli chiese mica di argomenti scabrosi come il doping e il processo Juventus, no. La buttò in vacca, chiedendogli se “E’ vero che in Inghilterra non c’è il bidet?”. Come quella volta che ospitò Margherita Hack. Si poteva parlare di testamento biologico, eutanasia (oltretutto era la stessa puntata di Beppino Englaro), ma lui no, ha messo su il suo sorrisetto finto-furbo e parlava di facezie: “Come stanno i suoi gatti? Perché le piace Pinocchio ma non Harry Potter?”.
    E lui vorrebbe insegnare il giornalismo d’assalto a Santoro? Lui? Con Travaglio (ospite), che non stava al suo gioco, ha dovuto ripetere afflitto: “Mi tocca dissociarmi, non sono d’accordo su niente con te”. Nei giorni successivi si è dato da fare per leggere le scuse di Mamma Rai. Poi chiese scusa a Gasparri. Da Fazio non ci sono contenuti, ma solo forma. Si parla, ma non si dice nulla. Si muove la bocca, ma quel che ne esce è solo suono. In un momento come questo, nel quale il centro-sinistra fa di tutto per adeguarsi al berlusconismo (col risultato di aver perso quasi tutto, voti ed identità), Fabio Fazio è perfetto, perché se non è un buonista lui, lui è certamente il contrario del cattivismo. E’ quello che approfittò della defenestrazione di Daniele Luttazzi per rubargli l’idea, continuando una trasmissione acida e corrosiva e trasformandola in un goccio d’acqua. In realtà, Silvio Berlusconi non ha neanche mai lontanamente pensato a Fazio come ad un avversario. Lui viene fuori dal partito del Garofano. Dici Garofano e pensi a Craxi. Dici Craxi e pensi a Berlusconi. Già nell’Ottanta, il Nano lo voleva scritturare nel cast di “Premiatissima”, show della rete ammiraglia del suo Gruppo (allora Fininvest), ma l’idea venne abbandonata, ma solo perché pensarono che non faceva ascolti.
    Non che nei dintorni di Mediaset ci sia di meglio tra i burattinai dell’etere, eh? Intendiamoci. Ma la cosa più triste è proprio questa: che ci resta davvero poco da difendere nella televisione di Stato quando lo Stato diventa “il governo Berlusconi”. Una che fa ridere (la Dandini) e l’altro (Fazio)? Pure.


  8. Bar, condivido il tuo giudizio critico su Fabiofazio, ma ha dato spazio a Paolo Rossi e Albanese che certo buoni non sono con il Potere del nano. Fabiofazio è un bravopresentatore, è un intrattenitore, è un altro punto di vista sulla realtà, non spetta a lui fare giornalismo. Ma Bar hai letto che alla gabanelli il D.G. della Rai non la vuole coprire dalle possibili denunce?
    Non ci vuole poi molto per cancellare un programma senza tanto rumore…


  9. in questo caso specifico il programma si cancella solamente se i giornalisti che lo preparano se la fanno sotto
    se vuoi fare del giornalismo d’inchiesta e “d’assalto” non ti devi curare della copertura legale data dall’azienda
    tu porta avanti le tue inchieste con coraggio
    se non sei una mezza calzetta di giornalista
    se devi mettere in mostra le storture del sistema
    allora fallo!
    senza timore
    se poi qualcuno dovesse denunciarti per un qualsiasi motivo
    beh, che si prenda la responsabilità dell’azione che intraprende
    così come deve fare il giornalista quando porta avanti la sua inchiesta
    poi in sede di giudizio
    succeda quel che deve succedere
    la faccio troppo semplice?
    forse sì
    ma anche no
    i giudici si possono comprare?
    embè?
    che facciamo?
    aboliamo la magistratura per questo?!
    tutti si possono comprare
    dal lattaio
    al giudice

    al giornalista

    i giornalisti sono una delle categorie più facilmente corruttibili

    molti esercitano forme di “prostituzione intellettuale” bella e buona
    (cito un allenatore di calcio
    che è tutto pane al pane
    vino al vino)

    ma questa è un’altra storia

    molti giornalisti hanno avuto il coraggio di portare avanti le loro inchieste scomode
    se ne sono fottuti del fatto che non avessero qualcuno dietro che li proteggesse
    molti di loro ci hanno lasciato anche la vita
    sul campo
    da questi si prenda esempio
    e non da fazio
    uomo per tutte le stagioni
    al pari di vespa
    lacchè e lecchino di un pò di tutti
    potenti ed “impotenti” (fazio)

    il classico esempio di chi subdolamente fa finta di andare controcorrente
    sempre pronto però ad inchinarsi e genuflettersi ai vertici aziendali
    e non solo a quelli
    il classico esempio che serve a gente come il berloska per affermare che la rai è del tutto libera perchè lì ci può parlare chiunque
    intanto appena sente odor di bruciato il nostro fabione nazionale eccolo prendere le distanze
    e pararsi il culo appunto
    stomachevole!

    e quindi quoto appieno l’aureliano


  10. ma la mia non voleva essere una difesa di fabiofazio.

    Il mio era un ragionamento sul fatto che “Loro” non sopportano il fatto del non avere il controllo.

    il discorso è che ai vertici (e quindi conseguentemente al Capo) non va giu il fatto di non avere il controllo diretto su tutto.

    Non centra il fatto di essere piu o meno innoquo.
    Fazio è innoquissimo ci mancherebbe ma magari loro non hanno potere sui suoi ospiti e sulle cose che vengono dette (il 90% delle volte pura fuffa..) ed è questo a non andare giu.

    Domenica sera invece c’è stata una bella inchiesta di riccardo iacona sui respingimenti.

    Sicuramente “innoqua” pure questa (rai tre non ha potere di condizionare nulla) ma tuttavia pur sempre fuori dal loro controllo.


  11. Ma io non capisco Gaggio perchè dobbiamo avere bisogno di eori in questo paese. Del tipo che se a me mi denuncia un miliardario che ha una ventina di avvocati, io mi devo cercare uno che costa poco, perchè non c’ho una lira, sperando di salvarmi il culo anche se ho ragione.
    Credo che Buendia abbia ragione, e concordo con ciò che dice a proposito del controllo.
    La responsabilità del proprio lavoro è personale certo, ma vorrei proprio leggere nel cuore di quei giornalisti che hanno assistito al teatro delle minacce velate (feltri), o meno (richiesta di milioni di euro di risarcimento).
    Viviamo in una società ormai talmente egoista, che è sempre valido il motto: “armiamoci e partite”. Oppure “vai avanti tu…”.
    Ognuno prende esempio da chi può. Molti italiani prendono esempio dal diversamente nano, ha ragione lui. Vorrebbero essere hilander, avere nel letto una donna diversa tutte le notti, oppure sposare un miliardario, oppure essere utilizzatori finali di qualsiasi MERCE.
    Io non confondo Luttazzi (che non lavora più), con Ilaria Alpi (che è stata ammazzata. Nè confondo Borsellino e Falcone, con i giudici corrotti. Mi chiedo soltanto perchè devo vivere in un paese in cui se voglio giustizia e moralità, etica e socialità devo fare l’eroe?
    Oppure mi devo chiudere in casa facendo finta di non vedere, perchè tanto so che da sola non riesco a cambiare una mazza…


  12. E chi parla di eroi?

    Frà, ma allora dove sta il problema? Da nessuna parte, per chi si accontenta di un imbonitore che non sa andare oltre il senso ed il luogo comune. Per i più esigenti, per chi vorrebbe oltrepassare il fascio conformista e omologante, forse, ci vorrebbe qualche Michele Santoro in più in RAI. Ora lui (da ex comico) con i comici quasi si indigna. O finge di indignarsi e fa le mossette. Di Grillo ha detto : “Sono più pessimista di lui”. Quasi a dire: sembro buono, ma in realtà so cose che voi umani neanche osate immaginare. Non è un “bravo presentatore” che si crede un “bravopresentatore”. Non è un “intrattenitore” che si crede un bravo “conduttore”. Lui davvero crede di fare del “buon giornalismo”. D’inchiesta, persino. In realtà, manda solo buffetti e non critiche. Ma non è consapevole. Nel 2002, voleva far credere a tutti che nell’editto bulgaro del Berlusca, il terzo censurato – accanto a Biagi e Santoro – fosse lui. Al “Messaggero” non ce la faceva a parlare male dei programmi che non gli piacevano, così misericordioso da beccarsi la pitiriasi quando lo accusarono (ingiustamente) di abusivismo edilizio. Si incazzò quando Daniele Luttazzi, nel maggio del 2007, raccontò che Fazio gli aveva rivelato di non aver fatto il militare grazie ad una raccomandazione di Craxi. L’ammissione era avvenuta di fronte a più persone, nel 1992, durante una trasmissione che si chiamava “T’amo tv” in onda su Telemontecarlo (condotta da Fazio e tra i comici c’era Luttazzi). Non lo ha mai smentito, né querelato. Si limitò a censurarlo, visto che Luttazzi in quella trasmissione fece una battuta sui militari, Fazio bloccò tutto e gli chiese di non ironizzare sul tema. Nella sua paraculaggine infinita ci scherzò sopra: “Chiesi la raccomandazione a Reagan e Gorbaciov, poi cadde il Muro e finì lì”. Variante ridanciana della smentita che non smentisce. Il buon Fabio Fazio se la prese moltissimo quando Antonio Ricci (che lo detesta) gli ha fatto consegnare il Tapiro (con Valerio Staffelli divenne come una statua di marmo, non rispose nemmeno una parola, tranne “Non vi autorizzo a mandare in onda”, ma, ovviamente, andò tutto in onda). E’ vero che Fabio Fazio ha avuto il merito di riportare in RAI Paolo Rossi. Ma è proprio questo che fa di lui una finta voce “fuori dal coro”. Fazio è intimamente terrorizzato all’idea di essere oscurato e il bello è che lui crede veramente di correre questo rischio. Lui si crede davvero un giornalista d’assalto. Gli è bastato un allenamento a La7 – con una buonuscita che da sola sfamerebbe i terremotati de L’Aquila – per convincersi di poter essere percepito come reale minaccia politica. Ogni volta che viene minimamente criticato, quasi sempre da un eminente statista di centro-destra – tipo Maurizio Gasparri – lui si dissocia da sé stesso e chiede scusa. Se Fazio fosse il leader del Pd, per prima cosa farebbe una Bicamerale con Berlusconi, e subito dopo lascerebbe confluire interamente il partito nel centro-destra (come ha fatto Fini): così, per solidarietà nazionale. Per amor patrio. Per eccesso di zelo.
    Ti chiederai perché mi indigna tanto questa cosa. Te lo spiego. Mi sento circondato (anche sul lavoro) da gente come lui. Con contenuti vacui, inconsistenza politica, rinuncia al coraggio, quieto vivere, buonismo sbarazzino. E questo Paese sta diventando quello che sta diventando anche grazie a gente come lui che ha il potere del tubo catodico.
    Il caso Fabio Fazio è paradigmatico non solo giornalisticamente. Con lui la cultura è scesa al livello delle Figurine Panini. E’ un nuovo modo di vivere e pensare. Un pensiero debole, un’ideologia debole che hanno bisogno di “pensatori” – e veicolatori – deboli.


  13. Bar madò…. ti ho letto tutto d’un fiato. Ovviamente hai ragione se contestualizziamo il “bravopresentatore”. E’ come dire che Il Mike nazionalpopolare, di cui oggi si ricordano opere vita e “miracoli” (la mediocrità come valore perchè parlava a tutti gli italiani), avrebbe dovuto fare politica contro Craxi o Andreotti. Hai ragione su tutta la linea quando mi dici che è arrivato il momento in cui tutti noi la smettiamo di giocare con le figurine Panini, e ci diamo una mossa come soggetti di una società alla deriva sulla Zattera della Medusa (è un quadro che mi piace molto, emblematico di questi malatempora). Ciascuno responsabile sul lavoro, nel tragitto lavoro-casa, in famiglia, con gli amici. Si, hai ragione Fazio non legge il tempo, il pericolo, lo straniamento, e forse è egoista. Fa il suo lavoro che comporta compromessi. Non so se si sente giornalista, forse… Sa bene come parlare a quelli della sua età (come si stava bene quando si stava peggio…). Però Biagi lo ha invitato, così come la Margherita Hack e tutti coloro che hanno potuto dire. Anche se lui si è dissociato. Non so Bar mi resta il dubbio. Meglio essere eroi e rischiare l’ostracismo dalla TV? o gigioneggiare con la dissociazione mantenendo uno spazio dove si può esprimere il proprio pensiero?
    Mi troverei in difficoltà nel dover scegliere. Cerco di essere onesta, perchè è facile scegliere cosa devono fare gli altri quando si ha il culo al riparo (chiariamo che non è un giudizio riferito a te, di cui conosco la sincerità di pensiero). Parlo di chi vorrebbe che Tutti fossero eroi, forti, sicuri, anche aggressivi, ma lasciano da soli quei Tutti perchè loro sono stanchi (del lavoro? della moglie rompicoglioni? dell’amante aggressiva? Del tubo di casa che perde? o della Juve che non riesce a trovare il modulo). Bar mi piace la tua moralità la tua etica. Per vent’anni ho lavorato in un ambiente dove nessuno si faceva domande, e se se le faceva evitava di darsi delle risposte. Puoi immaginare come mi guardavano. (ecco qui…la solita rompicoglioni.)Perchè si poteva parlare solo di calcio o di donne, o barzellette sconce, o dell’ultimo modello di telefonino, dieci anni fa di quanti mega aveva il PC.
    Avere uno spazio dove OGGI si può dire tutto e il contrario di tutto (o dove si può prendere per il culo pure il Cardinale più potente del mondo), è prezioso. Certo che è meglio Santoro o la Gabanelli, o lo stesso Iacona per restare in TV ma uno se è portato per il sorriso invece che per la guerriglia, l’importante è sapere da che parte sta. Fazio per esempio sta dalla parte della libertà di pensiero. Per l’ambiente, la fecondazione assistita, il testamento biologico. Non sarà un eroe. Abbiamo bisogno di eroi o di qualcosa che sia più duraturo? Gli eroi a volte servono a far pensare ai più deboli:”Io non ce la farè mai….”


  14. punto 1
    aureliano
    lo so bene che la tua non era una difesa di fabiofazio

    l’hai bastonato (a dovere) che la metà bastava!

    punto 2
    e chi ha detto che dobbiamo aver bisogno d’eroi ed atti d’eroismo?!

    tristo è quel popolo che ha bisogno d’eroi
    asseriva quello là

    il giornalista deve fare buon giornalismo
    e buona e corretta informazione
    e prendersi le responsabilità di quello che dice e scrive

    punto e basta

    ecco dove si dimostra il nostro essere italietta
    nel considerare falcone e borsellino degli eroi
    possiamo considerarli al limite dei martiri
    dei caduti nell’adempimento del loro dovere
    facevano solamente il loro mestiere
    come tutti dovrebbero fare
    e niente più

    se consideriamo eroe chi fa con perizia il proprio dovere ed il proprio lavoro stiamo freschi

    punto 3
    fabiofazio difensore della libertà di pensiero?
    può essere
    d’altronde se chiediamo a berlusconi se ritiene di essere un difensore delle libertà
    credo che otterremmo in risposta un bel “certo che sì”

    a me il fazio pare solamente uno specchietto per le allodole
    del tutto funzionale a questo sistema di potere
    così come lo furono ai tempi alighiero noschese ed affini

    così come lo è forattini nel campo della “satira” fumettara

    così come lo è travaglio nel giornalismo

    vabbè la chiudo qui
    che è meglio

    valà


  15. Non so perchè Gaggio, ma far tutto un calderone senza distinzioni, a me, pare un alibi di coscienza. Di non scelta. Dire che tutto fa schifo, che sono tutti uguali, che è tutto uno specchietto per le allodole… etc. non può esimerci da dire da quale parte si sta. Certo che Berlusconi dice che lui è per la libertà di pensiero e di stampa… ma i fatti poi… lo smentiscono. Come dice Bar forse Fazio non si schiera ma poi lascia lo spazio a chi vuol dire. Il nano se non la pensi come lui cerca di distruggerti… ed ha il potere per farlo.
    Tutti uguali? Non ci sono buoni che arrivano a cavallo per salvarci dall’accerchiamento? Mah! E perchè dovrebbero aiutare (rimettendoci di proprio) tipi che dicono che tanto… non cambia niente.


  16. tacciato di qualunquismo dunque?

    evvabbè!

    appena uno si permette di pensare in proprio sganciandosi da questo antiberlusconismo insulso ed avulso ecco che diventa un qualunquista

    mi sembra di ritornare indietro nel tempo
    quando scrivevo per le fanzine dell’ultrasinistra
    bacchettavo dall’interno

    e mi venne gentilmente riferito “gaggiolino, è il caso che tu faccia dell’altro…che ci stai rompendo i maroni…vai a prenderci il gelato và…anzi vai a giocare a biglie sull’autostrada…che è meglio”



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