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Attraversare tutto il mare

12 luglio 2009

Attraversare tutto il mare

cercare porti naturali

che offrano quiete

dopo tanto vento.

Andare con l’ansia

dell’inadeguatezza

issando vele di nostalgia

fuggire dalla turbinosa calma

dallo schianto del dubbio

dal freno della mente.

Perdersi

Nessuna rotta tracciata

Nessun faro e neanche una stella.

Tornare sempre qui

A naufragare tra le mie braccia

e insieme guardare il mare

che non volemmo più.

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8 commenti

  1. eh, Frà, in effetti, a proposito di “sbandamenti”, l’altro giorno, parlando con un amico (che si chiama Colino), siamo arrivati ad una tragica conclusione: “Ma ti rendi conto che, adesso, con le nuove leggi sui controlli stradali, se andiamo al Duncan pub a farci un paio di birre scotch al doppio malto, dovremmo tornare a casa in taxi…?”. Machecaz…


  2. certo che, rileggendo meglio i versi scritti nel post, mi rendo conto che il mio commento non c’entra quasi una cippa ed è OT…però, il fatto del palloncino è vero…eppoi, dicono sempre che la poesia non ha mai un’unica lettura-interpretazione…la mia ha a che fare con il contrasto tra la birra e polizia stradale…


  3. Caro Bar, condividere una tua preoccupazione mi fa bene. Hai ragione siamo in uno stato di pUlizia… :-)….
    Da queste parti si usa (tra donne) mettersi d’accordo: si esce con una sola macchina e una del gruppo NON beve…. e guida al ritorno.

    La poesia parla di sbandamenti?
    Forse hai ragione, non l’avevo mai considerata da questo punto di vista…
    Era un andare, vivere, provare, scontrarsi con il vento della vita, enon lo descriverei con la parola “sbandamento”, insomma non mi sembra la parola giusta, userei più il verbo “osare”. E poi sulla barca erano in due, a scegliere il pericolo. Era un desiderio di fuga, un lasciare tutto, con consapevolezza delle difficoltà… per trovare un porto dove… Vabbè, le poesie non si spiegano.
    Ma grazie comunque per avermi permesso di discuterne.
    P.S. A me piace la Guinnes..


  4. La sensazione dello “sbandamento” credo che mi sia stata suscitata dal “tanto vento” e da quel “nessuna rotta tracciata” scritti nel tuo post-poesia. In quel perdere la direzione…ma, certamente, il tuo “osare” in due e in barca si riferisce ad altro che non conosco… e va bene così che ognuno dai versi ci tragga un “suo” significato…

    Aggiornamento.
    ——————

    Ieri notte, il miei commenti precedenti hanno avuto uno sviluppo. Con Colino, siamo andati a cena da amici. Lui si è fatto accompagnare da me in auto. Io avrei preferito andare a piedi anche perché il posto dove saremmo andati era vicinissimo a casa mia. Vabbè… Immaginavo l’epilogo della serata a base altamente alcolica (in quattro – per accompagnare la carne alla brace – ci siamo scolati due Pinot, due Amaroni e una bottiglia di vodka). Insomma, Colino, alla fine della serata (più o meno verso le tre di notte), non ricordava più nemmeno dov’era casa sua. Stamane, pare che Colino sia caduto, faccia a terra, inciampando nel suo cane. Ora ha il naso grosso e viola come una melanzana. Da noi, in dialetto, si dice “aggiustarsi il cane” per intendere che ti sei preso una sbronza indimenticabile. Sarà un caso? Mi riservo di fornire ulteriori particolari su quanto accaduto, perché alcuni aspetti della vicenda risultano poco chiari.
    PS: la scotch doppio malto alla spina che hanno in un pub qui è ineguagliabile. Non si trova facilmente in giro. Io riesco a berla solo al “Duncan”. Credo che sia l’unica birra che, al secondo bicchiere (zero quaranta), ti fa perdere il senso dell’orientamento e altro che “sbandamento”! davvero devi chiamare un taxi per farti riportare a casa…


  5. Tornare sempre qui
    A naufragare tra le mie braccia
    e insieme guardare il mare
    che non volemmo più.

    Woow, wow ma è bellissima…hai un cuore sensibile, mia cara. E’ un piacere leggerli e rileggerli.
    Mi piacciono molto questi versi, ti spiace se li cito nel mio tumblr?


  6. cita dove vuoi. Grazie dei complimenti


  7. Un saluto veloce, Fra, bello quello che hai scritto, mi piace molto. Complimentissimi



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