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Sicurezza

9 giugno 2009

Aereoporto di Treviso. Sono in fila per i controlli del bagaglio a mano. I voli low cost hanno trasformato questo piccolo aeroporto in una piccola bolgia internazionale, quindi in fila ritrovo esponenti di tutto il mondo universo.

Quando tocca a me, come sempre l’allarme suona.

A volte sono i tacchi degli stivaletti rossi stile old america, a volte è la fibbia di metallo che è attaccata ai pantaloni e che non si può staccare. Ma stavolta mi sono premunita: ballerine, niente collane. Insomma credo di essere "pulita".

Passo attraverso il controllo e quello suona. Perchè suona? Porcamiserialadrazozza?!

Una virago con accento veneto mi guarda minacciosa. "Si tolga le scarpe" mi intima. E io che mi sento già colpevole per le mie scarpette chiuse, ubbidisco e resto lì a piedi nudi sul pavimento (perchè non c’è uno straccio di tappeto sul quale non farsi venire un mal di pancia da blocco digestivo), e mentre aspettiamo che le scarpe infilate in una di quelle cassette di plastica superino i raggi ics, lei mi chiede, ma in fondo me lo impone:"Posso controllarla?" Con gli occhi sempre più spalancati mi affido a questo donnone nervoso e poco disponibile, che mi palpa come si fa nei film americani prima di entrare nel ristorante dove il padrino si fa un piatto di peperoni, o dove la Cia o l’FBI controlla se hai una pistola attaccata al polpaccio nei trhiller. Mi fa un effetto strano essere palpata come se fossi una delinquente. Devo avere un aspetto orribil?. In effetti sono stanca, ma non credo che l’aggeggio suoni per stanchezza.

Le scarpe ci mettono un po’ a fuoriuscire dal buco, lei mi lascia e va a controllare perchè non sbuca niente dalla tendina… e si accorge che tutto è rimasto al di là del nastro, si è dimenticata di spingere sul rullo.

Sono imbarazzata e anche un pò scoglionata con il produttore dei miei reggiseni col ferretto, e con la società dell’areoporto internazionale di Treviso. Siamo un paese del G8 potrebbe la Playtex usare materiale che non provochi allarmi terroristici? (In fondo le mie tette sono grosse ma non da terrorizzare qualcuno). E la società che gestisce la sicurezza all’aeroporto di Treviso dotarsi di un arnese che permetta il controllo senza che qualcuno mi faccia dei palpeggiamenti non desiderati?

Mi rinfilo le scarpe e vado al gate. Sono furiosa, l’aereo è arrivato con mezz’ora di anticipo però….

10 commenti

  1. ci si sente sempre un po’ terroristi ai controlli in un aeroporto..


  2. ci si sente
    ci fanno sentire
    un pò terroristi
    ovunque
    ai semafori
    nei supermercati
    all’ingresso di una banca
    al cinema
    ovunque
    e comunque

    probabilmente ho una sonda infilata nel retto che mi controlla anche quando vado al cesso
    deve essere molto ma molto piccola
    piccolerrima
    chè non la sento
    dentro
    ma si sa
    la teconolgia ha fatto passi alla grande
    nel costruire in piccolo


  3. a me aprono il bagagli e mi palpano spesso in aeroporto. temo sia per la barba non per la mia avvenenza.peccato.


  4. Sarebbe grave se si andasse all’aeroporto per avere una palpatina ogni tanto…eheheh


  5. frale: ma come sarebbero delle tette grandi
    ma non da terrificare qualcuno?

    gaggio. scusa neh. ma se hai un sondino infilato lì
    non è che quando vai al cesso
    li fai fessi, diciam così?
    che ti rincorrono per tutte le fogne
    fino al delta del po
    tra gli aironi?

    per dire.

    CIAO!


  6. però ora che ci penso a me non mi palpano mai! mi sento quasi offesa.è vero che sono una maestra della faccia da cucciolo indifeso, però……
    😉


  7. OK.
    Cosa resterà di noi?
    Qualche palpatina.
    La misura della quale dipende dai punti di vista.

    Nicky TVB!


  8. Al di là di tutto, e della sincera solidarietà, Mi colpisce il particolare degli stivaletti rossi stile old america…🙂


  9. In senso positivo o no?
    Stivaletti estivi, bassi, (diconsi tronchetti?), tacco grosso rivolto verso l’interno e punta arrotondata. Da cow boy insomma. Che ci vuole il coraggio di un esploratore del sevaggio west per andare in giro per le nostre città…
    Troppo eccentrici dici?
    So che suonano al controllo per questo ormai evito di indossarli quando viaggio. Una volta a Fiumicino nella fila a fianco della mia, è passato oddio no mi ricordo come si chiama, quello cattivo “della meglio gioventù…”, che mi piace un casino, e io lì uno stivale si e uno no che armeggiavo per mantenere l’equilibrio… Mai più tronchetti rossi, che se incontro l’uomo della mia vita in quelle condizioni?!


  10. Ma come! Ed io che pensavo che quando (quando!) ci saremmo visti per il famoso caffè ti saresti presentata giustappunto in stivaletti :p



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