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Un tempo per ridere e un tempo per piangere

15 aprile 2009

Nel cosiddetto Vangelo di Giuda, Gesù ride spesso. Ride dell’ottusità degli apostoli, ride dell’indegnità delle chiese e dell’inferiorità del loro dio, ride della nostra ignoranza che ci rende inaccessibile il nome dell’Eterno. In quel vangelo come negli altri testi gnostici, la salvezza non è l’espiazione del peccato ma il raggiungimento della consapevolezza, che è un dono, è il frutto d’una elezione: come sarà per Lutero la fede che ci giustifica. Per i tanti cristianesimi possibili dei primi secoli, così come per quelli resi possibili più tardi dalla Riforma, il rapporto diretto con Dio, il dono della Sophia o della Grazia, il libero esame della Parola sono la via – plurale, sinuosa, errabonda – per la salvezza. (da Giuda l’oscuro di A.Di Grado).

Ma il Vangelo di Giuda bisogna cercarselo, e dopo averlo letto sentirsi in colpa (perchè la Chiesa dice che è apocrifo).

Perchè dobbiamo piangere non ridere, ridere è rivoluzionario, perchè per ridere occorre sapere, conoscere.

Vauro è stato sospeso perchè rideva di tutto e tutti. Anche dei potenti. Perchè ridere significa non avere paura. Nemmeno della morte.

Facciamocene una ragione: siamo in dittatura.

11 commenti

  1. ne sapevano qualcosa i monaci de Il Nome della Rosa sul ridere rivoluzionario…

    Però ora mi viene in mente “..e sempre allegri bisogna stare che il nostro ridere fa male al re, fa male al ricco e al cardinale loro son tristi se noi piangiam”

    …entrino entrino siori e siore i nani e le ballerine…


  2. posso permettermi di consigliare la lettura de “La Gloria” di Giuseppe Berto?

    una bellissima rivisitazione del rapporto fra Gesù e Giuda vista dall’ottica di uno scrittore che “si cala nei panni” del più vituperato fra i traditori

    tanto che vien da chiedersi
    “ma Giuda fu davvero un traditore?
    o molto più semplicemente e “nobilmente” uno strumento fondamentale per la realizzazione del disegno divino?”

    in fondo Giuda
    che se ne andò fuori di melone per le note vicende a lui legate
    agì in base a quanto era già stato stabilito
    il suo libero arbitrio era molto limitato

    era già tutto scritto
    catalogato
    ogni pensiero
    ogni peccato


  3. @grazie uomini.
    grazie buendia che mi hai fatto pensare al nostro premio nobel e grazie a
    @gaggio. Berto eh?!
    La Gloria. Seguirò il tuo consiglio.
    Gaggio e tu lo hai letto “Il Vangelo secondo Gesù”di Saramago?
    Per quanto riguarda il libero arbitrio (concetto a cui tengo moltissimo nella mia filosofia di vita….), non so se sono imbevuta di cattolicesimo ignorante, ma credo che siamo liberi di scegliere… fino all’ultimo istante, della nostra vita. Altrimenti saremmo burattini, o no?! Che Dio potente e antipatico sarebbe quello che ci fa solo strumento della sua pazzia?
    No, se scelta è stata quella di morire crocifisso, anche Giuda è stato libero di scegliere. Poteva decidere che no… “me ne frego che hai bisogno che tutto si compia… NON IO. Non in mio nome”… Ma in fondo Giuda era soltanto un megalomane, uno che voleva restare nella Storia, fare un reality show con milioni e miliardi di share… trovare significato… invece che restare un anonimo apostolo (chi se lo ricorda Bartolomeo?), vuoi mettere Essere ricordato forever?
    Un pò come ‘sto nano che ci tocca come sgovernante: “Con me o contro di me, purchè si parli di me”. Giuda appunto.


  4. …si, siamo in dittatura ormai non vi sono dubbi, se ne devono rendere conto anche i politici di centrosinistra forse troppo dentro alle stanze ai piani alti per capire.
    Il Vangelo di Giuda è nella mia biblioteca ma non l’ho ancora letto.
    Un abbraccio, Carla


  5. Concordo sul valore liberatorio e rivoluzionario del riso. Come cantava in tempi non sospetti Dario Fo:


    Sempre allegri bisogna stare,
    che il nostro piangere fa male al re,
    fa male al ricco e al cardinale,
    diventan tristi se noi piangiam.


  6. copio e incollo dal sito di Sabina Guzzanti 18 aprile 2009:

    A proposito delle polemiche su Anno Zero questa notizia tra i quotidiani principali è solo su Repubblica. non ve n’è traccia né su il giornale, né sulla stampa, né sul corriere. è la prova che santoro aveva ragione e loro torto.
    i cittadini che votano a destra non lo sapranno mai. a proposito di conflitto di interessi trita domanda: come mai gli italiani votano berlusconi? lo votano un po’ perché sono imbottiti di propaganda e un po’ perché non
    c’è nient’altro da votare.

    Tra parentesi, l’ho scritto in un commento ma forse è bene dargli il giusto risalto, la scorsa puntata ha fatto una media del 21%, il mio pezzo è salito fino al 34%. questo per quelli che dicono, la satira la censura hanno stufato, per questo non se ne parla non per altro. E per ribadire che non mi fanno fare tv solo perché la so fare. in questo paese se sei intelligente e capace sei un pericolo.

    solo i vermi fanno carriera solo gli incompetenti rincoglioniti e ammanicati sono ammessi nelle stanze dei bottoni.

    tv
    Dalla bignardi una giovane di sinistra ha chiesto a D’Alema: hai detto non si cambia una classe dirigente finché non ce n’è un’altra con cui sostituirla. aiutaci nei prossimi anni a far crescere una classe dirigente nuova”. gli occhi di d’alema si sono per un momento riempiti di lacrime (con l’età ci si commuove) non ho capito se per il pensiero di dover mollare la presa o per la fiducia espressa. probabilmente un mix. e però è davvero singolare che arrivati ai sessant’anni non si sia ancora cresciuta la generazione successiva. al di la di ogni altra considerazione è una genarzione politica caratterizzata da una avidità quasi patologica


  7. se ho letto “il vangelo secondo gesù” di saramago?

    claro que sì!

    non mi trovo in accordo con te per quanto riguarda il libero arbitrio in riferimento a giuda

    me sa che giuda
    c’aveva poco da fà
    contro la volontà di dio
    intendo

    me sa

    il suo destino era segnato


  8. Non so perchè ma i vostri post (di @bar e di @gaggio dico) mi sembrano molto ben collegati tra di loro.
    L’uno sono la risposta dell’altro e viceversa.
    Gaggio caro non posso essere d’accordo con il tuo dubbio filosofico.
    Se tutto è deciso, se Dio avesse già deciso per ciascuno di noi l’obiettivo, che significato avrebbe la vita dell’individuo?
    Che spazio avremmo per pensare che possiamo cambiare, modificare, migliorare, la nostra vita e quella degli altri? (Se ci chiamiamo Galileo o Montalcini, ma anche mo nonno non scherzava con i suoi filtri per il vino….).
    A che varrebbe l’etica, la morale se ciò che possiamo soltanto fare è affidarci alla volontà di un “essere superiore”?
    La spiritualità dell’uomo non ha niente a che fare con un “potente” che tutto sa e che ci usa per i suoi giochi…. (un Dio giocherellone sarà blasfemo? E che ne dici allora dell’elefante? O delle zanzare? Non ti sembra che abbiamo a che fare un capo clown?).
    No, se prova posso avere della “presenza” di un essere divino, o della nostra divinità, la trovo nella libertà di scelta dell’uomo. Nel suo libero arbitrio.
    La stessa libertà che invece il potere politico (economico, sociale)vuole sempre indirizzare, conculcare, sopprimere, dirigere, soffocare.
    Per questo chi ride del potere è pericoloso ed è da eliminare.
    Chi ride sa che dietro tutto quel “comandare” si nasconde una verità di “inefficienza”.
    Adesso dire che abbiamo un Dio che è un pò inefficiente potrebbe risultare oltre che blasfemo, un pò scemo.
    Ma se i nostri beneamati preti, ci hanno insegnato che Dio interviene su quello che accade su questa terra, e bisogna affidarci a lui…allora come lo spieghiamo “il terremoto”? Se non che ha lavorato male quando ha costruito questa parte del condominio Universo.
    Essere crticici nei confronti di tutto ciò che ci è “superiore” ci mantiene liberi.
    Ecco io credo che Giuda avesse due possibilità, solo che ha scelto la più comoda e quella più vicina al conformismo. Perchè stare dalla parte di Gesù era rivoluzionario……


  9. Frà, la tua domanda sul “dio dei terremoti” mi ricorda un po’ quella di Dostoevskij ne “I Fratelli Karamazov”: “Se Dio esiste come può permettere la sofferenza dei bambini? Proprio loro che a Lui sono più vicini, in loro che ancora splende l’innocenza che presto perderanno”. Ivan Karamzov (l’ateo) non può accettare l’idea, la semplice idea di Dio in un mondo dove c’è spazio per la sofferenza dei bambini, questo può essere possibile solo in un mondo senza Dio. Altrimenti sarebbe un Dio ingiusto.

    Saramago concludeva altrove che “se tutti fossimo atei vivremmo in una società più pacifica”. Non sono sicuro che abbia ragione, ma certo sembra che indirettamente gli abbia risposto papa Ratzinger nella sua enciclica ‘Spe salvi’ dove ci dice che al contrario l’ateismo del XIX e del XX secolo, anche se si è presentato come protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale, ha fatto sì che “da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia”.

    Mi viene il sospetto che Ratzinger pensasse a quei senzadio di Lenin e Stalin, ma dimenticava che sulle bandiere naziste stava scritto ‘Gott mit uns’ (che significa ‘Dio è con noi’), che falangi di cappellani militari benedicevano i gagliardetti fascisti, che ispirato a principi religiosissimi e sostenuto da Guerriglieri di Cristo Re era il massacratore Francisco Franco (a parte i crimini degli avversari, è pur sempre lui che ha cominciato), che religiosissimi erano i vandeani contro i repubblicani che avevano pure inventato una Dea Ragione (‘instrumentum regni’), che cattolici e protestanti si sono allegramente massacrati per anni e anni, che sia i crociati che i loro nemici erano spinti da motivazioni religiose, che per difendere la religione romana si facevano mangiare i cristiani dai leoni, che per ragioni religiose sono stati accesi molti roghi, che religiosissimi sono i fondamentalisti musulmani, gli attentatori delle Twin Towers, Osama e i talebani che bombardavano i Buddha, che per ragioni religiose si oppongono India e Pakistan, e che infine è invocando ‘God bless America’ che Bush ha invaso l’Iraq.

    Di qui non era difficile arrivare alla celebre definizione marxiana per cui la religione è davvero l’oppio dei popoli…


  10. PS: lo so che sono lo scassapalle dei titoli dei tuoi post: io questo post lo avrei chiamato: “un tempo per ridere e un TEMPIO per piangere”.

    :))


  11. Bar titolo fantastico….
    Grazie!
    Ma lo sai che mi hai piacevolmente stupito, che ti immaginavo immerso nelle tue nuvole di felicità!
    Caspita invece che profondità….
    Inutile dire che sono d’accordo con te su tutto, meno che sull’enciclica di Benedetto che non conosco…
    Ti abbraccio “fra terna mente” …



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