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29 novembre 2008

Tornare bambini

Come è facile trascurare le qualità di una persona: la sua bontà, la sua capicità di essere accogliente, il suo spirito di collaborazione, la sua capacità di perdonare. Ci lasciamo sedurre da cose che non ci danno mai un vero appagamento: il potere, i soldi, l’immagine. A un bambino non importa che lavoro fai, o di che colore è la tua pelle; a un bambino importa se stai con lui, se può giocare con te.  I bambini trovano la felicità nelle cose a cui i grandi non danno importanza: imparare a tagliare con le forbici, impastare con le mani acqua e farina, sporcarsi di fango, imparare a salire una scala, abbracciare chi amano, nascondersi e farsi cercare. I bambini sono felici: i loro bisogni sono semplici. Poi crescono e…. dimentichiamo. Diventiamo così incapaci di provare momenti di felicità. Ci vorrebbero degli stage obbligati, ogni 5 anni, per ricordare come si fa. Professori i bambini.

Colonna sonora Il ballo del qua qua Romina Power

17 commenti

  1. Simbiosi!
    Un abbraccio, carla


  2. direi Signori Bambini.
    Daniel Pennac

    crg


  3. gnè gnè gnè…io cado spesso in fase regressiva…e mi piace essere piccolo e non grande..:))


  4. Ho appena finito di guardare Che tempo che fa, c’era Carlo Fruttero, ha fatto un quadro originalissimo sui Bambini. Un popolo di Exterrestri, ovviamente nel senso più positivo che una grande intelligenza può concepire. Buonanotte


  5. Concordo, assolutamente. Peraltro sarebbe un buon metodo per ridurre gli sprechi, i bimbi vanno più all’essenziale, finché non son traviati da certe pratiche commerciali più da adulti.


  6. @Aureliano Pennac imputa quasi tutte le responsabilità alla famiglia, in effetti la “famiglia” di questi è un pò impreparata all’accoglienza dei bambini. Ma i problemi non sono tutti lì… o no?
    @Bar, ma lo sai che lo avevo intuito? Fosse vero! A me sembra che hai perso tutto lo spirito libertario e curioso, proprio dei bambini. I bambini non sono pessimisti… per esempio 🙂
    @Carla, ma è vero che essere in sintonia è appagante? Con Fruttero poi… si, i bambini sono sconosciuti e sorprendenti.. poi ci impegnamo allo strenuo perchè ci rassomiglino.
    @Todo in effetti se tornassimo tutti allo stato della pura necessità infantile il mondo starebbe molto meglio. Mangiare, dormire, scoprire cose nuove, imparare e…. essere amati. Niente egoismi. Che mondo fantastico eh?!


  7. @ scusa Aureliano, nel risponderti è saltato un “questi”. Il pensiero voleva essere :”di questi tempi”… ciao e grazie del commento.


  8. Lo dici tu che i bambini non sono pessimisti. Proprio stamane ne ho avuto la conferma. Davanti alla mia auto c’era una Punto con una bimba di non più di cinque anni che si stava buttando dal finestrino e che piangeva come un’ossessa. Non ho capito bene che cos’era successo, probabilmente, qualcuno l’aveva “staccata” dalla mamma (o, peggio, dal nonno) che doveva fare la fila alla Posta. Lei (la bimba) pensava che non l’avrebbe più rivista/o…Su di me posso confermarti che qualcosa ho perso del mio ottimismo giovanile. Qualcosa si perde sempre strada facendo… 😦


  9. Ripensando all’episodio della bimba, se avessi assistito ad un rapimento, avresti ragione tu…:S


  10. Già, troppo fantastico, bisognerebbe dirlo a chi piuttosto che lasciar un mondo un po’ più decente ai propri figli, preferisce accumular denaro e fregarsene di tutto. Andazzo generale, mi sa che nessuno accetterebbe di tornar indietro.


  11. Magari tornare bambini! Credo che sia un dovere di ciascuno di noi, fare di tanto in tanto un’immersione nel bambino che è stato. Si riscoprono cose che sembravano o dimenticate oppure ovvie, scontate. Tu non puoi saperlo, ma io per qualche anno ho insegnato nella scuola elementare e non ti dico quante belle lezioni mi hanno dato quei bambini!
    Qualcuno diceva che il bambino è il padre dell’uomo, no? 🙂


  12. Il bello poi è che le classiche caratteristiche del bambino, quando poi trovano una loro evidenza (continuazione) anche nell’adulto, secondo un diffuso sentire, vengono interpretate per coglionaggini, ingenua stupidità etc…
    Urgono corsi di recupero spontaneità


  13. @todo, certo se l’idea del recupero della semplicità, nel guardare il mondo e la vita, è vista come un tornare indietro, nessuno è disposto a rinunciare a niente. Se capissimo che usare la propria mente per fantasticare e non per desiderare soltanto, staremmo tutti meglio…forse…
    @bar non so quanto tempo è che non giochi (fantastichi), con un bambino; da quanto tempo non ti lasci un pò andare a non controllare: il tempo, i soldi, il livello di potere, le regole… A fare quelle cose che molti considerano INUTILI… Hai come un rimpianto per un tempo che…
    @mirco come hai ragione! Se qualcuno prova a gioire di cose “semplici”, tutti sono pronti a dire che… minimo sei “strano”… tutti lì a dire che siamo diventati tutti egoisti, cinici, pessimisti, insensibili e vuoti, macchine produttive, e appena uno si discosta da tutto questo, tutti a dirgli che… “Sembri un ritardato…Sveeegliaaaa!”.


  14. Mi scuso con Bar e con Tendarossa. Nella mia confusa testa da bambina vi ho confuso. Non so perchè ho pensato che Bar avesse insegnato e lo…mmmh rimproveravo di non riuscire più a lasciarsi andare, con rimpianto.
    Invece il commento era di Tend, a cui non si può imputare la mancanza dello spirito bambino, visti i suoi post, e la sua passione per i fumetti.
    Chiedo scusa a entrambi. Fantastico troppo, proprio come una bambina. :-))
    Anche sui nomi dei miei blogger preferiti e li confondo. Sorry. 😦


  15. mica ho capito qual’era la risposta al commento…puoi mettere le freccette? :))


  16. Carina la sindrome di Peter Pan… Dov’era l’isola che non c’è? Seconda stella a destra e poi dritto fino al mattino mi pare 🙂


  17. Rieccomi. Scusate, ho appena finito di ricucire l’ombra al piccolo peter.

    Seriamente non so davvero se desiderare o no di tornare bambina. Forse solo per correggere certi errori commessi in gioventù immagino. Per quanto riguarda il sorprendersi e guardare con occhio sgranato tutte le cose…bè…non è che adesso sia diverso eh, gli occhi sgranati li ho quasi sempre quando sento certe notizie alla tv.
    Solo una volta mi sono sentita come una bimba di fronte all’albero di natale illuminato a festa con i regali sotto, ma non ero più bambina e di certo il pacco che ho ricevuto non è stato di mio gradimento…



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