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25 ottobre 2008

risvegli

Risvegli

 

Ci sono, ci siamo. Chi pensava che avesse vinto la sterilizzazione delle menti, che avesse vinto la paura, deve far i conti oggi con i ragazzi che vanno in giro per le città a protestare. Chi sono? E da dove vengono? Dove si erano nascosti?

Non vogliono più i 15 minuti di fama che gli spetta, per l’immagine, i soldi o le ideologie, vogliono studiare, difendono la scuola ma la vogliono cambiare.

Lezioni in piazza, serietà, impegno, e allegria. Vogliono lavorare, sperare, cambiare. Perchè questi non sono ragazzi tristi e se hanno paura, che il nostro nanetto ci prova a minacciarli, la superano, si fanno forza. Hanno capito che non si può più delegare.

Finalmente si muovono questi ragazzi cresciuti a veline e play station. Finalmente in questo mondo vecchio e sbagliato, che ha ricoperto di grigiore e tristezza la bellezza della speranza, i ragazzi hanno detto, hanno dimostrato, hanno sbandierato che sono stanchi di subire. Subire sulla loro pelle e sul loro futuro gli sbagli dei loro padri o dei loro fratelli più grandi.

Oggi, e non domani. Non hanno più tempo di aspettare, che qualcuno pensi per loro.

Agiscono personalmente sapendo che l’azione diventa globale.

Senza la rabbia, che quella da sola non basta. Hanno capito la lezione del ’68.

Si sono alzati dalle sedie virtuali, dai collegamenti dei portatili, dalla comunicazione a senso unico e stanno andando a riprendersi la vita vera. Quella fatta di corpo, e non solo di attesa e di tecnologia.

P.S. Questa volta le provocazioni non serviranno. Che un ex-ministro degli interni poi presidente del consiglio poi presidente della Repubblica rilasci dichiarazioni a dir poco vergognose, nei confronti di chi manifesta il proprio dissenso, chiarisce ciò che è successo in40anni in cui lui ha esercitato il potere, e certi avvenimenti non avevano spiegazioni. Ecco in che mani siamo stati! Ma stavolta non ci riuscirete, perchè la Storia la conosciamo e riusciamo a soffrire di essere stati "governati" da gente così indigna…po’ karidadi…

Colonna sonora Like a Rolling Stones Bob Dylan

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15 commenti

  1. Già, finalmente si muovono, pensano, si organizzano. Crescono, protestano ma in maniera creativa, consapevole. Mi sembra un bel passo in avanti.
    Po’ karidadi…mm questo modo di dire mi è familiare, non sarai per caso anche tu isolana?


  2. Si muovono e ci muoviamo finalmente!
    Oggi eravamo in tanti, ma tanti sul serio e questa è la più bella risposta data a chi parla di avviso ai naviganti e a chi vuole fare suonare le sirene dell’ambulanze.
    Tanti, ma tanti da far rosicare il fegato a chi non ci credeva:-))9
    I cervelli si sono risvegliati….ed era ora!
    Un abbraccio grande


  3. Speriamo duri…


  4. l’unica cosa che sono riusciti a dire quelli del governo e che faranno intervenire la polizia…ormai questo Stato è in grado di risolvere ogni problema con l’esercito: dalla monnezza, alla camorra, alle università! Carriarmati e manganelli! E’ uno stato in camicia nera con i baffi…non c’è che dire…


  5. Poi, dico, avessero risolto qualcosa con l’esercito! La violenza resta e il problema pure.
    Non parliamo poi della mondezza di Napoli. Che non è stata affatto risolta, ma, come suo solito, lo psiconano ha svolto un egregio lavoro di restyling…facendo ripulire le facciate. Ma il problema tuttora persiste.
    Ripeto, speriamo che i ragazzi tengano duro e che non si lascino abbindolare da qualche concessione in stile “caramellina al pupo per farlo stare zitto” come negli anni passati…


  6. @tend, è proprio un bel vedere no?! Come da Buoncammino, verso il disastro di Capoterra e sperare che la gente capisca, che le persone comprendano che non si può essere egoisti e costruire sui letti dei fiumi e in riva al mare, che tanto… “Non succede niente!?”
    @Laura parli della manifestazione di ieri 25? Io parlo dei ragazzi delle scuole e delle università, quelli senza colore politico, quelli che…
    ” Riforma:ce ne occupiano noi…”, quelli che sembravano che tutto gli scoresse sopra e fossero addormentati. Quelli che sembravano “Gli indifferenti”.
    @Micky cosa potrebbe mettere fine al risveglio? Una buona dose di manganellate? Per farci riaddormentare tutti? Tu che conosci gli strumenti giusti per difenderti dagli attacchi più volgari e violenti aiutaci a vigilare.
    @Bar, sempre ironico tu eh?! Camicia nera con i baffi? I baffi sono quelli di Stalin o di D’Alema? La camicia nera il nanetto la indossa solo perchè lo sfina… (ahahahah lo rende più fini…). Ma no, lo so Bar che era solo un prosieguo della pubblicità della camicia dell’iscritto alla P2. Però a pensar male… come diceva il gobbetto nostro. E che ne dici Bar di questo riprendersi il corpo? Questo esserci, questo guardarsi negli occhi, (e non solo sui monitor) e ritrovarsi? Noi che viviamo solo con le dita? Quelle che “sfiorano” la tastiera dico.


  7. veramente, io pensavo ai baffi di Larussa…quelli del Costanzosciò non mi dicono più niente…ormai, si è perso pure lui dietro alle luci, le chiacchiere insulse delle veline, saltimbanchi e sfaccendati disoccupati del Grande Fratello…


  8. Mi spiace lasciare il mio primo commento in questo tuo interessante blog ed esprimere un parere in controtendenza.

    Io ho sentito i ragazzi parlare parecchio a vanvera, la maggior parte si è mossa sull’onda “pecoreccia”, senza avere la minima idea di quello per cui stavano manifestando.

    Tra muoversi senza sapere esattamente perché e non muoversi affatto io preferirei…. documentarsi meglio prima, e mobilitarsi – ad esempio – contro l’irragionevole proliferare di cattedre inutili a solo beneficio dei soliti noti (professori o sedicenti tali).
    Manifestare contro chi decide è uno sport nazionale, il difficile è decidere quando ne hai la possibilità.

    PS. Mi sono permesso di fare un giretto ed ho trovato nel tuo blog tanti spunti interessanti. Grazie della tua visita.


  9. Mi pare di ricordare che quando passavo sul Ponte Garibaldi, dopo l’assassinio di Giorgiana Masi, guardavo sugli argini del Tevere e vedevo sempre una scritta che comunque è stata cancellata da poco “Kossiga”.


  10. Passatore, abbiamo la stessa memoria:-))))

    Fraleforever, lo so che parlavi degli studenti, ma ho voluto aggiungere al discorso un altro aspetto della situazione.
    Un abbraccio


  11. Passa da me, Fra, c’è una cosa per te…
    😉


  12. @fulli, non so chi ti è capitato di ascoltare, ma non mi sembra che ragazzi che seguono l’onda… (Vuoi dire che a loro fa comodo non andare a scuola? Fare lezione per strada?) A me sembrano così convinti e autonomi, almeno i “superiori”, e gli universitari,tanto che non vogliono partiti e partitini in mezzo. E sai, io non sono per niente d’accordo con il decisionismo. Decidere tanto per decidere, senza riempire di contenuti la decisione, è solo apparenza. La decisione riguardo l’università da parte di chi può decidere, è stata fare tagli. Non riformare. Decidere una riforma è una scelta difficile. Chi può decidere avrebbe potuto fare questa scelta, invece che tagliare indiscriminatamente. Credi che i ragazzi non siano informati di questo? Forse proprio perchè si sono informati delle conseguenze che hanno incominciato a farsi sentire.
    Grazie del tuo commento. Non siamo quì per pensarla tutti allo stesso modo, ma per esprimere delle opinioni e poi trovare una sintesi. Anche nella nella P.I. e nelle Università, chi ha deciso avrebbe dovuto fare questo. Ascoltare, capire i problemi e poi forse decidere di investire sulla cultura dei nostri ragazzi. Se tagli ci devono essere perchè la coperta è corta, non è certo sul futuro dei nostri giovani che si può tagliare.
    @Passator anche se la scritta è stata cancellata, le responsabilità di quella tragedia sono indimenticabili.
    @Passo da te Micky.
    @e Bar, ma lo sai che il larussa non mi ricordo nemmeno se ha i baffi?! Io quando penso a lui non riesco che a vedere il vuoto… Un vuoto coi baffi…. :-)))))


  13. frà, detto tra noi, Larussa non ha solo i baffi, tiene pure il pizzo. Ho detto tutto. Anzi, no. DICIAMOOOOLOOO!!!


  14. @Bar ho letto il tuo articolo. Caspita! Complimenti! Caspita e ancora…. caspiterina…e Bar, l’unica tristezza è che ora so come ti chiami. Sigh! Non osavo chiamarti Manfred, e Snoopy mai e poi mai…. ma un “lello” qualsiasi.
    Avviso per chi legge: andate a leggere il servizio del barone, linkato da me come bar bar (suono onomatopeico di barbaro), ci interessa tutti. Provare per credere. Anche se, Bar: il significato della parola inglese me la sono dovuta andare a cercare, beata mia ignoranza! La musica del pezzo è divina. Onore a te.


  15. frà, detto tra noi, quello usato su “Giornalettismo” è solo uno pseudonimo…:)



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