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17 ottobre 2008

savianoSe ti sei sentito solo è anche colpa mia. Scusami, pensavo fosse sufficiente leggere il libro.

Ti aspetta una vita difficile, e tanta solitudine, mi dispiace tanto tu debba pagare per uno Stato incapace. Ma hai fatto pure troppo, ragazzo. Liberati da questo paese dove dal carcere i mafiosi e i cammorristi continuano a comandare. Liberati da questi ipocriti manipolatori. Da questa Italia che lascia i suoi uomini migliori a lottare da soli.  E ricomincia a vivere. Questo paese non merita il tuo sacrificio. Auguri Roberto.

Colonna sonora Tammuriata nera di Renato Carosone

19 commenti

  1. che strane coincidenze…oggi ho prestato il suo libro a ‘colino (un mio caro amico)…

    🙂


  2. in effetti, era meglio se se lo comprava (‘colino)…vabbè, diffondiamo “il verbo”, almeno…


  3. Con tutto il rispetto per questo ragazzo che forse non era consapevole della portata politica e sociale del suo libro denuncia, penso agli eroi taciuti che forse per questo hanno la vita salva. Questo ragazzo pagherà non tanto per il coraggio dimostrato, ma per l’esplosione della sua notorietà e lo smacco che ne deriva alla mafia. Se un commerciante palermitano si rifiuta di pagare il pizzo e riceve minacce di morte per lui e la sua famiglia ma nessuno lo sa, questo può anche farla franca, o morire in un incidente di cui nessuno saprà mai. L’importante è che la mafia non subisca affronti e che non perda terreno altrimenti si arrabbiano di brutto e fanno saltare intere autostrade. Così nei piloni di cemento per ricostruirle ci mettono anchei pentiti. Brutto affare la mafia e la camorra.
    Se fossi in lui sarei già all’estero.


  4. Non credo che Roberto lascerà mai l’Italia.
    Lui è uno di quei giusti di cui si parlava da me.
    Chi ha nel sangue la lotta contro le ingiustizie difficilmente si ferma anche davanti ad una minaccia di morte.
    Mi associo ai tuoi auguri.
    Un abbraccio per te ed un buon fine settimana


  5. mi piace la sincerità e semplicità della tua lettera
    tale marina, en passant


  6. @ ciao bar, bello vederti. Non ti sembra che questo posto in fondo non è fatto che di coincidenze….
    @sgnap, io credo che Saviano sapesse benissimo a cosa andava incontro. Tutti coloro che vivono a Caserta e dintorni sanno cosa vuol dire mettere i panni sporchi in piazza. Io credo che non ne potesse più di tacere. Certo non immaginava di vendere tante copie… Di diventare così famoso. C’è forse un’accusa di narcisismo nelle tue parole nei confronti di Saviano? Siamo tutti un pò narcisi no?! Sopratutto da giovani. Hai ragione a dire che poco sappiamo di coloro che lottano in silenzio contro le mafie, ma.. Falcone e Borsellino, Peppino Impastato, e tutti coloro che hanno perso la vita facendo il loro mestiere: politici, imprenditori, carabinieri, preti, e giovani magistrati… e ancora tanti e ancora… Fosse servito a qualcosa?In questo paese dire la verità è staccare un biglietto minimo per “la galera”.
    @Laura cara, non ti sembra che è ora di dire basta con gli eroi! Non è giusto, non è umano, non è democratico, non è da paese libero… Preferisco un Roberto vivo che un eroe sacrificato all’idea. Almeno io… Perchè si deve morire, per poter dire?
    @marina? Grazie della visita e dei complimenti: a me semplice non me lo dice mai nessuno, davvero, ed è ciò a cui aspiro di più… Sincera si, a volte fino a farmi male.


  7. Forse non mi sono spiegata. Non ho nulla contro questo ragazzo che purtroppo si è giocato la vita, anzi, è che non posso non pensare a coloro che urlano nel vuoto a coloro che combattono quotidianamente per un pezzo di pane per salvare la faccia per non cadere vittime di un sistema prevaricatore e terrorista. Tra l’altro la camorra è talemente capillare, talmente insidiosa che davvero risulta difficile pensare ad una vita tranquilla per chiunque in quel territorio. Immagino che sapesse cosa stava facendo nello scrivere il suo libro, ma di norma ormai si è abituati che in questo paese le cose vengono dette e cadono bellamente nel vuoto. Non so quando immaginasse la deflagrazione che ne è seguita dalla pubblicazione. Oltre un milione e duecentomila copie vendute. Non m’intendo di editoria, ma non ricordo ora, in Italia successi analoghi di genere, in così breve tempo. Nemmeno La casta, per quanto famoso, credo che abbia raggiunto tale portata. Hanno fatto un film, piece teatrale, in somma è diventato il libro denuncia per eccellenza. Per questo rischia di pagare caro Saviano e speriamo che il braccio lungo della camorra questa volta si atrofizzi. Tuttavia non riesco a non pensare a chi è in trincea e non è vsibile. A chi è costretto a tacere altrimenti gli seccano la famiglia a coloro che non possono pensare di essere eroi e di essere visibili perchè non hanno il coraggio e sono costretti ad essere solo esseri umani, forse tacciati di vigliaccheria. Penso anche a loro che nel loro anonimato sono esseri umani indifesi e hanno tutta la mia solidarietà.


  8. non credo che lui voglia essere nè diventare un eroe, credo solo che gli manchi avere una vita “normale” (non deve essere divertente dormire sempre in una caserma dei carabinieri)…stavo leggendo l’articolo che c’è sull’Espresso questa settimana e dice: “Lascio l’Italia, voglio vivere. Voglio una casa, voglio innamorarmi, bere una birra in pubblico. Ho solo 28 anni”.


  9. ps: io di anni gliene avrei dati molti di più…28 anni? sembra che ne abbia almeno 35! ma se li porta malissimo, oh!

    :S


  10. Completamente concorde nel dire basta agli eroi, ma in questo mondo abitato da una marea di pecore chi ha il coraggio di parlare e di denunciare è già un eroe fin dalla prima parola spesa.
    Chi denuncia lo fa a proprio rischio e pericolo e ne è consapevole.
    Questione di coraggio o – come diceva un mio caro amico – questione di palle.
    Che Roberto viva male la sua situazione mi sembra il minimo.
    D’altra parte ha solo 28 anni ed è costretto a nascondersi rinunciando alla vita.
    Ma, nel nostro Paese così civile, così si paga chi ha il coraggio di mettere in piazza situazioni aberranti.
    Sono stanca come te di vedere gli eroi morti e mai vorrei vedere Roberto chiuso in una bara.
    Gli auguro un futuro sereno e con tanto amore, ma se non ci ribelleremo tutti quanti alla disonestà che forma le basi di questo nostro mondo……chi lotta da solo è fregato.
    Un abbraccio


  11. Io, invece, non riesco a capire come potrebbe salvarsi la vita espatriando.
    La mafia non ha confini e se volesse, lo ucciderebbe anche se si rifugiasse nello Swahili…


  12. Un libro scritto, che passa di mano in mano, da cui traggono un film che tutti andranno a vedere è un’arma potentissima.
    Credo che Saviano stesso sia rimasto sorpreso dalla crescente popolarità. E forse non aveva messo in conto tutte queste conseguenze negative. Mi spiace se davvero dovesse succedergli qualcosa (vedi la dichiarazione dei 4 Nobel).


  13. @sgnap, credo che se queste persone sole, anche quelle non famose, coloro che ogni giorno si confrontano con la dura realtà in cui la mafia impera, sapessero che siamo dalla loro parte, forse questo non darebbe loro più coraggio per sfidare la bestia, ma saprebbero che li capiamo, qualunque scelta facciano. E si sentirebbero meno soli. E’ l’indifferenza che uccide.
    @bar vero che sembra un quasi 40enne?! E non credo sia solo la mancanza di capelli, credo proprio sia che, scendere in profondità, qualsiasi nera profondità, comporti “maturità“, anche fisica.
    @Laura, condividiamo proprio tutto io e te.. 🙂 Un abbraccio
    @Antonio, spero che abbia almeno la libertà di vivere come Rusdhie. Sai quello della fatwa per i versetti satanici? Poi io non credo che la mafia sia così onnipresente e diabolica. Falcone e Borsellino non credo che se fossero stati difesi dallo Stato (per davvero….), avrebbero fatto quella fine. E poi pensiamo positivo. Ma che te lo dico a fà… tu sei pessimista e odi chi cerca speranze nel futuro.
    @LaTend bentornato. Credo anch’io che Saviano non pensasse di suscitare tutto questo interesse. Ora anche candidato Oscar per la sceneggiatura… Sembrava che la mafia fosse interesse per soli pochi addetti, invece… E’ una bella scrollata all’indifferenza, alle nostre vite tranquille, in cui diamo tutto per scontato, e dove sono sempre “gli altri” ad occuparsi del problema… Se diamo un calcio all’indifferenza?! Chissa, forse qualcuno comincerebbe a pensare come mai tanta gente, (anche nobel ora) si occupa di un semplice scrittore di 28anni. E chi si crede uno figo perchè cammorista, e lo fa credere ai deboli, dovrà confrontarsi con la sua “piccolezza”.


  14. comunque chi è interessato può andare qui

    http://www.sosteniamosaviano.org/


  15. OT….volevo augurarti buon lavoro perchè sento che tu lo stai facendo alla grande e per quanto riguarda il dialogare nel mio blog, vieni quando ti pare e sarà un piacere ascoltarti.
    Un abbraccio


  16. La sensazione “tragica” è che tutto ciò sia servito solo a operazioni di facciata, e che una vita sia in qualche modo rovinata per nulla. O per un principio, che è importante ma a volte corrisponde proprio al nulla, purtroppo.


  17. Che amarezza… Non mi viene da dire altro.


  18. @todo, non credo di avere capito. Io non penso che ciò che ha fatto detto sofferto Saviano, non sia servito a nulla. O che i principi non corrispondono a niente. Nella vita della persone un principio è un valore che ci permette di seguire un nostro codice interiore. Uno dei principi validi per tutti è “il rispetto della persona”, per esempio. E Todo…. la provocazione (?) di Saviano ha fatto in modo che centinaia di persone almeno ne parlassero e….
    @gama se il sentimento della tristezza serve a sentire la “compassione”, nei confronti di un ragazzo di 28anni, un attimo di tristezza ci può permettere anche di cominciare a pensare: “Come è possibile uscire da questo stato di cose? “


  19. E’ da un po’ che ci rifletto, forse da quando ho letto il libro ma ultimamente ancora di più: Saviano è un ragazzo. Ha un anno più di me. E io, ogni volta, neanche oso chiedermi se avrei fatto qualcosa di simile, ma mi chiedo invece se sia giusto che un ragazzo, per l’enorme coraggio (o forse anche incoscienza, in qualche modo) che ha avuto, debba ritrovarsi a vivere una vita così invivibile. A me ha colpito molto un’intervista, rilasciata da Saviano recentemente, in cui diceva: cazzo, io voglio tornare a vivere. A fare tutte quelle cose banali che fa un ragazzo di neanche trent’anni. E la cosa sembra scontata, ma non lo è affatto: mi fa impressione pensare che lui sia il capro espiatorio della nostra totale passività.
    Il problema è che, ora come ora, Saviano non è al sicuro in Italia, ma forse meno ancora all’estero, considerata la diffusione e la potenza della camorra… Hai ragione tu, non riesco a pensare a lui senza un certo senso di colpa.



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