h1

19 settembre 2008

Immagine1

Le donne e il resto…

Negli ultimi tempi si parla tanto di donne.

Non se ne parla in modo positivo ma quasi sempre per attaccarle. Che sia una candidata alla Presidenza degli USA, o l’ultimo deputato, sopratutto in Italia le donne vengono rappresentate con una miseria simbolica e materiale, da far arrossire. E poi che si sono messe in testa queste donne, di comandare generali, come in Spagna? E in più col pancione?

Dibattiti sul corpo della donna, delle sue tube, ovaie e annessi, o dei suoi desideri che non rispondono ad un certo “pensiero”unico, dibattiti sul “ruolo” che una donna deve assolvere all’interno della società, che ribadiscono colpe, accusando le donne dello sfascio sociale, del cambiamento non positivo.  

Il corpo femminile usato per la pubblicità, per spettacoli TV come Veline, come specchietto per le allodole sui settimanali politici e sui siti web di seriosi quotidiani.

Si dirà: è colpa delle donne! Si sono allontanate come tante principesse, da un mondo della politica, dai sacrifici per arrivare ai vertici del lavoro, della comunicazione, (salvo poche eccezioni). In effetti si, se fossi stata una dei ministri donna del Governo Prodi avrei cercato di convincere le mie colleghe di rifiutare in massa, i ministeri della Famiglia, delle politiche Giovanili, delle Pari Opportunità. Non mi sarei accontentata.

Perchè le donne, per il Potere, vanno bene o quando fanno le mamme a tempo pieno o se si occupano di famiglia, dei giovani, o di diritti per i deboli, che sia mai vengano concessi, oppure usate come merce accattivante.

Mi chiedo dove sono gli uomini, (non quelli di Potere, ma gli Uomini: i nostri amici, compagni, mariti, colleghi), in questo dibattito, cosa pensano di questa parte del cielo che dovrebbe essere loro necessaria, non solo come mogli e madri o amanti, o braccio destro.

La colpa è anche delle donne, certo! Sempre disposte a non considerarsi mai una priorità, a non avere la convinzione che un mondo dove vivono uomini e donne non può essere governato da soli uomini.

Se all’Espresso ci fosse un direttore donna, non penso che metterebbe tette e culi in prima pagina per aumentare le vendite. Se alla direzione di un canale TV ci fosse una donna, forse Veline non sarebbe proposto come traino per il palinsesto.

E poi le donne che arrivano ai vertici? Quelle che cercano sempre di eguagliare i lati negativi del potere maschile: stronzaggine, arrivismo, uso degli altri. Esistono, esistono.

Mi sembra che abbiamo tutti perso qualcosa della nostra anima, che siamo tutti un po’ più soli, che viviamo in un mondo governato da uomini che non riescono a guardarsi dentro e a sapere chi sono e cosa vogliono.

L’altro giorno assistevo a una discussione in TV in cui un attore famoso, e da me stimato (sigh!), rivendicava il suo diritto di andare a puttane, “perchè certe cose con la moglie non si possono fare…”

Lui non si chiedeva se il suo era un matrimonio vero, se c’era condivisione, dialogo, se quando c’è stima e affetto reciproco, tutto è possibile e fattibile, no… lui rivendicava il suo massimo godimento, e che glielo dasse una puttana non faceva differenza…

Le donne hanno tanti modi differenti per essere donna, e quotidianamente vivono sulla loro pelle questa differenza che non accetta ruoli. Le donne scelgono quale donna essere. Non è una virtù, è semplicemente essere donne, e questo non sembra essere accettato.

Mentre mi affliggo per  questo squallore di giudizio maschile, (mentre gli uomini non si fanno domande),  penso alle donne che silenziosamente e coraggiosamente hanno scelto di ESSERE donne e stanno lì, al posto che hanno scelto cercando di fare il loro meglio, e questo mi da forza e mi commuove.

 

Colonna sonora: Alive Pearl Jam

18 commenti

  1. Ti sembrerà strano che il blogger che riempie il proprio blog di culi e tette sia sostanzialmente d’accordo con te su quanto hai scritto. In estrema sintesi ti posso dire che hai fotografato un aspetto di questa società. E’ un momento leggero (leggero come una piuma, non come una rondine) e stupido. E’ una fotografia di come in questo momento sia più importante il rimmel piuttosto che il sudore. Passerà anche questo… magari una risata ci seppellirà tutti quanti.
    😀


  2. Anche l’Espresso la pensa esattamente come Carlos, in fondo, è solo una copertina con un nudo…

    Io penso che con la trasmissione televisiva “il Grande Fratello” siamo riusciti ad ottenere la parificazione della mercificazione uomo-donna…ci sono migliaia di uomini e migliaia di donne che fanno la fila ai provini per essere ammessi ad una reality show, dove quello che conta è solo l’immagine e non quello che sei realmente…se non sai fare un cazzo, se hai solo segatura in testa, non importa, quello che interessa è che tu piaccia al pubblico e fai ascolti (a quelli che si fanno mettere in vetrina come manichini, oziando tutto il giorno, interessa solo guadagnare molto e diventare famosi)…

    In questa società di consumi che consuma le intelligenze, che insegna solo a dire fregnacce, a curare l’immagine, a saper bere il uisketto e ad avere il macchinone come forma di prolungamento del pene, non è solo la donna a rimetterci (per quello, lei era già avvezza), ma anche l’uomo che, a quanto pare, spende in Italia più in cosmesi e lampade che la donna..

    Un noto sociologo (donna), una volta, spiegava che gli uomini vanno con le puttane, perché cercano le vere donne e sono stanchi di avere al fianco delle donne-manager che vogliono somigliare sempre più agli uomini e la sera ti dicono che non possono fare l‘amore perché domani hanno una riunione importante…


  3. volevo che parlassero gli uomini ed…. eccoli quà. Grazie uomini per i vostri pensieri. Vi sono grata.
    @carlitos non so, non ti conosco, non posso neanche sognarmi di dare un giudizio su ciò che dici. Tra il tuo blog e il tuo commento al mio post ci sono un paio di anni luce. E’ come dire non mi faccio ingannare dalle immagini e dal rimmel, io so ciò che ha valore in una donna, però vuoi mettere due belle tette per sognare?! Però hai ragione Lellasilvi, siamo in un mondo senza anima, che preferisce andare a puttane che chiedere alla propria compagna stasera “usciamo…..” in tutti i sensi.
    Sai Carlitos, continuo a dire che sei un uomo molto intelligente, e che il tuo post è mmmh diciamo seduttivo? (Detto in senso benevolo), devi essere un uomo a cui piace molto piacere…
    @bar senti, lo sai che ti stimo e molto, ma l’avrà scritto pure una donna, ma che gli uomini vanno a puttane per colpa delle donne…. ma è sempre colpa nostra? Mettiamo pure che tu non ci vai, ma non ti sembra uno sminuire la propria essenza di uomo avere così necessità di dare sfogo ad un sacco pieno con una qualsiasi? Non so, è una parte del mondo maschile che non conosco. Ma senz’altro una puttana è riposante, la paghi, non fa domande e l’indomani non gli devi nemmeno telefonare… (dici che è non avere voglia di assumersi responsabilità?) e poi questa cosa del nudo. Il nudo non è solo un nudo, è scegliere una parte di una donna e farne commercio, in questo caso (dei giornali o di un bolg)adescamento…. e… senti bar… ma perchè riduci sempre tutto ai soldi? Io parlavo di perdita di pezzi di anima, chissenefrega di quanto spendono gli uomini per sembrare belli, non è la spesa che è importante, ma perchè lo fanno. Dici che gli uomini sono insicuri della loro identità? Che hanno bisogno continuamente di conferme? (SUV uischetto e sanbabila), a qualcuno basta apparire in TV per sentirsi esistere, ma… poi non si può passare la vita ed accontentarsi di essere stato in prigione per tre mesi al Grande Fratello. Se i miti una volta erano i calciatori, e oggi sono le veline un motivo ci sarà… Ti sei chiesto come mai si sbava dietro una come la Canalis anche se non sa dire due parole in croce? Certo che poi le ragazzine la vogliono imitare. Le donne vogliono piacere agli uomini… fa parte del gioco della vita. Per questo si diventa tutte plastificate, palestrate, pitturate… Se gli uomini dicessero, è una bella ragazza ma non mi piace perchè è stupida… forse le ragazze si pitturerebbero meno e studierebbero di più… Ciascuno si assuma un pizzico di responsabilità… io non andrei mai con uno che appende un calendario con nudi in ufficio per esempio, o che lo tenga nell’armadietto, per esempio, anche se fosse Amaurì… che è proprio un bel ragazzo! Ciao bar, ma… sei ancora sul triste/incazzoso?


  4. Frà, non volevo dire che la colpa è vostra. Sicuramente, non può essere solo vostra. Sarà certamente anche colpa degli uomini, visto che siamo gli unici due generi umani viventi sulla Terra (a parte le bestie). Se proprio vogliamo, non è colpa di nessuno, se la società “civile” si evolve in questa maniera. Se togliamo: la storia, la politica, la famiglia, la parrocchia, la televisione e la scuola, la colpa non è di nessuno, nemmeno delle puttane che fanno quel lavoro per campare. Ma questo è. Gli uomini difendono i loro privilegi. Sta a voi avere, prendere (o riprendervi) il volto e l’immagine che preferite avere in questo universo. O si cambiano i codici o si subiscono. Non basta il rifiuto di ingerirsi.

    Detto questo, torno al tuo post. Perché è proprio nel rapporto tra il potere e le donne che si può trovare la chiave per il cambiamento delle regole sociali.

    Tu mi pare di capire che rifiuti le “quote rosa”. Perché questo vorrebbe dire ammettere che le donne hanno bisogno di “spazi riservati minimi e garantiti” per essere ammesse alla politica. Eppure continui a stupirti dell’assenza delle donne nella sfera politica. Dove, in effetti, le donne restano assai minoritarie, quasi che i sessi non fossero manifestamente due e uguale dovesse esserne la rappresentazione.

    Figure femminili nei ruoli politici di comando ce ne sono state in questi anni e ce ne sono ancora. Ma, se ci pensi, il nome dell’uomo che portavano è stato quasi sempre decisivo nell’accedere alla carica.

    Se pensi a Indira Gandhi in India e a Benazir Bhutto in Pakistan. Indira Gandhi era figlia del Pandit Nehru, seguace del Mahatma e primo capo dello stato indipendente. Benazir Bhutto, pakistana, era figlia di Ali Bhutto, impiccato dal colpo di stato del generale Zia. Anche Violeta Chamorro in Nicaragua e Cory Aquino nelle Filippine sono ereditiere d’un capo.

    Nell’ambito occidentale, tolta Golda Meir che diventa premier in Israele dopo la guerra dei sei giorni, nel 1969, ci vorranno altri dieci anni per avere la prima donna premier in Europa: è il 1979 quando entra, a Downing Street, Margaret Thatcher. La lady di ferro, che, con questo attributo, ci fa pensare più a uno con le palle che a una donna.

    E il nome conta ancora negli Stati Uniti, che non ha mai avuto una donna presidente, se Hillary Clinton si era candidata alla Casa Bianca con il nome del marito piuttosto che con il suo, Rodham.

    Ma anche questo legame si sta perdendo. Per fortuna…

    Angela Merkel è cancelliere in Germania, Michèle Bachelet premier in Cile e Ségolène Royal è stata candidata alla Presidenza della Repubblica in Francia.

    In Italia? Se cerchiamo di dimenticare Cicciolina a Montecitorio, nuda e avvolta dalla bandiera tricolore, e, a parte i molti sindaci donne nel nostro Paese, qualche nostra femminista s’era innamorata dell’Irene Pivetti quando la Lega l’ha imposta come presidente della Camera: giovane e bella, era sembrata “diversa” da Nilde Jotti, che aveva coperto la stessa carica, o di Rosy Bindi, che ha molto più protagonismo oltre che sale in zucca. Delle tante sgallettate minigonnate portate avanti dal Berlusca mi rifiuto persino di parlare.

    E’ stato un effetto del femminismo? Sì e no. Certo il ritardo con il quale approdano ai governi è la più manifesta confessione che il sistema dichiarato di diritti universali non è tale affatto. Non è straordinario che, a oltre due secoli dalla dichiarazione dei diritti del 1789, che è quella che vi ha dato il diritto di votare e secondo la quale ogni uomo nasceva «uguale in diritti» (per «uomo» si intendeva membro della specie umana), ci si feliciti caldamente se qualche donna avanza nel governo della cosa pubblica?

    Se ne possono trarre delle conclusioni? Non so. Si possono cercare di capire le cause? Forse.

    La chiesa di Ratzinger si impegna ossessivamente contro il sacerdozio femminile. Tutti i fondamentalismi religiosi si basano sulla inferiorità della donna, e se mai c’è da chiedersi perché oggi si manifestino più di ieri. Ma fuori di essi non cessa una opaca misoginia, mista alla confusione degli uomini su di sé e il timore d’un crescere di qualche potere femminile. E ‘ in questa pentola sporca che i mass-media pescano e continuano a promuovere immagini di donne veline, letterine, vallettine, buone solo a sorridere, portare la busta e a far vedere la coscia.

    Nelle vecchie famiglie, il patriarcato ha avuto forme ai limiti del ridicolo, come il giuramento di castità fatto dalle figlie ai padri in cerimonie molto d’élite, fra fiori e nastri, precluso l’ingresso alle madri, a mo’ di garanzia che la consegna della fanciulla passi da uomo a uomo.

    E se i maschilisti d’oriente mettono il burka alle loro donne, non solo per coprirle, ma soprattutto per schiacciarle, i maschilisti di occidente le spogliano fino all’utero, ma con lo stesso intento.

    Per il futuro delle donne, posso solo farvi gli auguri e dirvi in bocca al lupo (che pure maschio è).

    PS: Ciao frà, non sono nè triste nè incazzoso, solo ARRABBIATO 🙂


  5. sai bar, ho molto apprezzato le tue considerazioni storiche sulla evoluzione delle donne, o il loro mancato progresso sociale. Ciò su cui mi permetto di insistere, perchè ci credo davvero, è che se cambiamento può esserci nelle relazioni uomo/donna, e quindi nel mondo, questo può avvenire soltanto se si collabora tra questi due mondi diversi e sconosciuti. Credo davvero (parlo però dell’occidente) che il periodo delle rivendicazioni, o della lotta contro i privilegi, sia terminata in questo caos di riconoscimenti disattesi, in questa mancanza di coraggio, in questo chiudersi nel proprio “castello”, da difendere. Vedi bar, il mio è una ricerca di dialogo con una parte del mondo con cui cerco il compromesso. Credo che le donne negli anni del femminismo sapessero ciò che era importante per la loro identità e dignità. Ne hanno discusso anche tanto, si sono accapigliate e scontrate fra di loro e poi hanno lavorato molto per i loro diritti. Glu uomini seonco te hanno fatto altrettanto? Si sono chiesti cosa è importante, hanno discusso, si sono scontrati, hanno elaborato i loro pensieri? Ovviamente le mie sono domande retoriche che presuppongo un no. Credo che sul piano della loro identità gli uomini siano un pò in ritardo nella discussione. Vabbè le donne “parlano” tanto e gli uomini “fanno” tanto, ma il fare senza un’idea di fondo, significa ripetere le azioni senza cambiare. Io non credo che l’identità di un uomo si risolva nel “possesso”, di una donna, o di un succedaneo di un corpo femminile, (auto, soldi, prestigio). Un Uomo è un Uomo anche senza tutte queste componenti. E’ la nostra società che lo illude che se possiede queste cose allora è un vero Uomo. Così come alle Donne diceva (sempre la società) che si era vere Donne se si aveva un marito, dei figli, uno status sociale. Oggi c’è un modo di essere donne che esula da tutto quello e che esalta la differenza. C’è un modo di essere Uomo senza cadere nella trappola dello stereotipo? E’ una domanda che pongo a te, uomo intelligente, ma non so se c’è una risposta. Bar non essere ARRABBIATO. Conosci SUN TZU? Quello dell’Arte della Guerra? E ancora grazie Bar! Tu sai che è molto difficile al giorno d’oggi scambiare dei pensieri che non siano soltanto “cazzeggio”, da queste parti, ti ringrazio di vero cuore di darmi la possibilità di “comunicare”.


  6. C’è una macroscopica distanza fra princìpi e realtà nei rapporti umani tra donne e uomini. E questo si riflette anche nei rapporti in politica. Una mano ve la daremmo anche, cara Frà, ma sul culo…Come abbiamo sempre fatto…

    Probabilmente, oltra la diffidenza e la differenza, c’è una reciproca sfiducia che ci separa.

    Alcune femministe hanno detto che il ritardo dei diritti (che siete riuscite faticosamente a guadagnare) è stato tale, che le più avvedute lo rifiutavano persino, stabilendo i veri e decisivi rapporti solo fra donne, in una comunità altra.

    Io sinceramente non penso che l’accumulo simbolico di questa comunità di donne critiche sia riuscito a sfondare il muro che ci separa e nemmeno quello dei poteri pubblici che pure sono stati raggiunti. Lo sfondamento è denso di valori e interrogativi. Fa riflettere che esso si sia verificato nel secolo scorso, e, prima che in occidente, in sistemi che dire di democrazia imperfetta è poco (se pensi all’India o al Pakistan o a Israele o ai paesi dell’America latina).

    Se in occidente molte donne sono diventate ministri, nessuna mai è diventato un premier. O un leader di partito. Solo nell’UGL (sindacato di destra) mi pare ci sia un segretario donna. O in qualche partito di destra, come quello della Mussolini o di estrema destra, come quello di Storace.

    Fa riflettere anche questo. Perché vorrebbe dire che le donne di destra hanno più chances di quelle di sinistra. Delle donne di potere nessuna è stata o è femminista. In Francia, all’interno del Partito socialista, Ségolène Royal si è scelta da sola come candidata alla Presidenza della repubblica, creandosi peraltro una sua base attraverso il suo blog “Désir d’avenir” e battendo i maschi in famiglia. Ma il suo partito non l’ha certo aiutata. Infatti, poi, ha perso la corsa con Sarcozy. Era seguita dai media con un voyerismo compulisvo, dagli abiti che portava, alla minima parola che diceva o non diceva, e le donne, che non votano mai con giubilo per le donne, non si privavano dei sé e dei ma – ma veste troppo elegante, no troppo noiosa, ma fa troppo la professoressa, no troppo madre, ma è troppo femminista, non non lo è affatto, ma (ed è stato il dubbio più seminato) sarà poi in grado di dirigere un grande paese?

    Domanda che nessuno si sarebbe mai posto per un maschio con un curriculum come il suo: due volte ministra, con Mitterand e con Jospin, e presidente di una grande regione. Il patriarcato è incrinato, ma lungi dall’essere finito.

    La macchina del governo (ideata dagli uomini) trita tutto ciò che non sta nelle sue articolate maglie. E non perché vecchia e non funzionante, ma perchè complessa e coinvolgente. E le donne che hanno provato ad essere dentro il palazzo nulla hanno cambiato, non dico le forme e il metodo, ma neppure nelle proporzioni fra contenuti.

    Hai ragione quando dici che nella storia del nostro Paese, soltanto quando si è trattato di divorzio e di aborto, le donne hanno dato una forte spinta alla vittoria di princìpi democratici, anticlericali ed egualitari. Che ristabilivano legalmente la parità tra i sessi e la tutela della parte più debole. Perché erano problemi vissuti sulla propria pelle, sentiti e dolorosi, forse per questo si sono sentite coinvolte. Ma non capisco perché allora quando si è trattato di Pacs, di adozioni, di matrimoni tra gay, questo non è avvenuto. Dove stavano? Dove sono finite tutte quelle donne democratiche, anticlericali ed egualitarie?

    La storia delle donne è stata sempre fatta di attriti, frizioni, esclusioni ed inclusioni, non sorretta da un disegno finale, ma sempre inattuato. La “differenza” delle donne sarebbe “l’estraneità” alla storia, guidata finora da un solo sesso. Se mi chiedi se c’è, ora, un modo diverso di essere uomini senza finire nelle gabbie degli stereotipi, penso a nuove vie per ricontrattare e riscrivere le regole del pensare e fare politico. Riattraversare tutto sempre sedendoci allo stesso tavolo, ma consapevoli che chi è dall’altra parte viene da un punto di vista diverso. Guardando tutto, senza distrarsi, volendo vedere tutto quello che c’è da vedere. E in questa trattativa (che mi fa venire in mente quella di questi giorni tra Governo, nuovi padroni e vecchi sindacati corporativi dell’Alitalia, dove i punti di partenza e di arrivo sono molto distanti e non si ricongiungono nemmeno con lo spauracchio del fallimento comune), si persegue, per così dire, umanamente, un conflitto che non approdi a un suicidio o a una messa a morte, anche se molto deve cadere. In questa chiave leggerei l’affermarsi di donne e uomini fuori e dentro gli schemi di un’emancipazione comune che modifichi le scene di sempre.

    PS: arrabbiarsi fa bene, frà, credimi, checchè ne dicano i saggi e placidi cinesi del SUN TZU. Guarda oggi, infatti, in che razza di regime militare vivono in Cina… A quel punto, ai cinesi, preferisco gli indiani che, piuttosto che insegnare a una donna in divisa verde l’invincibile arte della guerra, la spogliano, la stendono sul caucciù e con lei provano la sottile arte del kamasutra…:P


  7. Bar, non sono d’accordo che le donne nel percorso che hanno fatto storicamente non avessero un fine. Il fine è sempre stato il riconoscimento di diritti. La parità. La libertà di poter scegliere della propria vita. E comunque la storia delle donne non si può scrivere o discutere se non partendo dal privato. Dalle piccole cose di tutti i giorni. Solo così si può accedere e arrivare di politico. Come hai ben detto tu, chi arriva ai vertici del potere è figlia di, moglie di, sorella di…un uomo. Sarà forse che le donne, in generale, quando devono scegliere (perchè tutto non si può…) NON scelgono il potere? Ma la maternità, l’amore, gli affetti? Tu dici che è una questione di “trattative”, per non arrivare alla fine dei rapporti necessari alla vita? Anche se la parola non mi piace, preferisco la parola “dialogo”, comprensione, raggiungimento di un obiettivo comune…. posso usarla per comprenderci, quello che mi piacerebbe sentire da un uomo con cui tratto, quali sono le cose irrinunciabili per esempio. Insisto per consigliarti la lettura dell’Arte della Guerra che è una metafora della vita, uno dei principi strategici è:”Il più grande condottiero è colui che vince senza combattere”, solo dopo può arrivare il Kamasutra, che in fondo non è solo una guida di come far bene l’amore, ma come Amare il mondo partendo dalla propria compagna/o.


  8. Dopo anni di lotte sostenute dai movimenti per l’emancipazione femminile, dopo il conseguimento dell’uguaglianza giuridica dei sessi e il riconoscimento delle pari opportunità, dal pubblico si ripassa al privato. Una specie di rispolveramento del riflusso condiviso. Le donne hanno visto e vissuto prima questa esperienza di liberazione nel sociale e nella società, poi hanno dovuto rifare i conti in famiglia, con il padre, con il compagno, con i figli maschi. Se uscivano dalle cucine e finivano solo nel letto (per trombare o allattare), la loro condizione “privata” non era cambiata. Non era servito a niente urlare in piazaa. Nuova lotta in famiglia. Che vadano alle riunioni mentre noi guardiamo i bambini. Questo si diceva nei nostri dialoghi.. Eravamo disposti a tutto. Disposti anche a rinunciare al nostro potere (in fondo, si trattava solo di un’inutile forma di self-control e autorepressione). Purchè le donne ci dicessero che cosa dovevamo fare per non essere più insultati come maschi “maschilisti” e padri- padroni.

    E invece non ci avete detto niente. Ci avete detto che continuavamo ad occupare il potere, che continuavamo a difendere i nostri privilegi. Alla fine, ci abbiamo creduto. E così è stato. Alla fine, stanchi, abbiamo iniziato ad urlare anche noi, dicendo: “Ma allora, insomma, che cazzo volete da noi?”. Ed è nato un sano e proficuo post-femminismo antifemminista. Allora avete iniziato a negare nella pratica ciò che affermavate in teoria e a negare in teoria ciò che praticavate. Ci avete chiesto (a seconda dei vostri mutevoli umori) di cambiare e di restare uguali, di essere ora maschi ora eunuchi, oggi vecchi, domani nuovi e poi ancora vecchi. Gli esempi si potrebbero sprecare. A chi non è stato rinfacciato o rimproverato il ruolo paterne e protettivo, per poi magari (mezz’ora dopo!) sentirsi chiedere coccole, carezzine e “comprensione”? Chi non si è visto richiedere libertà e indipendenza, per poi subire le più spaventose scenate di gelosia? Ok leggerò l’arte della guerra, frà. Purchè si faccia una tregua.


  9. Perdonate l’intrusione, ma dopo tutte queste bellissime riflessioni il mio cervello limitato aveva bisogno della pausa pubblicità.


  10. Il problema della nostra società è che l’uomo è convinto di possedere le donne, mentre per definizione la donna è quanto di più sfuggente possa esserci. Di qui la ricerca di surrogati: puoi avere una donna, pagando (ma anche in quel caso, ho dubbi che ciò equivalga a possederla veramente). A volte gli uomini (e mi ci metto anch’io) guardano alle donne come si guarda ad un paesaggio dal treno in corsa.


  11. @bar, finisco sempre per sorridere quando ti leggo. Mi ripropongo di scrivere un post in cui parlo in generale di ciò che vorrebbero le donne. Però prometti che scriverai anche tu cosa vorrebbe un uomo. Perchè dici che eravate disposti a tutto? Senza resistenza? Allora non era una lotta… Ricevi il mio abbraccio solidale, mentre ti chiedo… ma che donne hai frequentato? (domanda retorica…)
    @micky… proprio tu che metti pace? Tu l’acida e cattiva Micky? naaaaaaaaa…
    @ latenda come è poetica la tua definizione delle donne: un paesaggio visto da un treno… Piccolo suggerimento: scendi alla prima fermata e guarda da un altro punto di vista. Farà bene sia a noi donne che a voi uomini. Grazie del tuo commento.


  12. sicura sia poi così retorica la domanda a bar, frà?

    le donne vogliono rispetto. questo vogliono. il resto che leggo sopra da qualcuno é pura disquisizione e dialettica atta solo a voler confondere le idee. non esiste il nero ne il bianco. esistono colori e sfumature. per un uomo si può essere protettivi ed affettuosi senza perdere in virilità ne desideri. aver cura attenzione e rispetto di una donna. restando uomini. pochi ne sono capaci.


  13. Meno male, nuv, che ci sei tu qui a chiarircele (le idee)…

    In effetti, io so’ sempre un po’ confuso quando ti leggo…

    A proposito delle “vere donne”, scrive la Nuv sul blog di Carlos (non quattro anni fa, ma quattro giorni fa):

    “una donna credo sia […] avere due tette o un bel culo da mostrare se vuole ma soprattutto una testa che funziona alla grande, lasciando che un uomo veda solo quello che vuole vedere. tanto alla fine è sempre lei a scegliere. […] “.

    Frà, volevi sapere che donne frequento? Eccoti accontentata.

    Per il post, prometto che ci penserò…


  14. io nn lo sono affatto invece, confusa, quando leggo la tua arte dialettica così distante dal tuo modo di comportarti.. alquanto incoerente come sempre. una cosa è la forma delle parole. un’altra la sostanza dei comportamenti. quanto al resto, oooh, ma frà lo aveva già letto quel mio commento (furbo tu a tagliarne le parti e mettere solo ciò che vuoi mostrare, come al solito..). comunque, frà lo ha letto per essere già andata da un paio di amici blogger arrivandoci proprio attraverso il mio blog. e “per principio” ha deciso di non leggerlo più. per principio. perché una “donna vera” nn legge certe cose ne le pensa ne le approva. mah. conoscendoti bar, non mi sorprende da parte tua mostrare adesso e qui una tale empatia moralistica.. 😉

    p.s mi frequenti bar? e dove?


  15. Non sono un moralista (nemmeno empatico). E tu, nuv, dovresti saperlo bene. Sono un uomo confuso e contraddittorio. E chi lo ha mai negato? Quelli pieni di certezze e risposte nelle tasche, mi fanno paura. Sarà per questo che non sopporto le persone che fingono di avere sempre le idee chiarissime su tutto. Specie quando parlano delle vite altrui. Salvo poi applicare quegli stessi principi su sé stessi e trovarli “difficili” da vivere. Quanto al tuo commento “tagliato”, puoi metterlo anche tutto, se vuoi, non cambierebbe la sostanza del tuo pensiero pretenzioso. Convinta ancora che sia sempre e solo la donna a scegliere…

    PS: dove ti frequento, nuv? Un po’ qui e un po’ là. Più qui che là…


  16. non é affatto pretenzioso il mio pensiero. ma un mio punto di vista, bar. quella piena di pretese, o che si risente in modo infantile al minimo rifiuto, nn sono certamente io. quanto alla tua conclusione sul mio supposto pensiero pretenzioso “Convinta ancora che sia sempre e solo la donna a scegliere…” é evidente non hai colto il senso generale del discorso e come al solito ti soffermi solo sul particolare di una frase. mica sei stato il solo. ti assicuro però che la tua percezione della “sostanza” del mio pensiero e le tue conclusioni sono molto lontane da quello che penso e che intendevo lì dire. ma se nn l’hai capito, a questo punto non ha più importanza. ça va sans dire..

    grazie per lo spazio frà e scusa l’intrusione.


  17. I commenti so’ tutti punti di vista, nuv. I miei, i tuoi, quelli degli altri.. Tutti punti di vista rispettabili e nello stesso tempo discutibili. Ma se definisci i miei punti di vista “pura disquisizione e dialettica atta solo a voler confondere le idee”, la tua mi pare più una critica loffia e, a quel punto, potrò sollevare qualche dubbio loffio pure io sulla tua definizione della “donna vera” tette e culo da mostrare (se vuole)? Io non avrò colto il “senso generale” del tuo discorso e mi sarò perso pure “la sostanza” del tuo pensiero, ma mi sa che tu hai un concetto della critica piuttosto unilaterale.

    Sul resto, non ho capito manco che vuoi dire…Ma minimo rifiuto (in grassetto) di che?


  18. Sarà che gli uomini al potere usano le donne come mezzo per fare profitti (vedi direttori di giornali e di televisioni), ma è anche vero che le donne non rifiutano di farsi usare come merce da vetrina.
    Evidentemente questa situazione va bene a tutti.



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Mazzetta

Ce la possiamo fare

Iridediluce (Dott.ssa Fiorella Corbi)

L’antica rosa esiste solo nel nome: noi possediamo nudi nomi – Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus. (Umberto Eco, frase finale del Nome della rosa che cita Bernardo di Cluny)

milena edizioni

Casa Editrice (milena.edizioni@gmail.com)

poesieinformadidiario

"Luoghi, personaggi ed emozioni sono intenzionalmente veri"

poesiaoggi

POETICHE VARIE, RIFLESSIONI ED EVENTUALI ...

sfrattattidisplinder

Just another WordPress.com site

The WordPress.com Blog

The latest news on WordPress.com and the WordPress community.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: