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26 luglio 2008

A PROPOSITO DEL TEMPO

Lui era un professore americano morto due giorni fa per cancro. Divenne  famoso in tutto il mondo per la sua "ultima lezione" . Potete vederla  su you tube: Randy Pausch http://it.youtube.com/watch?v=k-rEHMic2KY  (io non sono riuscita a postarla, ho finito lo spazio sembra), ha i sottotitoli in italiano, e parla di tutti noi e dei nostri sogni . Merita i dieci minuti dedicati. Dice tra le altre cose:

 «Ho un problema di sistema. Benché abbia sempre goduto di forma fisica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita». L’incontro finale tra il docente e i suoi studenti, tra ironia e riflessioni profonde, si era trasformato in un commosso inno alla vita. «Trovate la vostra passione e seguitela – disse -, non smettete di cercarla perché altrimenti ciò che state facendo è solo aspettare la Mietitrice». Lui, citato da Time tra le cento persone più influenti del mondo, la morte l’ha affrontata a viso aperto: «Non la battiamo vivendo più a lungo, ma vivendo bene e pienamente, perché ella verrà per tutti noi» aveva detto.

La frase più bella della sua prima lezione : l’esperienza è ciò che succede quando le cose non vanno come volevamo.

Nella seconda lezione Randy è molto pratico e ci indica come fare a non sprecarlo:

L’importanza del tempo. “Il tempo e’ l’unica risorsa che conta” – esordisce Randy – “ci focalizziamo molto sul gestire i nostri soldi, ma non facciamo lo stesso con il nostro tempo”. Quindi, come primo passo “iniziate a pensare al tempo come se fossero i vostri soldi e realizzare che non va sprecato”. E per capire che il tempo e’ piu’ importante riflettete sul fatto che “mentre sui soldi si puo’ sempre recuperare, magari guadagnando fra qualche anno quello che non si guadagna ora, con il tempo non si puo’ fare: fra qualche anno, non potremo riavere indietro il tempo sprecato ora”. Tutti diciamo che abbiamo troppe cose da fare: e’ un problema “sistemico” e quindi richiede una soluzione “sistemica” che i punti successivi cercano di delineare.

La motivazione. Per ogni cosa che si fa durante il giorno, dobbiamo chiederci “Perche’ la sto facendo?” “Qual’e’ lo scopo?” “Cosa accadra’ se scegliessi di non farla?”, mentre l’approccio che seguiamo di solito e’ di non pensarci e’ di dire “OK, lo faccio e basta”. Dobbiamo avere delle motivazioni chiare.

Un esempio di motivazione che funziona molto bene e’ trovare il lato piacevole (“fun”) delle cose. Il relatore lo evidenzia sfruttando il paradosso:  “Quando sento dire ‘ho un lavoro che veramente non mi piace’, io rispondo ‘beh, dovresti cambiarlo’ e se mi dicono ‘sarebbe molto faticoso farlo’, rispondo ‘Hai ragione, e’ meglio continuare a fare ogni giorno un lavoro che veramente non ti piace’”. Un altro forte motivatore e’ il potere del sogno: “Se ti rifiuti di sognare, sono sicuro che non lo farai”.

La scelta degli obbiettivi. “E’ pericoloso focalizzarsi semplicemente sul fare le cose al meglio, e’ piu’ importante scegliere le cose giuste da fare e poi farle adeguatamente”. Bisogna fermarsi un attimo e scrivere la lista degli obbiettivi importanti per vedere se le nostre energie stanno andando su quelli o sono principalmente dedicate ad obbiettivi che non fanno parte di quella lista.

La pianificazione. Una volta individuati gli obbiettivi, bisogna pianificare. Ogni giornata, settimana, semestre va pianificato. Il fatto che le situazioni siano fluide non puo’ essere una scusa per non pianificare. Si puo’ sempre cambiare piano se la situazione cambia. Gli obbiettivi grossi e complessi vanno sempre divisi in sotto-obbiettivi piu’ semplici da raggiungere singolarmente ed in tempi brevi. Qui Randy racconta di quando si era appena laureato (“ero un po’ naif!”)  ed aveva scritto come obbiettivo sul suo diario: “diventare professore universitario”. Un obbiettivo del genere va diviso in una lunga serie di sotto-obbiettivi piu’ semplici, che verranno progressivamente raggiunti nel corso degli anni richiesti per  realizzare l’obbiettivo primario.

La definizione delle priorita’. Di fronte alla nostra lista delle cose da fare (todo list), e’ necessario capire cosa va fatto prima. Un metodo molto usato e’ quello di farsi due domande per ogni attivita’ pianificata: (i) “E’ molto importante?”, (ii) “Richiede di essere svolta presto?”. Mentre tutti capiscono che le attivita’ con la massima priorita’ sono quelle per cui abbiamo risposto con due si’, un errore frequente viene compiuto nel decidere quali sono le attivita’ al secondo posto di priorita’. A questo secondo posto,  molti assegnano le attivita’ che hanno ricevuto un “no” (poco importanti) alla prima domanda ed un “si” (da svolgere presto) alla seconda domanda. Il secondo posto spetta invece a quelle molto importanti e non a breve scadenza (risposta “si” alla prima domanda e “no” alla seconda). Ci si dice erroneamente: “Non e’ importante ma e’ a breve scadenza e quindi devo lavorarci subito”, mentre ci si dovrebbe dire “Se non e’ importante, lo faro’ eventualmente quando avro’ finito le cose importanti!”. Su questo punto, il relatore ritornera’ anche in seguito, esortando a tenere in mente una parola dell’economia: “il costo delle opportunita’”. Quando dedichiamo delle ore a fare qualcosa per cogliere un’opportunita’, quelle ore non potranno piu’ essere spese per coglierne un’altra. Per questo bisogna impedire che opportunita’ non importanti “succhino via la nostra vita”.

Un altro errore tipico che si fa e’ ritardare le attivita’ a massima priorita’ quando non ci piace svolgerle. Cio’ fa perdere inutilmente tempo. Per evitarlo, fare la cosa piu’ brutta per prima. “Se devi mangiare una rana viva, non perdere troppo tempo a guardarla e se ne devi mangiare tre, inizia dalla piu’ grande”.

Colonna sonora : The way we were  Barbra Streisand

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3 commenti

  1. Ho visto il video. Molto toccante. Grazie per avercelo fatto vedere e trovare questo professore americano. Servono queste cose… Infondono forza e spingono a stringere i denti e ad andare avanti. Un vero uomo. Non ce ne sono molte in giro di persone come quelle. Con quel coraggio di affrontare la morte ed avere ancora tanta forza per affrontare la vita. Vedere quello che è stata quando si era bambini sorridenti, i propri genitori così intelligenti e umili, capire che una cosa è una cosa e le persone sono persone (sembra stupido a dirsi, ma quanti e quante volte si dimenticano di questa distinzione e non riescono più a scernere?), vedere i propri sforzi negli studi, gli obbiettivi da raggiungere, i muri da superare.

    PS: Forse, mi sbaglio, ma non c’era nessuna donna assieme ai tre figli ai quali ha lasciato in eredità la sua ultima conferenza?


  2. E’ vero, l’ho guardato anche io, ed è davvero toccante. Peccato che la gente abbia bisogno di sentirsi dire queste cose da un uomo che sta morendo piuttosto che capirle da sola.
    Ha smesso di ascoltare da tempo…


  3. Conoscevo il video e le sue parole sono di grande insegnamento per tutti.
    Bisogna proprio arrivare a questi livelli perchè la gente impari ad apprezzare la vita…
    Un grande!!!



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